31 Agosto 2019

Perché l'accumulo è sempre iniquo

Al di là dei proclami e dei programmi di governo, c'è una fascia di popolazione che diventa sempre più ricca e un'altra che sprofonda nella povertà.
Foto di Prazis Images
I 26 uomini più ricchi del mondo possiedono tanto quanto tre miliardi e 800 milioni di persone, la metà più povera della popolazione mondiale.
Di fronte alla crisi ambientale, alla fuga epocale di migliaia di persone dai propri Paesi per scappare dalla guerra, dalle dittature, dalla siccità, c’è un paradosso che grida al cielo sete di giustizia.
L’evidenza è sconcertante: al di là dei proclami e dei programmi di governo, c’è una fascia di popolazione che diventa sempre più ricca e un’altra che sprofonda nella povertà. 

A dieci anni dall’inizio della crisi finanziaria i miliardari sono più ricchi che mai e la ricchezza è sempre più concentrata in poche mani. Per l’esattezza quelle di 26 individui, che l’anno scorso risultavano possedere una ricchezza equivalente a quella di 3,8 miliardi di persone, la metà più povera della popolazione mondiale. Una concentrazione in crescita, se consideriamo che nel 2017 la stessa ricchezza era posseduta da 46 individui e nel 2016 da 61. 

I poveri diventano sempre più poveri, i ricchi più ricchi

A metà 2018 il 20% più ricco tra gli italiani possedeva circa il 72% della ricchezza nazionale, mentre andando verso gli estremi di questa scala sociale emerge che il 5% più ricco aveva una ricchezza pari al 90%. Salendo più in alto nella scala sociale, scopriamo che il 5% più ricco della popolazione italiana era titolare da solo della stessa quota di ricchezza posseduta dal 90% più povero. 
Sono dati impressionanti, diffusi all’inizio di quest’anno da Oxfam International nel rapporto Bene pubblico o ricchezza privata?
Mi sembra importante ricordarli perché quando escono questi rapporti c’è un attimo di attenzione ma poi tutto riprende come prima, i poveri diventano più poveri, i ricchi più ricchi.

Cosa si può fare per invertire questa tendenza?

L'accumulo è sempre iniquo e sottratto ai poveri che non hanno nulla. È importante averlo chiaro per non cadere in meccanismi giustificatori che ci portano a ritenere sempre noi nel giusto e gli altri nell’errore.
Cosa si può fare per invertire questa tendenza? Dobbiamo anzitutto informarci da fonti attendibili, per avere una conoscenza il più possibile oggettiva di come stanno le cose, evitando di chiuderci nella cerchia di persone che la pensano tutte allo stesso modo. Poi dobbiamo interessarci alle scelte politiche locali, nazionali e internazionali, denunciando le iniquità ma facendo anche proposte che mettano al centro i più deboli, per rimuovere la cause che producono povertà ed emarginazione.

Anzitutto dobbiamo metterci in gioco in prima persona. Ho letto di una donna che a Napoli, di fronte ai cumuli di spazzatura davanti al proprio condominio, non ha aspettato la nettezza urbana ma si è messa lei stessa a ritirare l’immondizia e ripulire la strada. 
Ognuno di noi può fare molto.