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2 Maggio 2026

Giovani: le proposte per l'estate 2026

Giovani: le proposte per l'estate 2026
Dai campi per "dare una vacanza a chi non ce l'ha", alle esperienze all'estero o "itineranti" sperimentando la condivisione con i poveri. Ecco la mappa per orientarsi e fare la scelta giusta.
L’estate è alle porte e gli studenti guardano con impazienza il calendario, desiderando che il tempo voli e scavalchi il termine delle lezioni. Molti di loro già da mesi sognano un tempo di relax da dedicare agli amici, ai viaggi, a momenti di festa. Anche nell’estate 2026 sono tante le proposte che la Comunità Papa Giovanni XXIII rivolge ai giovani, perché il tempo di vacanza può essere un momento cruciale per fare esperienze capaci di dare una svolta significativa alla propria vita. È stata proprio una vacanza in montagna, organizzata da don Oreste nel lontano 1968, a stravolgere la vita di tanti giovani e a gettare il seme che avrebbe dato vita alla Comunità Papa Giovanni XXIII.

Campi di condivisione

Ancora oggi la forza rivoluzionaria della condivisione attira tanti giovani, che scelgono di trascorrere una settimana di vacanza in montagna o al mare insieme a persone con disabilità. «La prima volta che sono partita stavo cercavo persone che credessero sul serio in quello che facevano. Ma questa esperienza mi ha dato molto di più» racconta Elena Schiaffino, 20 anni, che ha partecipato ad alcuni campi di condivisione. «Ho imparato a mettermi in gioco, a non farmi bloccare dalla paura del giudizio, a guardare il mondo con un punto di vista nuovo. La cosa che mi colpisce ogni volta è la semplicità con cui si creano legami veri ed autentici».

Fuori le mura

I campi “Fuori le mura” invece sono esperienze estive per giovani che vogliono sbirciare sul mondo della missione. Le destinazioni del 2026 comprendono: Grecia, Germania, Portogallo, Cile, Kenya e Marocco. E proprio in quest’ultima destinazione, a Tatiouinne, lo scorso anno ha partecipato Mohcine, un giovane di origine marocchina, che racconta così la propria esperienza: «Credo che iniziative come questa siano importanti per la comunità locale, anche perché favoriscono la comprensione e l’apprezzamento della diversità culturale, costruendo ponti di comunicazione tra mondi diversi». Non si tratta di turismo alternativo, ma di un’esperienza di condivisione con persone ai margini della società: migranti nei campi profughi, senza fissa dimora, Masai, bambini di strada.

Esperienze in missione

Andare in missione è il sogno che tanti giovani portano nel cuore e alcuni riescono a realizzarlo proprio nei mesi estivi. Come ad esempio Laura e Chiara, 19 anni: «Finite le superiori abbiamo partecipato al Corso Missioni ed è proprio lì che ci siamo conosciute, scoprendo che avevamo entrambe tanta voglia di toccare con mano realtà e culture diverse dalla nostra. Siamo partite per la Tanzania, dove abbiamo condiviso le nostre giornate al Kituo cha watoto cha Baba Oreste, un centro diurno che accoglie bambini e ragazzi con diversi tipi di disabilità. Stando con loro abbiamo capito che a volte non servono molte parole, perché è incredibile quanto ci stiano dando questi bambini con i loro semplici sorrisi».

Operazione Colomba

In questo mondo scorticato da guerre e conflitti ci sono giovani che vogliono mettersi in gioco scegliendo la strada della nonviolenza: con Operazione Colomba è possibile partire – non solo d’estate, ma durante tutto l’anno – come volontari e trascorrere due o tre mesi all’estero. Per partire è necessario un corso di formazione, il prossimo sarà dal 9 al 13 giugno. Grecia, Colombia, Siria, Palestina, Ucraina sono le destinazioni possibili.
Anna Marconcini, 28 anni, ha fatto un paio di esperienze in Grecia, dove Operazione Colomba supporta le persone in movimento attraverso la condivisione diretta e il monitoraggio del rispetto dei Diritti Umani: «Nel primo viaggio ho incontrato volti e storie che mi sono rimasti dentro. Sono tornata l’anno dopo per loro: perché sapessero che non li ho dimenticati, che non sono soli, e che continuerò a fare la mia parte contro le ingiustizie. Questo è il dono che ho ricevuto da Operazione Colomba: l’occasione di fare del bene e legami con persone resilienti, che mi ricordano di non arrendermi».

