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21 Dicembre 2021

In Croazia le nuove droghe costano come una merenda

La Comunità Papa Giovanni XXIII è l'unica associazione che lavora con i minorenni nel campo delle dipendenze
Enrico Cavicchi, da 25 anni in Croazia, racconta le sfide che ogni giorno affronta per aiutare i giovani e gli adolescenti.

È il 1996 quando Enrico Cavicchi approda in terra croata. Siamo nel pieno delle guerre dei Balcani e le persone sono in fuga, sia dal conflitto che dalla schiavitù della droga. 

«La tossicodipendenza era dilagante - ricorda Enrico - e così, su invito del vescovo Ante Juric, la Comunità Papa Giovanni XXIII decise di avviare una struttura terapeutica per la cura e il reinserimento lavorativo».
Da allora sono passati 25 anni. Dei ragazzi partiti con Enrico non è rimasto nessuno. Lui invece ha trovato la sua strada, tanto che in Italia non tornerebbe più. Come responsabile delle 4 strutture terapeutiche della Comunità Papa Giovanni XXIII in Croazia, è molto soddisfatto del cammino percorso.
 
«Operiamo in sinergia con lo Stato - racconta - e in Croazia
siamo l’unica associazione che lavora con i minorenni. Gli studenti che si sballano nei weekend sono sempre più numerosi, anche perché le nuove droghe costano quanto una merenda. Sono giovani fragili, che spesso nascondono profondi disagi in famiglia».

Ad oggi Enrico e gli altri dieci operatori seguono una cinquantina di persone l’anno. Non solo minori, ma anche ex carcerati con doppia diagnosi e adulti vittime del gioco d’azzardo e dell’alcolismo. 
La Comunità gestisce inoltre una spiaggia che offre lavoro a chi è più avanti nel programma terapeutico.
«Abbiamo fatto tanta strada - conclude Enrico - personalmente sono cresciuto e ho avuto l’opportunità di aiutare tanti ragazzi che si sono messi in gioco e ora mi affiancano nel lavoro. Da padre sono orgoglioso di questi miei figli».

Missionario in terra balcanica

Enrico Cavicchi nasce a Ferrara 55 anni fa. Incontra la Comunità Papa Giovanni XXIII nel 1993, quando intraprende il percorso terapeutico per uscire dalla droga. Nel 1996 parte per la Croazia, dove vive tuttora. Membro di Comunità dal 1997, è responsabile di zona di Croazia e Albania e delle strutture terapeutiche croate.

Un aiuto per le 4 comunità terapeutiche croate

Le comunità terapeutiche si trovano in luoghi isolati circondati dalla natura. Le strutture, concesse in comodato dalla Chiesa locale, sono perfette per il percorso terapeutico in quanto silenziose. In termini logistici l’isolamento causa però non pochi disagi.
Basti pensare che ogni mese gli operatori percorrono almeno 1.000 km solo per fare la spesa. Tanti altri se ne consumano poi per accompagnare gli accolti dallo psichiatra, dal dottore e a scuola.
In queste condizioni i mezzi di trasporto si logorano facilmente, tanto che oggi ci sarebbe bisogno di acquistare una macchina usata in buono stato. Per questo chiediamo il vostro aiuto. Grazie!
Per maggiori informazioni e per contribuire visita il sito di Condivisione fra i Popoli.