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10 Agosto 2020

Quella messa con Padre Pio

«Sentii i profumi e vidi il sangue sul palmo della mano». La singolare testimonianza di un giovane Don Benzi .
Nell'anniversario dell'ordinazione sacerdotale del santo di Pietrelcina, avvenuta il 10 agosto del 1910, riproponiamo un articolo scritto su Sempre da Don Benzi nel 2002, in cui racconta di quando a 36 anni portò alcuni seminaristi a confessarsi da Padre Pio e celebrò con lui la messa.
Primavera 1961. Avevo 36 anni. All’epoca ero padre spirituale presso il Seminario di Rimini ed assistente della Gioventù Cattolica nel settore “preju”. Con una classe del liceo classico in cui insegnavo religione, decidemmo di andare in gita scolastica a San Giovanni Rotondo, da Padre Pio da Pietrelcina. 
Scesi dalla corriera, entrammo in chiesa. Lui era in una stanza laterale, una specie di sacrestia. Era seduto su una sedia, la testa leggermente reclinata su un lato sorretta dalla mano destra, il gomito appoggiato sulla sommità di un inginocchiatoio sul quale stava il penitente. 
Appena il posto si liberò, decisi di confessarmi.

La confessione da Padre Pio

Provavo una forte emozione e anche un grande timore: avevo sentito dire che a volte il Padre mandava via i pellegrini che non erano veramente pentiti dicendo loro parole severe come: «Vai via, tu profani il sangue di Cristo. Ritorna fra un anno!». Che vergogna sarebbe stata subire una simile umiliazione davanti ai miei ragazzi…
Per fortuna invece mi diede l’assoluzione, congedandomi con due colpetti affettuosi della mano sulla mia fronte.
Poi, appena ebbe finito di confessare, presentai a padre Pio i miei ragazzi, che erano rimasti fuori ad aspettare, indicandogli uno in particolare: «Padre, questo mio alunno non crede in Dio».  
Lui lo fissò con quel suo sguardo intenso e penetrante. Rimase così per un po’, in perfetto silenzio mentre il giovane gli stava di fronte, immobile, anch’egli muto. Poi padre Pio disse ad alta voce: «Non crede in Dio, non crede in Dio… manda via quella malafemmena!». 
Il giovane rimase sconvolto e come lui tutti noi. Ci confermò più tardi che effettivamente viveva da tempo una relazione immorale, rendendosi conto che il suo rifiuto di Dio era in realtà una copertura per non essere costretto a cambiare.
Chiesi poi di potergli servire Messa. Ricordo un particolare curioso: mentre ci incamminavamo con un gruppetto di persone verso la sacrestia, ad un certo punto lui si rivolse ai due medici che gli stavano uno sul lato destro e uno sul lato sinistro: «Sapete cosa dice la Scuola Salernitana?» 
«Che cosa, padre?» risposero incuriositi. 
«Che sta meglio un topo tra due gatti che un malato tra due medici», disse lui scoppiando in una gran risata. 

La messa, i profumi, le stigmate

Poi arrivò il momento della messa. Eravamo negli anni prima del Concilio: la liturgia era in latino e i celebranti giravano le spalle al popolo.
In ginocchio, appena compiuto il segno della croce, mi sentii avvolto da un turbine di profumi, dei quali non so dire bene il nome. Dentro di me ho pensato: «Ma che cosa si è dato il Padre?» Non mi rendevo conto, in quel momento, del dono dei profumi che viene dato a certi santi nella loro unione mistica con il Signore.
Quando poi giunse il momento della consacrazione, vidi Padre Pio come crocifisso. Non sono mai riuscito ad esprimere con le parole ciò che ho visto e provato. Ma ero certo di essere davanti ad uno crocifisso con Gesù. 
Dopo la comunione, il Padre mi porse il calice per la purificazione mentre io tenevo in mano l’ampollina dell’acqua. Ad un certo punto sollevò leggermente l’avambraccio sinistro, e la lunga manica del camice che gli copriva quasi completamente le mani quando, durante la celebrazione della messa, si toglieva i guanti neri, scivolò in basso. Il palmo della mano rimase scoperto ed io vidi il sangue necrotizzato sul fondo del palmo, il buco profondo al centro come di chiodo a quattro spigoli e appuntito, ed un fiotto di sangue che scorreva velocissimo dal buco verso il basso, di un rosso chiaro, non intenso. 
Rimasi sconvolto, ma in una gioia serena e piena. Sentii di essere davanti a un uomo pieno di Dio, davanti a Dio in un uomo: Dio e uomo che si amavano in un modo che non è di questo mondo.
 
Ho saputo che agli amici intimi che chiedevano a Padre Pio che cosa pensava di sé, egli diceva: «Io sono un mistero a me stesso». 
Benedirò sempre Dio per il dono di quell’incontro.

____. 

Il racconto della Messa con Padre Pio, assieme a tante altre storie vissute da don Benzi, è contenuto anche nella biografia "Don Oreste Benzi. Il sorriso di Dio lungo le strade dell'umanità ferita" all'interno del cofanetto "Don Oreste Benzi. Amare Sempre!", libro + DVD, di Alessio Zamboni e Kristian Gianfreda