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18 Febbraio 2021
Ultima modifica: 1 Marzo 2021 ore 14:32

Crisi di coppia. Che fare?

10 consigli per migliorare la vita amorosa
Foto di Drobot Dean
È assolutamente normale che nella coppia ci siano delle crisi, delle difficoltà, degli assestamenti. Qui trovi alcuni spunti per approfittare della crisi per mettere in atto delle azioni che rinforzano la gioia della vita a due

Crisi di coppia... che fare? Dieci consigli per capire come superarare la crisi di coppia e vivere a pieno la relazione con il tuo partner.

Questa pagina contine un decalogo per aiutare tutti quelli che sono stanchi di un rapporto di coppia in crisi e cercano consigli per trasformarlo in un rapporto di coppia sano. Per lavorare magari su un elemento che guasta l'intimità della coppia.
Oppure per ravvivare il rapporto di coppia se cerchi semplicemente degli spunti di crescita.

La crisi di coppia quando nasce?

La crisi di coppia nasce semplicemente quando uno o entrambi i partner smettono di lavorare sulla loro relazione.
Può sembrare poco romantico, un tecnicismo, ma la verità è questa: sulla coppia - come su ogni questione della vita - occorre investire energie. L'amore difficilmente sta fermo. Se non viene fatto crescere in continuazione comincia a calare. E quando cala è facile sentirsi lontani e frustrati. 

Crisi di coppia: come superarla?

Ma c'è una buona notizia: la relazione di coppia è una realtà dinamica e trasformabile. Anche se molte persone che incontro usano per la loro relazione metafore mutuate dalla meccanica (è logoro, si è consumato, si è rotto qualcosa...) l'essere umano è sempre in grado di scegliere di investire e far rinascere l'amore.

Se la lettura ti suscita domande e riflessioni scrivimi pure a marcoscarmagnani@apg23.org

Dieci consigli per superare la crisi di coppia

 

1 - Nella coppia dedicatevi del tempo

Coppia felice che condivide una coperta
Crisi di coppia. Per affrontarla è necessario dedicarsi del tempo di qualità
Foto di Jacob Lund

È incredibile quante coppie sostengano di non avere tempo per loro, o confondono il tempo di coppia con il tempo che passano insieme ai bambini. Ribadiamolo ancora una volta: il tempo con i bambini è importantissimo ma si chiama "tempo di famiglia". Il tempo di coppia è invece un tempo di qualità che i due partner si dedicano. Ricapitolando - tolti il lavoro e le funzioni vitali (mangiare, dormire, ecc) - i tempi si dovrebbero suddividere in:

  1. Tempi di famiglia: sono quelli finalizzati a far star bene i figli e accrescere il senso di comunione in famiglia
  2. Tempi di coppia: quelli che servono affinchè la coppia si rigeneri
  3. Tempi personali: da dedicare alle proprie passioni per portare novità agli altri membri della famiglia.

Ovviamente - in base alla fase del ciclo di vita nella quale siete - dovrete dedicare più o meno tempo alla famiglia, ma i tempi di coppia non devono mai mancare ed in questo pezzo ci dedichiamo a questi. Se la prima domanda che vi viene in mente è: "Tempi di coppia? Per fare che cosa?" allora significa che ne avete proprio bisogno. Perdonatemi, ma poi non stupitevi se non vi dedicate tempo e vi sentite come estranei. È matematico.
Importante:  tempi di coppia non esistono, quindi bisogna crearli appositamente, agenda alla mano.  Attenzione! Nel tempo i vostri interessi, quello che vi piace fare e quello che vi piace fare insieme, possono cambiare. Anziché scoraggiarvi come fanno molti, godete questa ulteriore possibilità di crescere e di conoscervi reciprocamente.

L'uscita di coppia deve essere qualcosa di speciale: prendetevi il tempo per prepararvi, sia fisicamente che psicologicamente, e predisponetevi a passare un bel momento nel quale - obbligatorio - non si parla di problemi nè di figli.
Siate simpatici come gli amici e dolci come gli amanti.
Toccarsi, darsi la mano, abbracciarsi mentre si cammina. Vedetelo come una sorta di carburante per i momenti in cui dovrete tornare alla vita ordinaria.
Un'altro scoglio che spesso mi viene presentato è: ma perché devo sempre proporre io?
La regola è: chi ha più iniziativa, proponga, e l'altro si impegni a non ostacolare. Non fatevi scoraggiare da partner apatici o lamentosi, superate con uno slancio, e chiedete entusiastica collaborazione.

2 - Fatevi belli!

