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23 Luglio 2026

Don Domenico Bruno: dalla cantina alle onde digitali

Don Domenico Bruno: dalla cantina alle onde digitali
Foto di Archivio 8 per mille Chiesa Cattolica
L'ispirazione da un versetto del Vangelo, poi la scoperta del podcast come via per arrivare a tutti. Così la cantina diviene uno studio di registrazione e parte l'associazione "Annunciate dai tetti"
Ci sono tetti che non si vedono. Non sono fatti di tegole, ma di connessioni, cuffie, schermi, onde digitali. Sono i luoghi dove oggi passano le domande, le paure, le speranze di milioni di persone. Ed è proprio lì che don Domenico Bruno ha scelto di portare il Vangelo, convinto che ogni tempo abbia il suo linguaggio e che ogni linguaggio possa diventare un dono, se riesce a creare un incontro.
 
Tutto comincia da un versetto del Vangelo di Matteo: «Quello che ascoltate all'orecchio annunciatelo dai tetti». Un invito che, negli anni dei social network e dei podcast, assume un significato nuovo. I tetti non sono più quelli delle case, ma le piattaforme digitali, le web radio, i canali dove le persone cercano storie capaci di illuminare la vita. Da questa intuizione nasce un cammino che, nel 2021, prende forma a Trani nell'Associazione "Annunciate dai tetti", fondata insieme ad altri sei soci.

Podcast per vocazione

In realtà il seme era stato piantato molto prima. Durante gli studi in Teologia Pastorale e Comunicazione, don Domenico scopre il mondo del podcast e ne intuisce subito la forza: una voce può arrivare ovunque, attraversare le distanze, entrare nelle case e nelle solitudini senza fare rumore. «È diventato la mia vocazione nella vocazione», racconta.
Foto di Archivio 8 per mille Chiesa Cattolica

Da una cantina trasformata in studio di registrazione nasce così un laboratorio creativo che oggi coinvolge una ventina di volontari, una web radio, una web tv, percorsi di storytelling e corsi di formazione per scuole, associazioni e comunità.
Perché comunicare, per lui, non significa riempire il web di contenuti. Significa fare spazio alle persone. Significa offrire la propria voce perché altri trovino il coraggio di raccontare la propria.
È questo il dono più prezioso che attraversa ogni progetto dell'Associazione: restituire parola a chi spesso rimane ai margini.

Un progetto che si diffonde

Come accade nella Cooperativa “Casa di Carta” di Trani, che accompagna ragazzi con disturbi dello spettro autistico. Attraverso un podcast, genitori e terapisti hanno condiviso la loro esperienza, trasformando la fragilità in una storia capace di generare comprensione. «Mi sono emozionato ad ascoltare le storie narrate dai genitori: storie belle, divertenti, commoventi, una bomba di emozioni», racconta il presidente Dario.
Lo stesso accade al Centro di Salute Mentale della ASL BAT, dove il Gruppo “Fare Assieme” dà vita al podcast Capa Allegra. Raccontarsi con ironia diventa un modo per abbattere lo stigma e restituire dignità alle persone. «Il laboratorio mi ha riportato all'esperienza vissuta per vent'anni in radio e mi ha aiutato a ricordare che sono ancora buono», confida Enzo. È il miracolo discreto della comunicazione quando smette di parlare di qualcuno e sceglie di parlare con qualcuno.
Foto di Archivio 8 per mille Chiesa Cattolica

Anche nelle scuole il racconto diventa un gesto educativo. A Milano, Barletta, Bitritto, Roma e Sorrento gli studenti imparano che le emozioni hanno diritto di cittadinanza e che la tecnologia può essere molto più di un passatempo. «Ho imparato che le mie emozioni sono importanti e hanno sempre qualcuno che ha voglia di ascoltarle», racconta Edoardo. Per gli alunni della III A di Barletta, invece, «la tecnologia non è solo un passatempo, ma uno strumento che, se impiegato bene, ci può aiutare a studiare in modo più divertente».

Il presepe multimediale

Ogni esperienza conferma la stessa intuizione: il digitale non vale per la velocità con cui diffonde un messaggio, ma per la profondità delle relazioni che riesce a generare. Per questo l'Associazione ha ideato anche il primo presepe multimediale del territorio, un percorso immersivo tra luci, profumi, immagini e podcast che ha accolto oltre tremila visitatori. Per questo accompagna scuole di musica, comunità religiose, associazioni e operatori pastorali nella scoperta di nuovi linguaggi, fino ai percorsi dedicati all'intelligenza artificiale e alla formazione dei futuri missionari digitali.
«Per il mondo ecclesiale è un'opportunità da sfruttare per coinvolgere molta gente che spesso non si riuscirebbe a raggiungere con gli strumenti tradizionali», osserva Mariangela, socia fondatrice. «È un modo per far conoscere ciò che si sta costruendo e dialogare anche con chi è lontano dalla Chiesa».

Abitare i nuovi tetti

In fondo è questa la vocazione di “Annunciate dai tetti”: ricordare che ogni mezzo di comunicazione è soltanto uno strumento. Il vero messaggio è la persona. E ogni storia condivisa diventa un dono che genera altri doni, perché qualcuno si sente finalmente ascoltato, qualcun altro trova il coraggio di raccontarsi e qualcun altro ancora scopre che il Vangelo continua a viaggiare, oggi come ieri, da cuore a cuore.
Per don Domenico Bruno evangelizzare significa proprio questo: abitare i nuovi tetti del nostro tempo, non per inseguire la tecnologia, ma per trasformare ogni parola in un ponte e ogni incontro in un dono. Perché il Vangelo, prima ancora di essere un messaggio da comunicare, è una relazione da vivere e da condividere.
Contribuire al sostentamento dei sacerdoti attraverso le offerte deducibili all'Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero significa permettere a sacerdoti come don Domenico di continuare a trasformare la comunicazione in uno strumento di incontro, formazione ed evangelizzazione. Perché ogni dono sostiene una presenza che, anche attraverso i nuovi linguaggi del digitale, continua ad annunciare il Vangelo e a raggiungere persone che altrimenti resterebbero lontane.
 

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