Dalla World Water Week di Stoccolma l'allarme per siccità, inquinamento e disuguaglianze nell'accesso all'acqua. Al centro, la necessità di collaborare per costruire sistemi idrici più equi, sicuri e resilienti.
Dal 23 al 27 agosto, a Stoccolma e online, si è svolta la World Water Week, che quest’anno ha avuto come tema centrale “Water for People and Progress” (“Acqua per le persone e il progresso”). Al centro degli incontri sono stati l’accesso sicuro all’acqua e ai servizi igienico-sanitari e la necessità di promuovere uno sviluppo più equo, resiliente e sostenibile. La settimana di incontri si è svolta in un periodo di estrema necessità, in cui il tema dell’acqua dovrebbe essere al centro delle nostre priorità.
Infatti, nei mesi estivi di quest’anno si sta verificando una crisi idrica globale e grave. Anche i Paesi del Nord, come l’Inghilterra, hanno dato l’allarme per la siccità estrema. Anche in Italia la situazione è grave: il Centro-Nord soffre per la carenza idrica e per la scarsa portata del fiume Po. L’indice SFI, che misura la situazione di siccità negli ultimi 30 giorni, indica condizioni di siccità estrema. Al 19 agosto 2026 è stata registrata una portata di 261 m³/s, ben al di sotto della soglia critica di 450 m³/s, oltre la quale aumenta il rischio di intrusione dell’acqua salata dal mare nel fiume. Le coltivazioni sono a rischio, mentre aumentano gli avvisi sulla moderazione nell’utilizzo di acqua potabile per piscine private, fontane e pulizia dei veicoli.
Cosa significa affrontare i rischi legati all’acqua?
L’ex ministra svedese Åsa Lindhagen sottolinea: «L’umanità sta agendo in modo da minacciare il nostro accesso all’acqua: inquinamento delle acque, uso eccessivo dell’acqua, deforestazione, cambiamento climatico. Abbiamo la conoscenza e la tecnologia per superare questa crisi. L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale e dobbiamo fare in modo che venga garantito a tutti».
I dati mostrati indicano che il cambiamento climatico e le azioni indicate da Lindhagen stanno compromettendo i sistemi WASH (Water, Sanitation and Hygiene) di base, soprattutto nelle comunità più vulnerabili. Per assicurare la resilienza di tali sistemi, sono necessari innovazione e rigore tecnico, ma anche la dignità, l’equità e la capacità di prepararsi alle crisi e di rimettere al centro la persona.
Nel ricercare soluzioni, da un lato viene ricordato che i rischi legati all’acqua oltrepassano i confini delle aziende e delle nazioni: il progresso dipende quindi da una collaborazione efficace tra attori pubblici, privati, finanziari e società civile. Dall’altro, viene sottolineato che smantellare le disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo dell’acqua richiede una comprensione più profonda delle forze sistemiche che le producono e le perpetuano.
L’economia globale iniqua è il primo ostacolo all’accesso all’acqua sicura
Secondo diversi esperti intervenuti alla World Water Week, l’economia globale che ingloba la distribuzione e l’utilizzo dell’acqua è iniqua e non è compatibile con un utilizzo sostenibile, sicuro e centrato sul benessere delle persone. Barbara Schreiner, Direttrice Esecutiva del Water Integrity Network, afferma infatti: «L’economia globale iniqua è una delle cause principali della crisi idrica che stiamo vivendo e dell’ineguaglianza globale che si verifica quando si parla di accesso all’acqua».
Oltretutto, viene sottolineato che il sistema di investimento privato, in particolare, tende a marginalizzare sempre più le comunità vulnerabili, poiché investire nell’utilizzo dell’acqua per scopi sociali risulta spesso poco redditizio.
Ma come si può intervenire concretamente? Una possibile risposta è arrivata da SIWI durante il seminario Unlocking Private Investment for Climate-Resilient Water Systems, dove è stato analizzato come strumenti finanziari innovativi possano favorire una maggiore partecipazione del settore privato, creando le condizioni per mobilitare capitali destinati a progetti capaci di rafforzare l’adattamento e la resilienza dei sistemi idrici. Diventa quindi essenziale una collaborazione tra diversi settori, che unisca politica, tecnologia, ricerca e settori privati, poiché il progresso dell’acqua riguarda ogni settore di produzione umana.
L’appello conclusivo: è arrivato il momento di fare il cambiamento
Molti temi sono stati affrontati durante i numerosi incontri, che hanno visto la partecipazione di ricercatori, tecnici, politici e rappresentanti istituzionali da ogni parte del mondo. È stato dato spazio a numerose prospettive e soluzioni che ruotano attorno a un unico obiettivo: rendere l’acqua accessibile in modo sicuro per tutti e sottolineare che l’acqua è alla base del progresso e della nostra stessa esistenza. Tom Panella, Presidente del Consiglio direttivo di SIWI, ha concluso le conferenze con un appello globale: «Questa World Water Week è finita, ma la nostra missione no. […] Chiudiamo la WWW in un momento storico in cui il bisogno di intervento è elevato: 3,4 miliardi di persone senza servizi igienico-sanitari sicuri e 2,2 miliardi senza accesso ad acqua sicura». Ma ci sono buone ragioni per credere che il progresso sia possibile, sottolinea Panella. La settimana dell’acqua ha dato voce a ricerche, prospettive, soluzioni e piani per rendere l’utilizzo dell’acqua sostenibile, equo e sicuro. «A livello globale abbiamo l’opportunità di fare il cambiamento», conclude Panella: è il momento di collaborare e agire.