Coppia allo specchio mentre si prepara
Crisi di coppia. Anche la cura del corpo gioca un ruolo importante
Foto di Kalim

È possibile avvicinarsi a questo tema con due atteggiamenti distanti e polarizzati. Da una parte ci saranno quelli che pensano che la cura del corpo è una frivolezza, e che ritengono che chi ama dovrebbe occuparsi di ben altro; dall'altra quelli che tirano un sospiro di sollievo e pensano che "era ora che si trattasse apertamente questo argomento". Entrambi questi atteggiamenti, nella loro versione più estrema, sono rischiosi, perché da una parte è vero che l'amore trascende di gran lunga l'aspetto e la cura fisica, ma d'altra parte - fidatevi - ne ho sentite davvero troppe per pensare che l'aspetto fisico sia qualcosa di irrilevante: "Non si lava", "Ha sempre i capelli sporchi", "Si veste in modo inguardabile, mi fa vergognare", "Vuole fare l'amore con l'alito che puzza", "Ha messo su 10 chili di pancia"...

Si pongono un paio di questioni non semplici e foriere di parecchi malumori:

  • È giusto soddisfare i gusti del partner o bisogna difendere la propria libertà?
  • Se mi dà fastidio un certo elemento (modificabile) del mio partner glielo posso dire? Come?
Se veramente tenete alla vostra coppia, la prima domanda non ve la dovreste nemmeno porre. Vi rimando al video Siate falsi! nel quale, in maniera un po' paradossale, ho cercato di spiegare che una delle caratteristiche dell'amante (= "colui che ama") è quella di sintonizzarsi con i desideri del partner, e che trovo che in genere nelle coppie molti siano un po' adolescenti, un po' immaturi quando considerano uno sforzo immenso anche quello di fare dei piccoli passi per far piacere alla persona che hanno accanto. Tua moglie ti vuole fresco e profumato? E fatti una doccia, che ci vorrà mai? Tuo marito ti vuole più in forma? Fatti una corsetta, mangia un po' di meno. Che ci vorrà mai? Non puntiamo alla perfezione, ma ad avvicinarci ai gusti di chi abbiamo accanto. Non per ricatto, non per paura del giudizio, ma perché siamo talmente forti che il desiderio dell'altro, dell'altra, è una spinta ad un'azione. Via ogni vittimismo, mi raccomando! Le azioni di amore non spontanee rimangono sempre un atto di grande eroismo, non una gogna deprimente.
Sulla seconda domanda l'ironia popolare riconosce che - sul piano estetico - chiedere un cambiamento ad un uomo è faccenda molto più semplice che chiederlo ad una donna! Effettivamente è vero, prendiamone atto.
Allora evitate richieste quando siete arrabbiati, evitatele anche quando state vivendo un momento romantico perché rischiate di rovinarlo. Siate gentili e pazienti, il rischio di ferire è molto alto, eventualmente scusatevi. Magari potete voi anticipare il vostro partner chiedendogli se quell'aspetto di voi gli va bene così o lo preferirebbe differente. Se riuscite utilizzate l'ironia che - vi ricordo - è quella battuta che fa sorridere entrambi, altrimenti si chiama sarcasmo e non va bene.
Quindi in definitiva, non ci si ama perché si è Venere o Adone, ma curarsi per avvicinarsi alla bellezza è cosa buona; evitate la trascuratezza, fatti salvi i periodi pesanti per impegni di lavoro e di cura di neonati o genitori anziani. Cercate che siano transitori.
Siate pazienti con il partner ed esigenti nel vostro essere piacevoli.
Il consiglio per ogni marito: ama tua moglie per come è ma presentati a lei al tuo meglio!
Il consiglio per ogni moglie: ama tuo marito per come è ma presentati a lui al tuo meglio!

3 - Confidatevi di più e dialogate di meno

Dialogo di coppia
Crisi di coppia. La conoscenza reciproca, la possibilità di rivelarsi e meravigliarsi... L'intimità psicologica può essere eccitante come l'intimità sessuale?
Foto di Antonioguillem

Sarebbe stato logico iniziare questo capitolo con un breve trattato sul dialogo, ma ho pensato che sul dialogo si è già detto molto e che spesso viene sopravvalutato. Mi spiego: dia-logos, un "discorso fra". Quante volte il dialogo diventa fonte di fra-intendimento piuttosto che di comprensione? Quante volte vorreste spiegarvi e il vostro dialogo si trasforma in un ping-pong tra due sordi? Il rischio che il dialogo diventi l'anticamera di un conflitto è molto alto. Succede quando le parole si mettono - appunto - fra - in mezzo - a voi. Se le parole diventano un muro anziché un ponte. Con questo non voglio dire che il dialogo sia in assoluto da evitare, anzi, ma che - prima - nella coppia occorre allenare altre modalità di comunicazione.
Credo che il bisogno maggiore sia di confidenza, di intimità psicologica. Il bisogno profondo, nella coppia, è di potersi rivelare, di poter parlare apertamente, e al tempo stesso di riuscire a meravigliarsi per quello che l'altro sta rivelando.

