31 Luglio 2019

I profughi siriani in Libano rischiano di essere rispediti a casa loro

Alla Camera dei Deputati a Roma, un dossier di Operazione Colomba denuncia le gravi violazioni dei diritti umani a cui sono sottoposti i profughi siriani in Libano.
Foto di Operazione Colomba
Dalla formazione del nuovo governo libanese lo scorso marzo, i profughi siriani in Libano stanno affrontando le pressioni dell'ufficio della Sicurezza Generale Libanese a ritornare in Siria, nonostante non ci siano garanzie di sicurezza per coloro che vi ritornano.
«Qualcosa cambia. E se non cambia, cambierà». Le parole del cantante Daniele Silvestri sembrano profetiche ai volontari di Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII. 
Queste parole riassumono, almeno in parte, l’essenza dell’abitare con i profughi siriani in Libano, e con tutte le altre vittime dei conflitti. La presenza di Operazione Colomba in Libano nella regione dell'Akkar, sul confine con la Siria è un seme che cresce ogni giorno, nonostante le violenze e le violazioni, nonostante i pericoli, le ferite e, a volte, la morte. Le relazioni che nascono con le persone sono il concime, l’acqua e la terra. 

Operazione Colomba campo profughi in Libano
Campo profughi in Libano

I profughi siriani in Libano senza futuro

Nelle ultime settimane i siriani vedono le loro condizioni di vita peggiorare. Se già fino a questo momento erano consapevoli che in Libano non c’è futuro, ora rischiano di essere deportati in Siria, dove sono sicuri di trovare solo violenza e morte. 
Non sono rari gli episodi di uomini e donne fermati ad uno dei tanti posti di blocco disseminati sul territorio libanese che, per la mancanza di documenti validi, sono stati portati al confine con la Siria e rimandati in Patria. I documenti necessari ad un soggiorno legale in Libano sono costosi, difficili da ottenere e scadono sempre più frequentemente. 
Negli ultimi giorni di giugno, una ragazza siriana di 17 anni è stata arrestata mentre stava tentando di raggiungere la propria famiglia in Norvegia. È stata trattenuta nell'aeroporto di Beirut e quasi deportata in Siria, se non fosse stato per il monitoraggio delle organizzazioni per i Diritti Umani in Libano.
 

La proposta di pace dei profughi siriani

È per questo motivo che i volontari dell’Operazione Colomba hanno scritto un Dossier e lo hanno presentato giovedì 25 luglio alla Camera dei Deputati. Il dossier nasce dal bisogno di raccontare il peggioramento delle condizioni dei profughi siriani in Libano, di denunciare le gravi violazioni a cui sono sottoposti, di farsi portavoce di chi è costretto a rimanere in silenzio, nell’indifferenza del mondo. 
Durante la conferenza stampa è stata presentata anche la Proposta di Pace dei Profughi Siriani,l’appello scritto da un gruppo di profughi siriani del nord del Libano che chiede l’istituzione di zone umanitarie, sicure e demilitarizzate, all’interno del territorio siriano. 
La Proposta di Pace è un grido di speranza, un sogno per il futuro, è la nostalgia di una terra perduta, è la volontà di ricostruirla.