Nato in una famiglia numerosa e poverissima, Paulin è tornato a studiare a 22 anni grazie all'aiuto di una rete solidale. Oggi sogna di diventare educatore e affronta anche una grave malattia, sostenuto da una raccolta fondi.
«Vorrei diventare un educatore per donare gratuitamente ciò che gratuitamente ho ricevuto».
Paulin è un giovane camerunense di 28 anni. Ha 9 fratelli e una mamma in condizioni di particolare fragilità. Il papà se ne è andato tanti anni fa.
La sua famiglia è sempre stata unita, nonostante l’estrema povertà. «Quando eravamo piccoli, in casa si respirava un clima sereno ed è stata proprio la gioia trasmessa dai nostri genitori ad aiutarci a tenere duro nelle settimane in cui non avevamo nulla da mangiare», ricorda.
Un aiuto per Paulin
A Bafoussam - la città in cui vivono - trovare un lavoro stabile è difficile: ancora oggi circa il 70% della popolazione attiva sopravvive grazie a impieghi informali.
Alla fine delle elementari
Paulin ha dovuto lasciare la scuola.
Lui, però, non ha rinunciato al sogno di studiare e ha cercato qualcuno che potesse aiutarlo. Prima l’Associazione Maria Negretto, fondata dalla missionaria laica romagnola che ha dedicato la vita ai poveri del Paese centroafricano; poi, dal 2014, la Comunità Papa Giovanni XXIII, arrivata in Camerun su suo invito per proseguire i progetti di sostegno e reinserimento dei detenuti ed ex detenuti da lei avviati.

Bafoussam è città del Camerun con mezzo milione di abitanti a circa 1.500 metri di altitudine, dove i missionari della Comunità Papa Giovanni XXIII si sono stabiliti a partire da novembre 2014.
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli

Paulin
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli

La casa d'accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII a Bafoussam in Camerun, per giovani che hanno vissuto il carcere, la strada o che provengono da famiglie in difficoltà.
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli

La casa d'accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII a Bafoussam in Camerun, per giovani che hanno vissuto il carcere, la strada o che provengono da famiglie in difficoltà.
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli
Tornare a scuola a 22 anni
Ci è voluto del tempo, ma nel 2019,
a 22 anni, Paulin è tornato a scuola.
Oggi sta aspettando i risultati dell’esame finale delle superiori. «Vorrei lavorare per guadagnare il minimo necessario per prendermi cura della mia famiglia d’origine e di quella che un giorno spero di costruire», racconta.
Vive nella casa d’accoglienza della Comunità a Bafoussam, una realtà impegnata nella riabilitazione e nel reinserimento di giovani che hanno vissuto il carcere, la strada o che provengono da famiglie in difficoltà.
Per gli accolti è già un importante punto di riferimento: «Cerco di trasmettere quell’amore disinteressato che ho ricevuto. Sono convinto che il mondo muoia per mancanza di conoscenza e per questo voglio diventare educatore.»
Insieme per combattere il tumore
Nel tempo libero ama praticare sport e canta nel coro della parrocchia.
È un giovane pieno di vita, ma sta affrontando una prova durissima, soprattutto in questo Paese dove il diritto alla salute non è affatto scontato: a inizio marzo
gli è stato diagnosticato un tumore e ha dovuto intraprendere un percorso difficile e costoso.
Per aiutarlo la Comunità ha promosso una
raccolta fondi sulla piattaforma Dai ci stai. La risposta è stata straordinaria: grazie alla generosità di tante persone sono stati raccolti oltre 10.000 euro, superando l'obiettivo iniziale di 7.000 euro e garantendo a Paulin le cure di cui ha bisogno.
Una catena di solidarietà che gli ha permesso di continuare a coltivare il futuro che ogni giorno si impegna a costruire.