Ecco un piccolo schema per allenarvi a confidarvi:

  1. Chi ha la necessità di comunicare qualcosa, prenda l'iniziativa e inviti l'altro.
  2. Condividete la voglia di sperimentare una comunicazione più profonda: se non si è entrambi ben disposti a questo esercizio, è meglio rimandare.
  3. Scegliete un tempo e uno spazio nel quale sapete di non essere disturbati.
  4. Fondamentale: chi parla parla e basta, chi ascolta ascolta e basta!
  5. Non verbale: state vicini, toccatevi, cercate il contatto visivo, senza insistenza. Questo vi aiuterà molto.
  6. Per chi parla: può iniziare con qualcosa di positivo, in genere dà un buon registro alla relazione. Poi può esprimere quello che sente: un suo pensiero, una emozione, un turbamento, una preoccupazione. L'obiettivo è quello di parlare di sè.
  7. Per chi ascolta: ascoltare con attenzione significa lasciar adagiare in sè quello che il partner sta rivelando. Si tratta di fare spazio all'altro.
  8. «Grazie»: alla fine potete ringraziarvi.

Questa modalità non va usata per ogni comunicazione della vostra vita, è un momento speciale e come tale deve rimanere.

4 - Breve corso di altrostima

 

Coppia che dialoga
Crisi di coppia. Apprezzarti anzichè disprezzarti. Gioire della tua presenza anziché lamentarmi. Che cosa te lo impedisce?
Foto di Juli166


Vi fate puntualmente notare quello che non va?
Non ce la fate proprio a tenervi?
E allora siete capitati nel posto giusto!

Se - come capita alla maggior parte - c'è stato un periodo in cui vedevate solo rosa e adesso vi pare di vedere solo nero, il problema è che siete stati innamorati. Mi spiego: l'innamorarsi (che gli anglosassoni chiamano più precisamente fall-in-love evidenziandone gli aspetti accidentali) è un momento di forte attrazione (fisica e/o mentale e/o spirituale) verso un'altra persona.

Perché questa attrazione irresistibile? Perché l'altro, l'altra, ha qualche caratteristica della quale mi sento fortemente mancante. Insomma noi saremmo attratti da un bisogno di compensazione
Magari è la stessa caratteristica che oggi esercita su di me sentimenti contrastanti.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior
Valerio Catullo, I sec a.C.

Se volete un'ulteriore conferma, ammettete che la stessa caratteristica ad un altro non darebbe così fastidio.

E allora, che fare?
Al netto di quelli che oggettivamente sono dei comportamenti sbagliati, posso cominciare a pensare che proprio quella persona che ho a fianco ha delle qualità - quelle che ora vedo come un problema - estreme ma che mi sono carenti.
Che io posso crescere, attraverso di lui, attraverso di lei, perché posso prendere un pezzettino di quel carisma così estraneo e integrarlo nella mia personalità.

Questo è possibile con un atto intelligente di volontà, tecnicamente non possibile nell'innamoramento, ma auspicabile nell'amore, perché necessita del riconoscimento di essere di fronte ad un TU irriducibile.
Non sono chiamato a dire cose false ma a cambiare il mio sguardo.

Un esempio è polarizzazione simpatia/seriosità.
INNAMORAMENTO: Mi innamoro perché sono seria e tu sei simpatico e mi alleggerisci la vita (e tu perché sono seria e ti senti pacato)
CRISI: Poi mi infastidisci perché sei "troppo" simpatico, non sei serio, sei irresponsabile (e tu sei una musona pallosa)
AMORE: Sono effettivamente troppo seria, imparo da te ad essere "un pochino" più simpatica, che mi è utile nella vita (e tu impari da me a saper essere serio al momento opportuno)
 

5 - Fate l'amore!

 

Coppia a letto
Crisi di coppia. Non astenetevi tra di voi se non per brevi periodi e di comune accordo (Paolo di Tarso)
Foto di Sabina Tone



Rimango sempre più sorpreso di come - in una società così fortemente sessualizzata ed erotizzata come la nostra - il sesso in una coppia stabile sia fatto di più bassi che di alti: stanchi per il lavoro e la cura dei figli, senza passione e desiderio, con rancori arretrati, la coppia fatica a trovare un incontro sulla modalità, sulla frequenza, sul tempo da dedicare alla sessualità. E si scoraggia, e retrocede.
La sessualità è una faccenda molto corporea e fatiosamente descrivibile con categorie linguistiche, ma siccome dobbiamo scriverne, qui useremo l'espressione "fare l'amore" non perché mi faccia personalmente impazzire, ma perché trovo azzeccato l'accostamento dei due termini:

