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18 Agosto 2020

Draghi al Meeting: è fondamentale investire sui giovani

L'ex presidente della BCE lancia un appello accorato durante la Special Edition dell'evento riminese.
«Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza». È certamente una delle affermazioni più forti pronunciate questa mattina dall’ex presidente della BCE (Banca Centrale Europea) Mario Draghi nell’interno inaugurale del Meeting 2020 che ha come tema “Privi di meraviglia, restiamo sordi al sublime”.
Causa pandemia, quella di quest’anno è una Special Edition, parte in presenza (come l’incontro con Draghi), parte online con il collegamento di 130 piazze italiane e 25 Paesi esteri, nei 5 continenti.
La questione dei giovani è stata una degli elementi centrali del suo discorso che più che una lezione di politica economica ha voluto essere un messaggio etico. Non a caso ha voluto iniziare il suo intervento con una preghiera sul cambiamento del teologo protestante Reinhold Niebuhr, molto caro al fondatore di Cl don Luigi Giussani: «Dammi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza di capire la differenza».
I processi di cambiamento innestati dalla pandemia richiedono non tanto sussidi, utili per fronteggiare l’emergenza, ma investimenti che producano futuro e posti di lavoro. Se vi è un settore essenziale per la crescita e quindi per tutte le trasformazioni, dove la visione di lungo periodo deve sposarsi con l'azione immediata, questo secondo Draghi è l'istruzione e, più in generale, l'investimento nei giovani.
«La partecipazione alla società del futuro - ha osservato - richiederà ai giovani di oggi ancor più grandi capacità di discernimento e di adattamento. Se guardiamo alle culture e alle nazioni che meglio hanno gestito l'incertezza e la necessità del cambiamento, hanno tutte assegnato all'educazione il ruolo fondamentale nel preparare i giovani a gestire il cambiamento e l'incertezza nei loro percorsi di vita, con saggezza e indipendenza di giudizio».
Ma c'è anche una ragione morale che deve spingere a questa scelta per i giovani. Con la pandemia è stato creato un debito enorme (e Draghi ha sottolineato la differenza fra un debito buono, finalizzato agli investimenti, e un debito cattivo, improduttivo) che dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani. «Per anni – ha avvertito - una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico: ciò non è più accettabile oggi». Da qui il monito prima citato: «Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza».
L’ex governatore della BCE ha messo in guardia dal creare “debito cattivo” perché l’obiettivo prioritario dell’economia è ritornare alla crescita, in modo che ci sia lavoro e coesione sociale.
«Il ritorno alla crescita, una crescita che rispetti l’ambiente e che non umili la persona, - ecco un altro passaggio centrale del suo discorso - è divenuto un imperativo assoluto: perché le politiche economiche oggi perseguite siano sostenibili, per dare sicurezza di reddito specialmente ai più poveri, per rafforzare una coesione sociale resa fragile dall'esperienza della pandemia e dalle difficoltà che l'uscita dalla recessione comporterà nei mesi a venire, per costruire un futuro di cui le nostre società oggi intravedono i contorni».
Draghi, che il gossip politico indica come possibile futuro capo del governo nel caso di una crisi dell’attuale maggioranza giallorossa, ha elencato anche i criteri che dovrebbe sostenere l’azione di chi governa: la conoscenza, per cui le decisioni sono basate sui fatti, non soltanto sulle convinzioni; il coraggio che richiedono le decisioni specialmente quando non si conoscono con certezza tutte le loro conseguenze, poiché l’inazione ha essa stessa conseguenze e non esonera dalla responsabilità; l’umiltà di capire che il potere che hanno è stato affidato loro non per un uso arbitrario, ma per raggiungere gli obiettivi che il legislatore ha loro assegnato nell’ambito di un preciso mandato. Ed infine la trasparenza: «L’emergenza ha richiesto maggiore discrezionalità nella risposta dei governi, che non nei tempi ordinari: maggiore del solito dovrà allora essere la trasparenza delle loro azioni, la spiegazione della loro coerenza con il mandato che hanno ricevuto e con i principi che lo hanno ispirato».

Il messaggio di papa Francesco al Meeting

In apertura, il presidente del Meeting Bernardo Scholz, al suo esordio nelle vesti di guida della manifestazione, aveva sottolineato che la pandemia è stata l’occasione per «riscoprire se stessi in profondità, il significato delle nostre relazioni umane e sociali, ed anche nuove strade per l’economia, la politica, la vita sociale». La Special Edition del Meeting, in parte in presenza, in parte online (130 piazze italiane collegate, 25 paesi nel mondo, nei 5 continenti) vuole essere un contributo alla ripartenza, «mettendoci alla ricerca di ciò che conta veramente nella vita, di ciò che ci permette di sperare, di creare, di intraprendere».
Scholz ha anche letto il messaggio che il papa Francesco ha fatto pervenire al Meeting tramite il cardinale Pietro Parolin. Nel testo il papa sottolinea che il titolo di quest'anno «offre un contributo prezioso e originale in un momento vertiginoso della storia. Nella ricerca dei beni più che del bene, tanti avevano puntato esclusivamente sulle proprie forze, sulla capacità di produrre e guadagnare, rinunciando a quell'atteggiamento che nel bambino costituisce la stoffa dello sguardo sulla realtà: lo stupore». Aggiunge papa Francesco: «è questo stupore che mette e rimette in moto la vita, consentendole di ripartire in qualunque circostanza».
«Nei mesi scorsi abbiamo sperimentato quella dimensione dello stupore che assume la forma della compassione in presenza della sofferenza, della fragilità, della precarietà dell'esistenza. Questo nobile sentimento umano ha spinto dottori e infermieri ad affrontare la grave sfida del Coronavirus con strenua dedizione e ammirevole impegno». Per questo il titolo del Meeting «costituisce un potente richiamo a calarsi nelle profondità del cuore umano attraverso la corda dello stupore».