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24 Gennaio 2020

Gli Ebrei furono gli inventori dell'usura?

Ecco dove affondano le radici economiche dell'antisemitismo.
Foto di Riccardo Ghinelli
Tra i fattori che alimentano l'antisemitismo e il razzismo in genere ci sono menzogne storiche che continuano ad essere diffuse, oggi anche attraverso i social.
Se stiamo assistendo ad un ritorno dell’antisemitismo forse è anche perché si è fatto poco per smentire le menzogne che Nazismo e Fascismo hanno lasciato dietro di sé. In occasione della Giornata della memoria (27 gennaio) e prendendo spunto da un post pubblicato a proposito di Liliana Segre cerchiamo di vedere i fatti dal punto di vista economico, intrecciato con quello religioso.
L’estensore del post, commentando una foto di Liliana Segre scortata, afferma: «Gli ebrei sono stati i creatori delle banche e gli inventori dell’usura».
Due gravi errori in una sola frase. Il primo è uno dei pilastri dell’antisemitismo e del razzismo in genere: la colpa dinastica, che consiste nell’attribuire ad una persona le colpe (presunte) della sua gente. Che cosa c’entra una persona che è stata deportata da bambina con le banche? Eppure si tirano in ballo immaginarie colpe dei suoi correligionari. Perché lei dovrebbe chiedere scusa di questo?
L’altro errore è quello di attribuire, come colpa, la creazione delle banche e dell’usura al popolo ebraico. In realtà le banche sono nate per necessità storica e gli Ebrei sono stati lo strumento che ha facilitato lo sviluppo dell’economia.

La Bibbia vieta di applicare interessi sui prestiti

Per capirlo bisogna rifarsi alla Bibbia, che nel libro dell’Esodo (22, 24) afferma: «Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse». Una proibizione simile era in vigore presso molti popoli antichi. I latini dicevano: «Pecunia non parit pecunia», il denaro non genera denaro.
La proibizione biblica si può far risalire al nomadismo: quando vagavano nel deserto non era possibile accumulare beni e l’unica risorsa in caso di disgrazia era l’aiuto fraterno gratuito, potremmo dire la condivisione.
Una volta arrivati nella "terra promessa", la proibizione viene ribadita in Ezechiele, nel Levitico e nel Deuteronomio.
L’economia di Israele era cambiata, non più pastorizia nomade, ma agricoltura cosiddetta "di sussistenza". La maggior parte delle famiglie produceva per sé, i beni artigianali erano limitati ai bisogni primari, come pure il commercio. In queste condizioni il motivo più frequente del prestito era ancora la necessità, a volte la semente per il raccolto successivo.

Perché gli Ebrei si sono arricchiti

Poi però le cose cambiarono. Dopo la dispersione del 70 d.C. (diaspora) gli Ebrei iniziarono a diffondersi in Europa e furono accolti molto male: il Cristianesimo sentiva il bisogno di affermare il proprio distacco da Israele e furono frequenti le persecuzioni con l’accusa di “deicidio”. Furono elevate anche diverse proibizioni a praticare l’agricoltura e molti mestieri, lasciando in pratica una sola possibilità: il prestito ad interesse.
Si trovò la giustificazione in un passo del Deuteronomio, dove si vietava di prestare denaro al proprio popolo, ma si permetteva di farlo agli stranieri.
Questo faceva molto comodo a tutti visto che iniziavano ad aumentare i commerci e si sentiva l’esigenza di avere a disposizione un capitale di investimento per riempire i magazzini di merce. Cosa che contribuì allo sviluppo mercantile, ma non ai buoni rapporti fra i due popoli. Il prestito ad usura era ancora visto come un lavoro sporco e il conseguente arricchimento degli Ebrei li rendeva odiosi. 
Furono espulsi da diversi Paesi, come la Spagna, mentre in altri, a partire da Venezia, si iniziò a confinarli in un loro quartiere, il Ghetto, che veniva chiuso al calar del sole. Shakespeare descrive bene nel suo Mercante di Venezia il disprezzo per gli Ebrei, ai quali, però, non si poteva fare a meno di ricorrere.
Quartiere ebraico di Cracovia.
Il quartiere ebraico di Cracovia.
Foto di Irma Testa

Il prestito per investimenti

Col passare dei secoli si comprese che il prestito per investimento era cosa ben diversa da quello di necessità e il divieto di riscuotere un interesse cadde. Si iniziò a vedere il lavoro delle banche per quello che è: un’intermediazione fra chi possiede risparmio e chi sa come spenderlo. Il passo della parabola dei talenti in cui si invitava a dare il denaro ai banchieri ora è letto come una legittimazione del prestito ad interesse.

Le calunnie e la persecuzione degli Ebrei

Ma l’odio per gli Ebrei è rimasto, spesso fomentato per motivi politici, alimentato dal fatto che avevano accumulato capitali e potere. Divennero un facile capro espiatorio a cui attribuire i mali della società. Contro di loro fu usata la calunnia, come l’accusa di uccidere bambini in sacrifici rituali.
Ebrei. Filo spinato ad Auschwitz
Particolare del campo di concentramento di Auschwitz
Foto di Riccardo Ghinelli

Un libercolo redatto all’inizio del XX secolo, Protocolli dei savi di Sion, diffuse una serie di menzogne, oggi diremmo fake news, su un complotto mondiale ordito dagli Ebrei. Il libro fu smascherato come falso nel 1921, ma le sue calunnie sono state prese come riferimento da Adolf Hitler nel suo Mein Kampf, circolano e vengono credute tuttora. Hitler aggiunse una lettura distorta e per niente scientifica delle teorie di Darwin, ipotizzando una razza superiore che non trova riscontro nella Scienza. Fece poi leva su un antisemitismo già presente che poteva trovare radici anche in Martin Lutero.
Tutto era pronto per l’orrore della Shoah.