  • FARE: nel senso pratico di costruire. C'è un'idea di laboriosa attività che - come ho già scritto sopra - è la chiave di volta per affrontare ogni crisi di coppia. Ci mettiamo in moto fisicamente per "creare" qualche cosa. Che cosa? "Amore" ovviamente.
  • AMORE: l'atto sessuale crea amore, e lo crea in modo profondo. Lo crea in una condizione in cui siamo nudi, sinceri, esposti. Ma, proprio perché nudi, sinceri ed esposti, occorre accettarne anche i rischi.
Quali sono i rischi? Che si può "fare l'amore" ma che si può anche "fare l'odio", o "fare l'assenza".
Se non avete mai provato dubito che possiate cogliere in profondità il significato di queste parole.
Altrimenti un piccolo esame di coscienza: è mai capitato di offrire il corpo tenendo lontana la mente? Di assumere una posizione (involontariamente?) scomoda? Di farlo frettolosamente? Di farlo pensando ad (un) altro?
Peccato!
Un'occasione di incontro sprecata, un passo verso "l'inferno" della lontananza-intima (lo so, è un ossimoro)
Mi piace - e piacerà a tutti, non solo ai cattolici - citare Paolo di Tarso, che circa 2000 anni fa scriveva agli abitanti di Corinto: «Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme, perché satana non vi tenti nei momenti di passione». Analizziamolo insieme: l’astinenza deve essere “di comune accordo”, quindi non è un’arma di ricatto, né un premio il concedersi, né la richiesta un modo per far pressione. Poi è “temporanea” e su questo direi che un mese (ma ho trovato anche di più) dal mio punto di vista è molto oltre ciò che dovrebbe intendersi con temporaneità. L’astinenza ha poi uno scopo (per San Paolo “dedicarvi alla preghiera”) e quindi non esiste un’astinenza per noia o per tacito accordo di non investire sulla propria relazione. E c’è un motivo per tutto questo: “satana non vi tenti”. Siccome satana è definito “colui che divide” (diavolo letteralmente significa questo), mi prendo la licenza di parafrasare San Paolo e dire che non curare la sessualità è condannarsi alla divisione.

La sessualità necessita di integrare nella coppia le tre polarità della teorizzazione di Sternberg, che dal mio punto di vista si possono associare alle tre componenti che si intrecciano nella persona, come una sinossi:
  • Passione - CORPO: è la dimensione attrattiva della relazione e della sessualità. L'incontro sessuale avviene dove il sangue affluisce maggiormente alla superficie. Come dire che - altro che spiritualismo - la sessualità desidera che due corpi stiano più vicini possibile. Le zone erogene - la lingua, le labbra, i genitali - sono i punti del nostro corpo nei quali andiamo più vicini all'altro "Le tue labbra stillano nettare, o sposa, c’è miele e latte sotto la tua lingua", si legge nel Cantico dei Cantici. Se vogliamo spingerci ancora oltre: le zone erogene - più irrorate di sangue - sono le zone in cui mi avvicino maggiormente al tuo... cuore!
  • Intimità - MENTE: la dimensione psichica, la nostra intelligenza di cercare e trovare modalità funzionali di relazione. L'intelligenza di diventare amici (come "amica...", "sorella...", "sposa..." descrive l'amata sempre il Cantico). Mente per capire il momento giusto, le parole giuste, per diventarti caro, cara. Intimità per il desiderio di stare bene insieme e fare cose belle, ri-creative. Diciamo che la mente - nella sessualità - stempera i bollori della passione e ci rende più umani (la passione sessuale, l'impulso, parte dal nostro cervello rettiliano che se lasciato solo non potrà fare molto più di un rettile). Se la passione "prende" e "prae-tende", l'intimità si "prende cura" e "ad-tende".
  • Impegno - ANIMA: nella coppia, e di conseguenza nella sua espressione sessuale, c'è una dimensione spirituale, soprannaturale, che si esprime praticamente in una piena assunzione di responsabilità, un ethos. Io scelgo te, io prendo te, io accolgo te.
Alcuni consigli "al volo"
  1. Fate l'amore più spesso possibile: vi diventerà più naturale, non vi arrabbierete se qualche volta non va proprio come lo desiderate.
  2. Siate amorevoli: non portate nel letto i vostri rancori, le vostre incomprensioni. Ci sono, ma qui siamo su un'altro piano. Può essere un'operazione difficile ma non impossibile. 
  3. Siate forti: siete adulti. Non siate fragili: chi desidera propone, senza preoccuparsi se è sempre lui o lei. Chi riceve la proposta - al netto di gravi problemi - la accoglie. Ovvio che il massimo è la reciprocità, ma la reciprocità è un punto di arrivo, non la norma.
  4. Organizzatevi: se viene spontaneo ok. Se non viene spontaneo ritagliatevi "agenda alla mano" dei tempi e degli spazi in cui poter stare insieme, stare vicini, toccarvi. Il resto verrà da sè.
Ne sono usciti 4, il numero della completezza, della totalità, delle fasi lunari, delle stagioni, dei punti cardinali.
Il numero del cuore e delle sue 4 camere. Che permette alla vita di fluire e alle emozioni di esprimersi, e che batte forte quando si fa l'amore.

