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21 Luglio 2026
Ultima modifica: 21 Luglio 2026 ore 10:23

Orientarsi giocando

Orientarsi giocando
Foto di Łukasz Niedzielski from Pixabay
Il gioco da tavolo apre scenari inattesi: tra regole, scelte e imprevisti, ogni partita diventa un'avventura per scoprire chi siamo e immaginare chi vorremo essere.
«Oggi non apriamo il libro. Spostiamo i banchi e ci sediamo a gruppi: giochiamo». La classe si guarda sorpresa. L’insegnante chiarisce: «Non giochiamo per perdere tempo, ma per capire qualcosa di noi, come ragioniamo, come scegliamo, come collaboriamo e come reagiamo davanti agli imprevisti». Orientarsi, infatti, non significa solo scegliere una scuola o un lavoro, ma imparare a leggere se stessi dentro un mondo complesso. In questo percorso, il gioco da tavolo può diventare uno strumento potente, un linguaggio, un ambiente sicuro in cui sperimentare decisioni, errori, strategie e relazioni.
Il gioco mette i partecipanti di fronte ad ostacoli che si accetta volontariamente di superare, mettendosi alla prova: pianifico o improvviso? Collaboro o competo? Riesco a gestire la frustrazione se perdo? So riconoscere le emozioni degli altri? Queste domande sono decisive soprattutto in adolescenza, fase in cui si costruiscono identità, valori, ruolo sociale e senso critico. Un percorso di orientamento resta incompleto se si limita a chiedere a un ragazzo «che cosa vuoi fare da grande?» senza accompagnarlo a scoprire chi è, quali capacità possiede, cosa lo appassiona e come si muove davanti alle sfide.
Il gioco offre una palestra concreta di competenze: i giochi strategici allenano pianificazione e gestione delle risorse; quelli collaborativi fanno emergere ascolto, leadership e cooperazione; i party games favoriscono conoscenza reciproca e clima di gruppo; i giochi di destrezza mostrano prontezza e controllo. Il valore non sta nel vincere, ma nel processo.
Affinché il gioco diventi educativo serve un adulto facilitatore e un momento finale di riflessione: Quali competenze mi ha richiesto? Che sfida ho dovuto affrontare? Dove ritrovo queste dinamiche nella vita? Separare il proprio valore dall’esito della partita è una lezione decisiva: io non valgo quanto la mia vittoria o la mia sconfitta ma per ciò che scopro, imparo e posso trasformare. Conoscersi significa costruire una bussola interiore: non sapere già tutto del futuro, ma avere strumenti per attraversarlo. 

Il gioco da tavolo

Il gioco da tavolo usato nell’orientamento stimola diverse forme di intelligenza: emotiva, perché aiuta a riconoscere e regolare le emozioni; sociale, perché richiede ascolto e gestione delle relazioni; strategica, perché allena pianificazione, attenzione e adattamento. Può sviluppare anche l’intelligenza logico-matematica, quando richiede calcolo, deduzione e gestione delle risorse; creativa, quando invita a cambiare punto di vista e inventare soluzioni; metacognitiva, decisiva per l’orientamento, perché aiuta a osservare come ciascuno pensa, decide e impara dagli errori.

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