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28 Luglio 2020

Togo: da falegname a volontario nelle carceri

Una vita tranquilla poi la conversione
Foto di Gloria Gozza
Charles e Hortense, entrambi originari del Togo, vengono a conoscenza delle attività svolte dalla Comunità Papa Giovanni XXIII; partono un mese per il Camerun per saperne di più e al ritorno compiono una scelta di vita.
Afagnagan è una città di circa 6.000 abitanti a un centinaio di km da Lomé, la capitale del Togo. Una città rurale, dove il tempo scorre lento e la gente sopravvive lavorando nei campi o producendo oggetti artigianali.
È qui che nel 1968 sono nati Charles e Hortense Akakpo. Lui falegname, lei madre di famiglia, si sono sposati nel 1992 dando vita a 3 figli: Benoît, che lavora come contabile in una ONG locale, Martine, studentessa al primo anno di contabilità finanziaria, e Robert che frequenta il secondo anno di liceo.

L’incontro con la Comunità Papa Giovanni XXIII

Una vita normale dedita alla famiglia e al lavoro poi, nel 2017, l’incontro con l’Apg23 grazie a Maria Carla Pilloni, una ex suora di San Gaetano che ora fa parte della Comunità di don Benzi.
«Ne siamo rimasti molto colpiti - esordisce Charles - «e per conoscere meglio la vocazione ho deciso di trascorrere un mese in Camerun, dove ho potuto sperimentare anche la condivisione diretta in carcere».

Famiglia Akakpo
La famiglia di Charles e Hortense insieme a Gloria Gozza e Mauro Cavicchioli
Foto di Gloria Gozza

 
Questa esperienza ha toccato Charles nel profondo tanto da spingerlo, una volta tornato, ad avvicinarsi ancora di più alla Comunità e ad avviare attività analoghe nel suo paese d’origine.
«A giugno 2018 ho partecipato al Summit Africano della Comunità in Zambia» racconta Charles. «Era la prima volta che incontravo così tanti membri e mi sono sentito accolto. In quell’occasione ho conosciuto Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha confermato la richiesta mia e di mia moglie di iniziare il percorso di verifica vocazionale. Siamo così stati affidati alla zona Zambia. Gloria Gozza, la nostra responsabile di zona, viene a trovarci 2 volte l’anno. Ogni 3 mesi riceviamo anche la visita di Mauro Cavicchioli, che è il responsabile di un progetto per carcerati in Camerun, sempre portato avanti dalla Apg23. Lui ci offre formazione specifica monitorando il nostro percorso di condivisione in carcere».

L’impegno nelle carceri

Insieme alla moglie Hortense e a una decina di volontari, 2 volte a settimana Charles si reca in 2 carceri vicine ad Afagnagan: Aneho con circa 500 detenuti e Vogan con circa 150. Il loro compito è quello di offrire sostegno psicologico, cercando di alleviare per quanto possibile le condizioni inumane in cui sono costretti a vivere: cibo scarso, sovraffollamento, pessime condizioni igieniche.
«Lavoriamo in sintonia con le autorità locali - confida Charles - a partire dai direttori delle carceri, gli assistenti sociali, la Chiesa locale. Il vescovo della Diocesi di Aneho, sotto cui operiamo, apprezza molto il nostro impegno. A febbraio 2019 è venuto in Italia e ha voluto incontrare Giovanni Paolo Ramonda, visitando le realtà della Apg23 di Bologna».

A fianco dei bambini senza famiglia

Oltre al lavoro in carcere, Charles e Hortense si sono aperti all’accoglienza di persone in difficoltà, bambini senza famiglia o con famiglie disgregate alle spalle, realizzando così un desiderio che da tempo nutrivano nel cuore.
«Il primo accolto è stato Bodwen - ricorda Charles - un ragazzo di 14 anni orfano di un nostro amico. Poi è stata la volta di Karlos: 16 anni, abbandonato dai genitori, viveva con la nonna. Presto è diventato un ragazzo di strada ed è entrato a far parte di una banda dedita ai furti. Nel 2018 è finito in prigione. Quando l’abbiamo conosciuto nel reparto per minori del carcere di Vogan abbiamo sentito il desiderio di accoglierlo e così, dopo aver fatto i passi necessari, a maggio 2019 è venuto ad abitare con noi. Oggi stiamo cercando di ricostruire il rapporto con la nonna perché pensiamo sia importante che ci sia un riavvicinamento.  Siamo molto felici del cammino intrapreso in Comunità: qualunque siano le difficoltà siamo sereni perché sappiamo di non essere soli!».

Una protesi per Dadoh: anche tu puoi fare qualcosa!

Madre e bimbo in Togo
Foto di Gloria Gozza

Charles e Hortense hanno conosciuto Dadoh nel 2019. 22 anni, ragazza di strada e madre di un bimbo di 3 anni, era fuori dalla prigione di Vogan in visita al marito. Due anni prima era stata investita da un’auto e aveva la gamba sinistra fuori uso.
Non appena uscito di prigione, il marito è poi scappato e così Dadoh e il figlio Joel sono rimasti soli.
Charles e Hortense li hanno accolti e hanno subito portato Dadoh in ospedale, dove purtroppo le è stata amputata la gamba.
Ora la ragazza sta bene. Ha preso una stanza in affitto non lontano dalla famiglia di Charles e Hortense e ha iniziato un corso da parrucchiera.
Per migliorare le sue condizioni di vita, avrebbe bisogno di una protesi che costa circa 700 euro.
Per questo motivo Charles e Hortense chiedono il vostro aiuto. Grazie per quanto potrete fare!

Per maggiori informazioni e/o per contribuire chiama subito il numero 054150622 oppure scrivi a: segreteria.condivisione@apg23.org