6 - Festeggiate e celebrate

Coppia che festeggia
Crisi di coppia. Come siamo emotivamente turbati dai litigi, dalle incomprensioni, dalla piattezza, così - per bilanciare - è importante imparare a celebrare la pace, festeggiare le ricorrenze e i momenti speciali
Foto di Split Shire

Il festeggiamento risponde ad un bisogno di ritualità che serve alla coppia, come a qualsiasi altra relazione umana, per uscire  dell'ordinario e creare un tempo stra-ordinario.
San Valentino, l'anniversario di matrimonio, la data in cui ci siamo conosciuti, sono un modo per ritrovarsi e fare festa.
Ma possiamo far festa? Anche se non va tutto bene?
Certo! Proprio perché non va tutto bene è giusto darsi una carica!
Non si festeggia perché va tutto bene, si festeggia perché ci sono - di sicuro - cose che vanno bene, e perché vogliamo che vada ancora meglio.
Pare esserci anche qui una resistenza: la resistenza ad essere felici, quasi che bisognasse "meritarsi" la felicità

Possiamo permetterci di essere felici?
Lo chiedo spesso alle mie coppie. Ed è una domanda per la quale non voglio che diano risposta. Una domanda che deve rimanere domanda. Mi merito di essere felice con mio marito, con mia moglie?

Spesso dico che nelle coppie vi è qualcosa di perverso: si vergognano di celebrare quello che va mentre celebrano quotidianamente ciò che non va. Pensate solo alle litigate, ai conflitti, di cui parleremo in una prossima puntata: spesso sono "celebrati", evidenziati, palesati da lunghe disussioni, le incomprensioni sottolineate da infiniti musi.

E allora volete essere una coppia felice? Volete attraversare ogni crisi?
  • Festeggiate, celebrate il vostro amore: festeggiate per voi, per dirvi "quanto siamo stati bravi?", "quanta Grazia abbiamo ricevuto?"; festeggiate anche pubblicamente, perché il mondo ha bisogno di amore e di bellezza. E ha bisogno che chi crede nell'amore, nell'impegno e nella passione dell'amore, abbia la possibilità di nutrirsi alla fonte di altre coppie che festeggiano l'amore.
  • Gioite per l'amore altrui: uscite dalle fila di coloro che invidiano chi si ama! Sono affettivamente felice? E allora non vorrò che questa bellezza sia solo mia. Sono triste? Un periodo no? E allora posso gioire per l'amore che c'è nel mondo, per chi lo manifesta, perché vedendo gli altri sento un po' del loro profumo, e posso prendere coraggio.
Ci sono tanti modi di festeggiare, potete prenotare un posto nel ristorante più costoso della vostra città, ma potete anche uscire e mangiarvi una pizza, o semplicemente passeggiare mano nella mano. Non è una questione di soldi, quella è una banale scusa. Potete regalare un gioiello tempestato o una rosa presa dal pachistano all'angolo. Non importa. Quelli sono i gesti esteriori, importanti perchè si vedono, ma limitati.
La prossima festa, il prossimo anniversario, fate così: guardate le coppie di amanti, chi sono, cosa fanno, e sappiate guardare oltre, perché stanno sì festeggiando in modo visibile e forse un po' banale, ma se guardate più a fondo vi stanno dicendo, strizzandovi l'occhio, che quello che sta succedendo tra loro «non si vede bene che con il cuore. L'essenziale resta invisibile agli occhi».
 

7 - Onora il padre e la madre... e lasciali

Giovane oppia pensierosa
Crisi di coppia. Come comportarsi con i suoceri? Meglio tagliarli fuori dalla vita di coppia o coinvolgerli ed onorarli? Un bel dilemma per le coppie...
Foto di Drobot Dean


