Topic:
11 Febbraio 2021
Ultima modifica: 18 Febbraio 2021 ore 09:57

Una legge contro la propaganda fascista

Scade il 31 marzo la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista, promossa dal comune di Stazzema.
Sono aumentate le persone che sostengono che la Shoah non sia mai esistita. Il sindaco Maurizio Verona: «Abbiamo una responsabilità importante nei confronti delle future generazioni».
Attenzione ai rigurgiti fascisti e nazisti, i segnali ci sono. Solo all’inizio di quest’anno sono accaduti alcuni episodi eclatanti, giusto per citarne alcuni: durante il consiglio comunale a Cogoleto nel giorno della memoria, tre consiglieri hanno votato col saluto romano. Saluti romani si sono visti anche al funerale del papà del sindaco di Pietrasanta. Per non parlare poi dei gadget inneggianti al fascismo: io stessa mi sono trovata al supermercato, faccia a faccia con l’immagine di Mussolini protagonista di un calendario 2021.
Campanelli d’allarme che richiamano a non abbassare la guardia rispetto al fenomeno di ritorno di queste ideologie, sottovalutandone la pericolosità. 

Cosa ne pensano gli italiani degli ebrei?

Poco consolante è il pensiero degli italiani che emerge dai dati del “Rapporto Italia 2020” dell’Eurispes rispetto agli ebrei e stereotipi. Aumenta il numero dei cittadini secondo i quali lo sterminio degli ebrei per mano nazista non è mai avvenuto: dal 2,7% del 2004 si passa al 15,6% di oggi. L’affermazione secondo cui l’Olocausto non avrebbe prodotto così tante vittime come viene sostenuto trova una percentuale di accordo solo lievemente superiore che passa dall’11,1% al 16,1%. Trova un "discreto consenso" l'affermazione secondo cui «Mussolini sia stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio» (19,8%). Per il 61,7% recenti episodi di antisemitismo sono casi isolati, che non sono indice di un reale problema di antisemitismo nel nostro Paese. Per meno della metà del campione (47,5%) gli atti di antisemitismo avvenuti anche in Italia sono il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Per il 37,2%, invece, sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo».

Ecco la proposta di Legge antifascista di Stazzema

Parte proprio dal comune di Stazzema in provincia di Lucca, dove si è consumata la strage nazista di Sant’Anna di Stazzema nell’agosto del 1944, la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare che introduce «norme specifiche contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti».  
«È necessario, di fronte all’esposizione, la vendita di oggetti di simboli che si richiamano a quella ideologia, si legge nella relazione introduttiva del comitato promotore della proposta di legge presieduto dal sindaco di Stazzema Maurizio Verona, che la normativa non lasci spazi di tolleranza verso chi si cela dietro le libertà democratiche per diffondere attraverso la propaganda, l’esposizione, la vendita di oggetti di nuovo i simboli di quel passato tragico. Ripartiamo da una iniziativa popolare dal basso per difendere la nostra Costituzione e i suoi valori». 

Pene severe per chi fa propaganda fascista

«In tempi in cui sono aumentate le persone che sostengono che la Shoah non sia mai esistita, ha detto il sindaco Verona, dobbiamo dare alle future generazioni una storia vera di quanto è successo nel secolo scorso, di quanto ci è costata la libertà e la democrazia, di quanto abbiamo lottato per ottenerla. Abbiamo una responsabilità importante nei confronti delle future generazioni». 
La proposta di legge va ad integrare le due leggi già esistenti, la legge Scelba del 1952 e la legge Mancino del 1993 aumentando le sanzioni penali. Precisa che «chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi eversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni». Pene più elevate di un terzo «se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici» e «con modalità ed atti espressivi dell’odio etnico o razziale». Pene più aspre anche per l’esposizione di emblemi o simboli riconducibili al partito fascista o al partito nazionalsocialista tedesco in pubbliche riunioni.

Dove si firma per la proposta di legge antifascista?

Una proposta di legge, dunque, che parte dal basso e che invita tutti i cittadini a fare la propria parte. Per far approdare la proposta di legge in Parlamento sono necessarie almeno 50.000 firme. Si deve andare a firmare nel proprio comune di residenza entro il 31 marzo 2021. Tutte le informazioni si trovano al sito: www.anagrafeantifascista.it e sulla pagina Facebook: Legge antifascista Stazzema
 
A sostenere la proposta di legge anche l’attore Roberto Benigni. In una telefonata al sindaco Verona ha detto che nel suo tour sulla lettura della Divina Commedia, in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, coglierà l’occasione per promuoverla.