Crollo delle nascite, aumento delle persone sole, ma anche qualche barlume di speranza in chi i figli continua a generarli. Ecco qualche dato dal rapporto Censis di maggio
«In un paese dalla natalità catastrofica...». Inizia così, senza tanti giri di parole, il lungo e nutrito rapporto Censis di maggio - ma rimbalzato nei giorni scorsi sui media - "Essere genitori oggi".
A dire il vero non c'era bisogno di del rapporto a raccontarlo. Pochi giorni fa un amico di ritorno dal mare raccontava come a passeggio la sera «si vedevano tante famiglie con i cagnolini e - ogni tanto - qualche bambino». Niente contro i
pet, gli animali d'affezione, per carità, ma la trasformazione è ormai sotto gli occhi di tutti.
E le cause? C'è chi dà la colpa alla congiuntura economica sfavorevole, e che tirare su un figlio ha costi proibitivi, chi invece accusa la mancanza di valori e visione per il futuro. Probabilmente hanno ragione un po' entrambi.
Ma torniamo alla fotografia scattata dal Rapporto «Essere genitori oggi. Valori e significati della genitorialità nella società italiana» realizzato dal Censis. L'indagine rivela un Paese profondamente mutato dal punto di vista demografico, dove però il desiderio e il valore della famiglia resistono contro ogni ostacolo economico e sociale.
Crollano le nascite, cambia la famiglia
L'analisi del Censis evidenzia una trasformazione strutturale della società italiana negli ultimi trent'anni (abstract realizzato da AI):
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Il crollo dei nuclei con figli: Le coppie con figli sono scese dal 47,9% del totale al 29,2%.
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L'aumento delle persone sole e monogenitori: I single salgono al 36,2%, mentre i nuclei con un solo genitore raggiungono il 10,9%.
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Maternità sempre più tardiva: L'età media delle madri al primo figlio è slittata da 27,7 anni (1994) a 31,9 anni.
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Nascite fuori dal matrimonio: Rappresentano ormai il 43,2% del totale dei nati, a fronte del 7,8% di trent'anni fa.
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Inverno demografico: Le nascite complessive sono diminuite del 32,4%, toccando il minimo storico con circa 355 mila nati.
Tra ostacoli quotidiani e Parental Control
Per quasi 8 italiani su 10 (79,2%), essere genitori oggi è decisamente più difficile rispetto al passato, condizionati soprattutto dalle barriere economiche e da ritmi lavorativi complessi da conciliare con la vita familiare. Il lavoro viene vissuto come un ostacolo da tre italiani su quattro.
I genitori moderni si dimostrano molto presenti — seguendo il percorso scolastico dei figli fino alla Maturità — e protettivi verso le insidie della rete. Pur cedendo precocemente alla consegna degli smartphone, il 78,1%ritiene fondamentale controllare amicizie e interessi online dei figli, e il 66,7% vorrebbe vietare i telefoni a scuola.
Una scelta consapevole (e ottimista)
Nonostante il contesto sfidante, emerge un forte dato di controtendenza emotiva: l'86,8% degli intervistati rifarebbe la scelta di diventare genitore. Inoltre, il 67,3% di madri e padri si dichiara ottimista quando pensa al futuro dei propri figli. Fare un figlio oggi non è più un passaggio biografico scontato o un'imposizione sociale, ma un profondo atto d'amore e una scelta di vita desiderata e difesa con orgoglio.