Il rapporto con le famiglie di origine è uno dei grattacapi più intriganti della relazione di coppia.
Nel rapporto con le famiglie di origine emergono conflitti di lealtà faticosi da risolvere perché la coppia si trova all'incrocio delle tensioni tra le stirpi e le generazioni.
Ognuno dei due scende da una famiglia alla quale è intimamente legato.
La coppia crea un nuovo legame, ma questo legame in qualche modo viene dopo, per cui non conviene mai mettere in competizione questi due piani.
Per dare ordine si può fare riferimento ai testi sacri. Anche se non si ha fede, trovo che contengono un importante patrimonio dell'umano. Ad esempio nella Bibbia, che è un caposaldo della cultura occidentale, troviamo:
  • L'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne: lo troviamo all'inizio della Bibbia, in Genesi 2,24, ed è ripetuto anche in Marco 10,7 ed Efesini 5,31. Quando un uomo, ma anche una donna, si sposa - in qualche modo deve "lasciare" suo padre e sua madre. Non smette di essere figlio, figlia, ma diventa soprattutto marito, moglie.  "Lasciare" è un verbo dolce,  e si "lascia" solamente con amore, con rispetto, con gratitudine. Ogni strappo crea una lacerazione, e la ferita cementerà il legame in maniera più profonda e questo legame di sofferenza danneggia la coppia.
  • Onora tuo padre e tua madre lo troviamo nel Deuteronomio 5,16, meglio conosciuto come il "quarto comandamento".  I genitori vanno trattati con "onore", una parola desueta ma molto evocativa. Non si parla in fatti di "rispettare" o "voler bene" (troppo blando) ma nemmeno di "dar ragione" (non c'entra nulla). Si tratta di "onorare", qualcosa che ha più a che fare con un senso di profonda riconoscenza. Grazie a questa riconoscenza infatti mi potrò sentire abbastanza uomo, abbastanza donna, abbastanza "appartenente" da trovare la forza per tessere una nuova relazione con mio marito, con mia moglie.
Ecco, questa l'impostazione teorica.
Per quanto riguarda invece i consigli pratici ve ne do tre:
  1. Non cambiate i suoceri, cambiate voi: tante coppie si rivolgono a me pensando che io abbia il potere di cambiare i suoceri. Per fortuna non è così. Ma la buona notizia è che i suoceri sono una meravigliosa occasione per cambiare (in meglio) la propria coppia. Esempio: la tua suocera può essere effettivamente invadente, ma pensi di poter cambiare una sessantenne? Forse è il caso che pensiate a che cosa state facendo voi per sposarvi con la sua invadenza: chi le ha dato le chiavi di casa? A chi spetta informarla (con gentilezza) di quali sono i vostri ritmi, i momenti in cui non volete essere disturbati? Occasione di crescita.
  2. Le feste sono sacre, non fate i bambini: è bellissimo quando le famiglie si ritrovano felici, e vi auguro che per voi sia sempre così. Se però ci sono dei malumori in corso, il mio consiglio è quello di "sospenderli" in alcuni momenti "comandati". Il pranzo di Natale, i compleanni, i sacramenti: trovo davvero immaturo non partecipare. Non si tratta di essere falsi nè di soffrire, io la vedo così: ci sono avvenimenti che sono "sopra" le nostre piccole e grandi beghe.
  3. Mai mettersi contro la mamma: questo è (soprattutto) per le mogli. Può essere che vostro marito vi ami sinceramente, ma che sua madre eserciti su di lui una potenza tale per cui non riesce proprio a contrastarla. Ora, non serve metterlo alla prova in inutili e laceranti "scegli lei o me". Siate furbe, e chiedete a vostro marito di essere complice. La mamma non si lascia sfacciatamente (altrimenti rimane incastrato emotivamente tra le sue braccia!). Alla mamma si dà ragione, si rimane (moderatamente) figli, e si fugge altrove a vivere la propria avventura d'amore, tutti i giorni. Leggete le fiabe e i miti! 

8 - Datevi ragione!

Coppia innamorata
Crisi di coppia. Che cosa succederebbe se potessimo permetterci il lusso - qualche volta - di darci ragione?
Foto di nd3000

«Sì»
«Hai ragione»
«Hai proprio ragione!»
«Ma sai che hai proprio ragione?» (con sorriso luminoso e incoraggiante)
Più eccitante di un sogno erotico potrebbe essere il sogno di ricevere dal partner una tale progressione di assenso.
Un sogno? Sì, perché la coppia è formata da due individui differenti: ci sono un uomo e una donna innanzitutto, poi ci sono caratteri e temperamenti diversi, una storia alle spalle, esperienze, e poi due famiglie di origine, due stirpi con miti e riti propri. 
Allora la domanda è: questa differenza è solo fonte di fatica? 
La risposta è "fino ad un certo punto".
La prima cosa da capire è che il darsi ragione non avviene perché la pensate allo stesso modo, ma perché assumete un atteggiamento positivo, costruttivo, incoraggiante, nei confronti di chi avete a fianco.
Ecco alcuni semplici accorgimenti che potete usare nella vostra comunicazione di coppia:

