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3 Febbraio 2021

I ragazzi hanno fame di una nuova economia.

Tra i banchi di scuola si insegnano modelli economici obsoleti. È tempo di cambiare.
È possibile appassionare un adolescente all'economia? Ecco come.
Non so se vi è mai capitato, come insegnanti, di essere spudoratamente smentiti dai vostri alunni… A me sì! E non è bello! Il fatto è che se linee guida ministeriali e libri di testo continuano a veicolare modelli economici obsoleti come unica prospettiva esistente, ti può capitare che qualche alunno un po' più attento all'attualità, ti faccia notare alcune incongruenze e importanti lacune che potrebbero essere facilmente percepite inforcando un paio di occhiali diversi… 

Economia della felicità

Ho visto i ragazzi animarsi quando ho provato a raccontare loro un’economia che parli di felicità pubblica e di beni relazionali, che proponga di andare oltre il PIL nella valutazione del benessere di un paese, che consideri la massimizzazione del profitto come corollario e non sicuramente come obiettivo esclusivo dell'attività delle imprese.
Si sono entusiasmati partecipando ad uno slotmob; li ho visti attenti, critici e propositivi quando li ho stuzzicati a “mettere la testa” dentro il carrello della spesa, a cercare dentro l’etichetta dei prodotti gli “zuccheri etici” e le “calorie morali”. Non credevano ai loro orecchi quando hanno conosciuto dirigenti di impresa che si sono ridotti lo stipendio per non lasciare a casa dipendenti a rischio di licenziamento. Insommac'è materia per rivitalizzare le nostre programmazioni.

Il momento di cambiare è adesso

Da seguire lo straordinario processo di giovani che sta componendo “The Economy of Francesco”. 
Centrale è l’aspetto educativo, perché è anche rinnovando il modo di insegnare l’economia che produrremo davvero quel cambiamento così fortemente invocato e stimolato da proposte profetiche e di forte impatto.
La crisi finanziaria prima, l’emergenza ambientale, la tremenda pandemia in corso ci stanno dicendo fortemente che il momento è adesso, la finanza, il pianeta, la salute sono beni comuni globali. Se non cambieremo il modo di possederli e amministrarli riusciremo solo a distruggerli.

Luigino Bruni, direttore scientifico dell’evento Economy of Francesco concludeva così un suo recente articolo «Dobbiamo, presto, imparare a utilizzare i beni senza esserne padroni, dobbiamo velocemente apprendere l’arte dell’uso senza proprietà. L’arte di Francesco. E se fosse l’economia del sine proprio quella dell’era dei beni comuni? Sarà quella di Francesco l’oikonomia in grado di salvare noi stessi e la terra?».
Ce lo auguriamo e speriamo di riuscire ad educare in questa prospettiva i nostri ragazzi.