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16 Luglio 2026

Destinazione Fatima: il viaggio estivo dei giovani che ha ribaltato il concetto di aiuto

L'esperienza estiva dei giovani della Comunità Papa Giovanni XXIII
Destinazione Fatima: il viaggio estivo dei giovani che ha ribaltato il concetto di aiuto
Un gruppo di ragazzi è partito alla volta del Portogallo per un campo di condivisione e servizio. Tra tappe a Lourdes, lavoro concreto e riflessioni profonde, l'esperienza ha ridefinito il loro modo di guardare gli altri e se stessi: «Non ero io ad aiutare, ero io quella "povera"».
Dal 20 al 27 giugno si è tenuto a Fatima, in Portogallo, un campo estivo Fuori le mura della Comunità Papa Giovanni XXIII: un’esperienza di condivisione e di servizio agli altri.
I giovani partecipanti sono partiti da Cuneo in pulmino con tanta voglia di conoscersi e mettersi in gioco.

La prima tappa a Lourdes e l'arrivo in Portogallo

Dopo la tappa a Lourdes - dove hanno ricevuto la calda accoglienza della casa famiglia di Gabriele e Morena e partecipato alla processione serale al santuario - hanno proseguito a Fatima, in Portogallo fino alla casa di accoglienza Nossa Senhora de Fátima gestita da Antonio Scarpiello.
Qui hanno vissuto giorni intensi tra risate, momenti di riflessione, preghiera e servizio sia in casa che al santuario. Hanno anche dipinto un murales a ricordo dell’esperienza.

Il cambio di prospettiva: «Nessuno è superiore»

«Se prima di partire mi avessero chiesto il perché, la mia risposta sarebbe stata una frase banale: Per aiutare gli altri - racconta Beatrice -. Tuttavia, una volta arrivata, ho capito che non avevo molto da dare ai poveri”. Ero io quella povera”. Limitata da barriere sociali, convinzioni, paure e ansie, non mi ero mai fermata a chiedermi cosa significasse davvero aiutare qualcuno. La verità è che, come ci ha spiegato Antonio, se ci poniamo nella posizione di aiutare qualcuno”, stiamo già dando per scontato di essere superiori agli altri e di possedere qualcosa che a loro manca.»

La bellezza della quotidianità e dei piccoli gesti

Prosegue Elena: «Questo campo ci ha dato la possibilità di metterci in gioco, di conoscere nuove persone e di trovare dei momenti in cui fermarsi. Abbiamo riscoperto la bellezza e la semplicità della quotidianità, come cucinare la cena, preparare un dolce o lavare il bagno.»
Aggiunge Livia: «Lesperienza a Fatima mi ha dato lopportunità di confrontarmi con realtà diverse e riscoprire il valore dei piccoli gesti. Ho imparato tanto, sia dagli altri che da me stessa, e sono tornata a casa con ricordi preziosi e una maggiore consapevolezza del valore del donarsi agli altri.»

Un'esperienza che abbatte le paure e fa crescere

Unesperienza da consigliare come suggerisce MartinoQuesto campo mi ha dato più coraggio e mi ha aiutato a smettere di farmi aspettative sulle varie attività/lavori che ho fatto e a scacciare le paure che mi vengono ogni volta che decido di vivere una nuova esperienza. Consiglio assolutamente di fare un campo Fuori le mura perché ha cambiato una gran parte di me e mi ha fatto vivere delle bellissime esperienze.”
 


Commenta Jacopo: «Lo consiglierei assolutamente. Oltre al divertimento c’è spazio anche per una riflessione personale che porta a una crescita e a una nuova coscienza del mondo, facendo vedere in modo diverso le altre persone, soprattutto chi ha difficoltà fisiche e cognitive.»
 
Conclude Morena: «Questa esperienza mi ha permesso di aprire gli occhi a quello che mi sta circondando nel mondo e mi ha lasciato tante domande alle quali cercare risposte.”
 
Non ci resta che augurare loro che queste nuove consapevolezze li accompagnino nel cammino della vita.

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