  • Non è necessario che dichiariate tutte le volte che siete in disaccordo. Non è obbligatorio dare la propria opinione contraria su ogni punto. Ci sono argomenti in cui è inevitabile, altri in cui è discutibile, altri ancora in cui è semplicemente superfluo. Un imperativo se svolgete una professione a contatto con le persone, in cui la cura della relazione, della ricerca di ciò che sintonizza e accomuna determinano se il cliente resta con noi o meno. Lo fate con il cliente e non con il partner?
  • Usate l'empatia. Sulle emozioni e sui sentimenti non si può essere in disaccordo come sui concetti. Quando uno dei due c'è rimasto male per un vostro atteggiamento, potete - anziché difendervi - sintonizzarvi e dirgli che vi dispiace che si senta così. Questo è senz'altro onosto, perché - se siete una coppia (che vuole essere) sana l'agromento vi vi porti pure stizza, ma il disagio dell'altro vi porti alla compassione.
  • Impegnatevi a darvi ragione. Sì, c'è scritto di "impegnarsi". Come sempre e linearmente sostenuto in questo lungo articolo. Contestarsi di continuo può diventare una (brutta) abitudine, e per cambiare abitudini non ci sono magie o scorciatoie. Occorre allenarsi, fare pratica: se state affrontando una discussione tranquilla, ci saranno aspetti in cui siete concordi ed altri meno. Sforzatevi di trovare i punti comuni e fateli notare. «È vero!» «Hai ragione» «È proprio così»

9 - Siate liberi

Coppia che salta in riva al mare al tramonto
Crisi di coppia. È possibile coniugare una relazione con la libertà? Ci si può sentire liberi e legati allo stesso tempo?
Foto di Antonioguillem

«Ciao sono Antonella, cerco una relazione appassionante e duratura, ma con una persona non asfissiante. Detesto chi mi controlla o non sa stare senza di me. Voglio un uomo sicuro e completo, detesto - ne ho già avuti - quelli dipendenti che ti chiedono dove sei e cosa fai»
«Sono Giovanni, cerco una donna che sappia amarmi per quello che sono e con cui fare una famiglia. Negli ultimi due anni ho avuto 6 storie. Tutte finivano quando io - giustamente - chiedevo i miei spazi per giocare a calcetto con gli amici o uscire la sera»
«Sono single e cerco l'anima gemella»
«Sono sposato e ho bisogno della mia libertà»
Come il bambino che muove due passi lontano dalla mamma e poi si gira angosciato per vedere se c'è, così è l'attuale bipolarismo affettivo tra il bisogno di vicinanza e quello di solitudine.
Tanti bei dilemmi ai quali verrebbe da chiedere banalmente «Ma perché ti sposi se hai bisogno di stare libero?» o «Ma perché rifiuti di legarti se ti secca stare single?»
Domande banali, è vero, che non colgono la complessità del problema.
Cerchiamo di sbrogliare la matassa:tutta la vita è un continuo alternarsi di bisogni contrapposti e nella coppia è normale che da un lato si cerchi dipendenza (l'innamoramento in particolare è dipendenza allo stato puro), dall'altro si cerchi autonomia (che porta ad una maturazione della coppia, grazie alla quale ognuno potrà dare un contributo personale più arricchente alla relazione), e dall'altro ancora ci siano delle fughe adolescenziali verso l'indipendenza (voglio - in certi momenti - fare come se tu non ci fossi).
La giusta posizione la si trova in una sorta di dialettica hegeliana dipendenza-indipendenza-autonomia/interdipendenza, e non vi spaventate se nella coppia si ripropongono ciclicamente questi temi.
Detto in altro modo dovreste trovare una giusta distanza tra l'attaccamento ossessivo simil-infantile e il distacco simil-adolescenziale.
In genere uno dei due è geloso, l'altro no; uno vuole passare tutto il tempo libero insieme, l'altro vuole una sera per uscire con gli amici; uno vuole stare appiccicato sul divano, l'altro su un divano differente.
Sono dinamiche fastidiose ma assolutamente negoziabili, che affronterei con un protocollo di cerchiobottismo (un colpo al cerchio e uno alla botte):
- se lui volesse uscire sempre con gli amici e lei desiderasse sempre stare con lui, vorrà dire che usciranno insieme ma lui qualche volta uscirà con gli amici (in luoghi compatibili con il matrimonio e la relazione ovviamente!)
- se lei si sente soffocare quando lui vuole stare a guardare il film abbracciati sul divano, vorrà dire che lei starà con lui e poi ad un certo punto con molta semplicità si siederà sull'altro divano
Non è difficile, le coppie in genere risolvono questi atteggiamenti con molta semplicità. L'importante è essere chiari e sereni.
Rispettate sia il vostro bisogno di contatto che quello di distanza. È sano avere bisogno -  in una relazione - di tempo per sè, per stare con se stessi, per rientrare e ricentrarsi.
Per l'ultimo spunto attingiamo liberamente dal pensiero di Viktor Frankl: se vivete in coppia, non si tratta di essere liberi da (te) o di essere liberi di (fare quello che vuoi). È paradossale!
La libertà si esprime nella possibilità di aderire con entusiasmo a quello che avete scelto.
Siete liberi di dare significato pieno alla vostra vita. E se quello che avete scelto è la sfida della coniugalità, della vita di coppia, siete liberi di amare oltre misura, rispondendo così ad una grande vocazione, liberi per dare senso pieno alla vostra vita. E il bello è che nessuno ve lo potrà impedire!
Uscite dalla triste lagnanza, lanciatevi con gioia nella libertà di amare la persona che avete accanto. Con tutte le vostre forze. Stando insieme e stando da soli, in quel balletto dell'allontanarsi e del riavvicinarsi che ricorda il perdersi e ritrovarsi del Cantico dei cantici.