Easy Meeting: profezia e futuro.

Il lockdown, causato dalla pandemia di Covid-19, è stato come uno tsunami per gli adolescenti, con didattica a distanza e isolamento dai propri amici e coetanei. Nascono così gli Easy Meeting: «I ragazzi avevano sofferto una solitudine incredibile» spiega Claudia Mascherini, una degli animatori dell’ambito Condivisione Giovani della Comunità Papa Giovanni XXIII. «La via più semplice era creare un contatto digitale con i coetanei, ma sentivano un disperato bisogno di incontrarsi in presenza. Gli Easy Meeting li hanno aiutati a riprendere il contatto con la fisicità: sono campi per ragazzi dai 14 ai 20 anni e servono per creare nuove amicizie e condividere esperienze importanti». Il tema del 2026 è “Profezia e futuro”: i prossimi Easy Meeting saranno a Cesena (29 maggio-2 giugno) e a Canazei (12 al 19 luglio).
«Don Oreste diceva che il futuro sarà come sono i nostri giovani oggi» continua Claudia. «Allora ci siamo chiesti: come si vedono nella società di domani? Qual è la loro profezia per il futuro? Abbiamo rivolto ad alcuni di loro queste domande e le risposte ci aiuteranno nel percorso che faremo».

Vieni e vivi

Per chi vuole conoscere più da vicino la Comunità Papa Giovanni XXIII, c’è la proposta “Vieni e vivi” per immergersi nell’esperienza delle case famiglia, delle cooperative, delle comunità educanti con i carcerati e di altre realtà di accoglienza. In diverse parti d’Italia è possibile fare questa esperienza nella modalità “itinerante”, in cui il gruppo ogni giorno conosce una realtà diversa; oppure “in struttura”, in cui si sta all’interno di una sola struttura condividendo la vita quotidiana.
«Solo nel periodo estivo, a Rimini, le richieste superano le duemila persone, ma riusciamo a dare risposta a un po’ più della metà» dice Maria Tombeni, che segue il “Vieni e vivi” nel riminese. «Organizziamo campi per 80-100 persone ogni settimana per 11 settimane, da luglio a metà settembre». Molti sono attirati nel riminese per poter conoscere i luoghi in cui don Benzi e la beata Sandra Sabattini hanno vissuto, ma tanti altri chiedono di fare esperienza in altre regioni. «Dal 19 luglio al 13 settembre passeranno da noi 8 gruppi di giovani provenienti da tutta Italia: circa 250 ragazzi impegnati in momenti di formazione, preghiera, servizio in strada con i senzatetto, giochi, giornate al mare e in montagna con i senza fissa dimora» spiega Luca Fortunato, responsabile della Capanna di Betlemme a Chieti.
Insomma, un gran bel movimento su e giù per il Bel Paese, per vivere un’estate che lancia ponti per il futuro. E Maria Pacrita, 22 anni, caposquadra Easy Meeting, pensando al futuro, si immagina così: «Nella società di domani mi vedo come una persona capace di custodire: persone, relazioni, speranze. La mia “profezia” per il futuro è semplice: torneremo a riconoscerci come fratelli, ed amarci gli uni gli altri come Dio ha amato noi. Credo che il futuro appartenga a chi sa prendersi cura, non a chi sa solo competere».
Questi giovani in ricerca danno speranza a tutti noi, che a volte fatichiamo a trovare un respiro di fiducia in questi tempi difficili.

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