Via libera ad una riforma attesa da anni. Ci sarà un database dei minori in stato di bisogno e delle famiglia disponibili. Ecco nel dettaglio che cosa succede
Il Parlamento italiano ha dato il via libera definitivo, l'11 marzo 2026, a una riforma attesa da anni che mira a portare trasparenza e controllo nel delicato sistema degli affidi. Il cuore del provvedimento è l'istituzione del Registro nazionale delle famiglie affidatarie, una misura che punta a colmare un vuoto informativo storico e a prevenire abusi o percorsi di istituzionalizzazione troppo lunghi.
«Disporre di un flusso dati costante, completo e aggiornato, nel pieno rispetto delle norme per la privacy ci consentirà di monitorare il fenomeno, garantire il corretto funzionamento del sistema ed individuare le situazioni di criticità», ha dichiarato la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella.
Ecco i punti chiave di questa novità legislativa.
La nascita del Registro Nazionale
Il nuovo strumento sarà istituito presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio. Non si tratta di un semplice elenco, ma di un database strutturato che raccoglierà le famiglie disponibili all'affidamento (previa valutazione di idoneità), l'elenco delle comunità di tipo familiare e degli istituti di assistenza, sia pubblici che privati, e dati statistici sulla distribuzione territoriale delle strutture per monitorare dove e come i minori vengono collocati.
Il Registro dei Minori presso i Tribunali
Parallelamente al registro delle famiglie, la legge introduce un registro dei minori collocati fuori famiglia presso ogni Tribunale per i Minorenni. Questo registro è strettamente riservato e serve ai magistrati e ai servizi sociali per tracciare con precisione il "viaggio" di ogni bambino, evitando che i minori rimangano "dimenticati" in comunità per periodi superiori ai 24 mesi previsti dalla legge senza una reale verifica del progetto educativo.
Gli obiettivi della riforma
L'approvazione arriva sulla scia di fatti di cronaca che hanno sollevato dubbi sulla gestione degli allontanamenti (come il recente caso mediatico della cosiddetta "famiglia nel bosco"). Gli obiettivi dichiarati sono: la trasparenza, cioè centralizzare i dati per avere una fotografia reale e aggiornata del fenomeno a livello nazionale; il monitoraggio, e quindi verificare che le strutture di accoglienza rispettino gli standard qualitativi e che gli affidamenti non diventino senza fine; ed infine la tutela del minore: garantire che l'allontanamento dalla famiglia d'origine sia l'ultima risorsa e che, dove possibile, si lavori per il reinserimento o per una stabilità affettiva rapida.
L'Osservatorio Nazionale
La legge prevede anche la creazione di un Osservatorio nazionale con il compito di analizzare i dati dei registri, segnalare eventuali anomalie alle autorità competenti e promuovere ispezioni e sopralluoghi nelle strutture di accoglienza.
Cosa cambia per le famiglie?
Per chi desidera aprirsi all'affidamento, la riforma promette procedure più chiare e una maggiore valorizzazione della propria disponibilità. Lo Stato, attraverso il monitoraggio centralizzato, potrà meglio supportare le reti di famiglie affidatarie, garantendo che le risorse siano distribuite dove c'è più bisogno.