10 - Litigate bene!

Coppia che si lancia i cuscini
Crisi di coppia. Il conflitto esprime le divergenze che inevitabilmente emergono tra due persone differenti. Attenzione! Tenersi lontani dai due estremi: litigare sempre, non litigare mai.
Foto di fizkes

"L'amore non è bello se non è litigarello"
Ma davvero? Io non ci ho mai creduto. Litigare è un pessimo modo per passare il tempo. Almeno cerchiamo di darci una regolata come ho scritto nel mio ultimo libro 3 regole per litigare Quali regole? Eccole in sintesi:

REGOLA 1) Non vincere!

Se c’è un luogo nel quale vincere crea disastri è la relazione coniugale.
La coppia infatti vive di una costante ricerca di equilibrio dinamico e la "vittoria" di uno sbilancia questo equilibrio.
La coppia è il luogo più evidente dove chi vince resta con un pugno di mosche: ottiene una vittoria esterna, e l’altro si allontana interiormente. 
Allora, cercate di non ottenere mai una vittoria su tutti i fronti; non schiacciate mai l’avversario; quando vedete che sta per capitolare lasciategli una via d’uscita; non braccatelo/a. Accontentatevi che la vostra idea è stata presa in considerazione, che si prenderanno le piastrelle del bagno che piacciono a voi, e siate pronti a fornire qualcosa in cambio, magari una partita a calcetto con gli amici se è per lui, o un fiore se è per lei.

REGOLA 2) Definite un ring!

 Avere un ring aiuta ad impedire che il conflitto dilaghi, che si trascini negli spogliatoi, o tra il pubblico. Traducendo la metafora, potremmo dire di evitare che si trascini in camera da letto o davanti a figli e parenti.
Idealmente ci sono due tipi di ring, due sistemi di definizione dei confini di ciò che è lecito e ciò che non lo è:

  1. il primo è oggettivo, per cui c’è già la legge che indica che certi comportamenti sono inaccettabili e penalmente perseguibili. Di questo non intendo parlare, lo diamo per scontato.
  2. il secondo è un ring di coppia, che si definisce in una relazione di intimità, di conoscenza dell’altro e dell’altra, perché non siamo tutti uguali.

Un esempio per capirci su questo secondo punto: alcune persone non sopportano le offese. Ah che scoperta! A nessuno piace essere offeso! Sì, lo so, ma alcune persone – ve ne accorgerete – all’offesa vanno interiormente in frantumi. Non sono deboli, potreste prenderle a bastonate o toglier loro il cibo, e lo sopporterebbero meglio, ma all’offesa si sgretolano. Sono quelli che – nella categorizzazione di Gary Chapman  – sentono di ricevere amore e nutrimento quando ricevono dei complimenti. Con queste persone si dovrà fare molta attenzione alle offese. Come faccio a litigare con una persona che mi va in frantumi? Non c’è più soddisfazione!
Se il ring non c'è, e non ci sono regole, è più facile e pericoloso scivolare verso il “tutto è permesso”... "se le è volute"... "gliela faccio pagare"... e il gioco diventa per nulla divertente.

REGOLA 3) Tagliate corto!

È la regola più importante e se proprio dovete scegliere di applicarne una sola, applicate questa. Alcune ricerche hanno dimostrato che non ci sono differenze significative tra le coppie felici e quelle disfunzionali su molti aspetti del conflitto. Non ci sono differenze significative nel numero dei conflitti, nell’intensità e neppure nei temi della contesa. C’è un’unica differenza significativa: il tempo.
Le coppie felici riescono ad aprire e chiudere la litigata in tempi brevi, in quelle disfunzionali la litigata non ha mai fine. Ore e giorni e notti di agonia. Ore e giorni e notti inutili, perché alla fine non si arriva ad un accordo ma allo sfinimento, e magari è già pronto un altro argomento da contendere.
Quanto stressano, quanto esauriscono le litigate lunghe? Quanta salute fisica e mentale se ne va? Quante occasioni perse per fare cose buone e belle?

E poi... fate la pace, mi raccomando!