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30 Ottobre 2020

Migranti: il rifugio francese sulle Alpi resterà aperto

40.000 persone firmano la petizione: sul valico fra Francia e Italia è scongiurata la chiusura del centro di accoglienza solidale.
Foto di GUILLAUME HORCAJUELO
Il rifugio solidale di Briançon dal 2017 ha dato accoglienza a oltre 10 mila persone. È diventato simbolo dell'iniziativa cittadina, in risposta alle politiche di respingimento dei migranti.
Negli ultimi tre anni, migliaia di migranti in transito tra Italia e Francia hanno trovato accoglienza al rifugio solidale di Briançon, dove hanno potuto contare su assistenza, cibo e un posto per dormire prima di ricominciare a viaggiare verso nord. Il neo sindaco della città francese Arnaud Murgia, però, nei mesi scorsi, aveva inviato all’associazione Refuges Solidaires - l’organizzazione che aveva in concessione lo spazio - una diffida ad abbandonare l’immobile entro e non oltre il 30 ottobre 2020. 

ospiti del rifugio solidale Briançon mentre mangiano
Foto di GUILLAUME HORCAJUELO


Una prima vittoria per la solidarietà

Ma grazie alla mobilitazione di diverse associazioni e a una raccolta firme sottoscritta da quasi 40mila persone (tra cui personalità come il filosofo Edgar Morin, l’ex-calciatore Lilian Thuram, il sindaco di Marsiglia Michèle Rubirola e l’economista Thomas Piketty), sindaco e presidente della comunità dei comuni del Briançonnais, hanno dovuto riconsiderare la decisione di sgombero.
«Questa è una prima vittoria per la nostra mobilitazione» è stata la risposta a caldo dell’equipe del movimento cittadino Tous Migrants, capofila del progetto di accoglienza. «A seguito della creazione di una commissione composta da eletti e rappresentanti del Rifugio, si è impegnato per iscritto a rinunciare a qualsiasi sfratto per sei mesi e ha fatto riempire il serbatoio dell'olio della caldaia. La gente del posto continuerà quindi ad accogliere gli esiliati per tutto l'inverno».

I migranti, infatti, arrivano stremati a Briançon dopo aver attraversato le più alte montagne europee, a piedi nella neve e in mezzo ai boschi. È la città più alta di Francia, 1326 metri sul livello del mare. A soli 15 km dal confine italiano ed a 110 da Torino,
Le frontiere sono militarizzate e le associazioni territoriali hanno osservato frequenti rimpatri illegali in Italia, atti e commenti razzisti e talvolta violenti. I migranti passano sempre più in alto per sfuggire ai controlli, rischiando l’ipotermia e di conseguenza la morte. Nel solo 2019 hanno perso la vita più di trenta persone e migliaia sono stati i respinti.

A rischio chiusura il magazzino

È in questo contento che opera l’associazione Tous Migrants, nata nel 2015 per sensibilizzare l’opinione pubblica nelle scuole, nei centri di vacanza, nelle stazioni sciistiche, nei festival, nei mercati, e per informare la gente sulla realtà della migrazione attraverso i social networkIl rifugio solidale di Briançon, aperto nel luglio 2017, ha dato accoglienza a oltre 10 mila persone diventando presto un simbolo di iniziativa cittadina in risposta alle politiche di respingimento.

I locali tecnici, dove sono immagazzinate le attrezzature di soccorso alpino e gli abiti per i migranti, sono invece ancora minacciati dalla chiusura entro il dicembre 2020. Per questo Tous Migrants e Médecins du Monde France hanno inviato al sindaco di Briançon una lettera congiunta chiedendo il mantenimento della concessione dei locali. È grazie alle “pattuglie di confine” benefiche, infatti, che centinaia di rifugiati smarriti, esausti e in ipotermia sono stati soccorsi e messi al riparo.