Topic:
22 Maggio 2019

Gesù ti toglie dalla tristezza

Solo facendo spazio al Signore può irrompere in noi la gioia
Foto di Stefano Amadei
Prova a pensare a quand’è che sei scontento. Se ci pensi bene, sei così quando tu sei deluso perché sei pieno di te. Ti aspettavi che gli altri fossero fatti a tua misura o che ti avessero dato quello che volevi. È sempre il tuo io che ti rende triste, non è mai la pienezza di Dio. Nella sua pienezza c’è sempre canto, gioia, vita; sei tu che non vuoi la gioia perché sei incapace di svuotarti. 
Vorresti che tutto fosse come tu hai pensato, sei tu la sorgente della tua fede. 
C’è una bella differenza tra questa tristezza e quella che nasce dal non vedere che il Signore non è sufficientemente amato. Questa seconda tristezza ti mette le ali, ti lancia, ti guida, mentre la prima tristezza ti chiude in te stesso e tante volte arriva a farti venir voglia di morire, la voglia di scomparire perché tu vuoi bastare a te stesso. Ma tu non sei fatto per questo e quindi ecco il tuo pianto, il tuo castigarti.
Gesù ci ha tolto dalla nostra solitudine esasperata e ci ha fatto un annuncio: «Il Padre stesso vi ama»; statene certi, il Padre vi ama! Questa parola conferma ciò che già aveva detto il profeta Geremia: «Io ti ho amato di un amore eterno, per questo ti uso ancora pietà», dove “ti uso pietà” non vuol dire certo “ho compassione di te”, ma significa “ti attiro a me”. 
Gesù ci ha tolto dalla solitudine perché ci ha rivelato il volto del Padre e ci ha fatto scoprire la relazione che il Padre intrattiene con ognuno di noi in mille modi. È questo che ci rivela il vangelo. 
 
TUTTO QUELLO CHE PRIMA TI SEMBRAVA IMPOSSIBILE ORA DIVENTA NORMALE e gioioso: lo svuotamento del tuo io diventa spazio libero per il Signore che opera dentro di te. Tu lo senti bene: anche la pesantezza della vita non è altro che l’esagerata occupazione del tuo io nella tua persona che ti separa, ti isola, ti toglie dal flusso stupendo della vita in Dio. 
Se vivi su questa linea tu vieni liberato dalla solitudine e hai il potere di liberare anche gli altri dalla loro solitudine. Arrivi a stare bene vicino ad ogni persona e non ci sono fattori umani che ti determinano.
La tua preghiera allora sarà: «Signore, non voglio fare altro che la tua volontà, solo questa mi interessa, o mio Dio!». Lo svuotamento sta avvenendo, il riempimento sta avvenendo, il dono che si comunica diventa sempre più intenso e forte. Molte volte, immergendoti nella preghiera, sentirai solo la gioia perché per un momento ti sei dimenticato di te stesso, non certo di tutti coloro che ti chiamano e a cui dai la tua vita, ma certe preoccupazioni pesanti vedrai scompariranno. 
 
QUESTO BISOGNO DI PREGHIERA SI INTENSIFICHERÀ sempre di più, anche se il problema della preghiera è presente in tutti ed è un problema perché non le dedichiamo sufficiente spazio, siamo in difficoltà. Ma il Signore ti attira a sé e allora piano piano vedrai che riuscirai a ritagliare tempo per la preghiera, sempre, ogni giorno, tempo che prima non pensavi possibile. 
E vedrai che tanto più riuscirai a dare tempo alla preghiera, tanto più tu sarai presente agli altri e camminerai nella gioia della vita. 

A cura di Stefano Gasparini, che ha curato la collana di 8 volumi “Vivere in Gesù” e fa parte del Comitato Scientifico della “Fondazione don Oreste Benzi”

La riflessione di don Benzi è tratta dalla Scuola di preghiera del 12/04/1999