A 800 anni dalla morte, il Poverello ci invita a spogliarci delle nostre convinzioni, andando incontro agli ultimi, accogliendo la vita per come si presenta.
San Francesco d’Assisi è sulla bocca di tutti e ciascuno prova a tirarlo per il cingolo dalla propria parte, magari per giustificare un proprio modo di vedere il mondo, tante volte
molto lontano da quello che viveva il Poverello.
Un’operazione utile, conveniente, opportuna e che rende ragione della verità dei fatti, è quella di
ascoltare la sua voce, attraverso la lettura dei suoi Scritti, oppure delle Biografie scritte dai suoi contemporanei.
Il rischio altrimenti è quello di fare una lettura ideologica del Santo, senza rendergli per nulla il giusto onore, con l’aggravante di non portare a casa nulla di nuovo, se non la conferma delle proprie convinzioni.
San Francesco, come prima di lui Gesù Cristo,
è uno che ha rotto tutti gli schemi perché si è lasciato mettere in discussione da Dio, che gradualmente lo ha portato a smettere di adorare se stesso,
prendendo le distanze dai suoi sogni di gloria umana, per abbracciare la gloria di Dio attraverso l’incontro con il lebbroso. Inoltre si è spogliato in pubblica piazza del suo uomo vecchio, per lasciarsi avvolgere dai panni poveri offerti dal vescovo, segno di cura da parte della Chiesa.
Tutti noi possiamo fare la stessa esperienza del Santo di Assisi, se e solo se scegliamo di lasciarci incontrare dal Cristo, che ci chiede di abbandonare le nostre false ricchezze e di rivestirci della sua vera povertà.
Tutto questo passa attraverso il nostro vivere quotidiano,
accogliendo la vita per come si presenta e non per come noi la immaginiamo, ricordandoci che il reale è più grande e vero del nostro ideale.
Infine ci è molto utile e salutare obbedire a qualcuno, che il buon Dio pone nel nostro cammino e ci aiuta a fare verità, attraverso diversi passaggi, a volte anche dolorosi ma necessari.
Il segreto è quello di avere dei punti fermi di riferimento da non perdere di vista. Gesù Cristo e san Francesco sono stati e rimangono per me due figure imprescindibili nel mio cammino di vita e di fede.
Approfittiamo di questa ritrovata notorietà del Santo d’Assisi per diventare sempre di più umani.