30 Agosto 2019

La biodiversità salverà il mondo

1 settembre: 14° Giornata Nazionale per la custodia del Creato
Foto di Michela Zamboni
Voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana, questa giornata annuale è dedicata a riaffermare l'importanza, anche per la fede, dell'ambientalismo con tutte le sue implicazioni etniche e sociali. Quest'anno il tema scelto è quello della biodiversità
Coltivare e custodire la biodiversità è il tema affidato quest’anno alla riflessione e all’impegno per la 14ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato.
«Un’occasione per conoscere, comprendere quella realtà fragile e preziosa della biodiversità, di cui anche la nostra terra è così ricca», è scritto nel Messaggio inviato per questa giornata particolare. «Chiamati, dunque, a lasciarci coinvolgere in tale sguardo, per contemplare anche noi, grati, ammirati e benedicenti, come Francesco d’Assisi, le creature della terra ed in particolare il mondo della vita, così vario e rigoglioso».

Cos'è la biodiversità

La biodiversità è stata definita dalla Convenzione sulla diversità biologica come la variabilità di tutti gli organismi viventi inclusi negli ecosistemi terrestri e acquatici. L’Italia, grazie alla sua varietà geomorfologica, microclimatica e vegetazionale e grazie anche alla sua posizione centrale nel bacino del Mediterraneo, ha condizioni di sviluppo della biodiversità tra le più significative nel mondo. Ricchezza seriamente minacciata però da una serie ampia di fattori: la distruzione degli habitat (urbanizzazione e consumo di suolo) e la loro frammentazione e degrado, l’invasione di specie aliene invasive, le attività agricole, gli incendi, il bracconaggio, i cambiamenti climatici…
Ecco l’invito allora, come già espresso anche nella Laudato Si’ (42) a saldare la contemplazione della bellezza con la percezione della minaccia che grava sulla biodiversità per assumere la responsabilità della sua custodia e conservazione.

Un impegno personale

È chiesto così a ciascuno di impegnarsi in un discernimento ed una riflessione precisa, a partire da alcune domande che fanno riferimento al Sinodo che nel mese di ottobre sarà dedicato all’ Amazzonia, una regione che è «un polmone del pianeta e uno dei luoghi in cui si trova la maggior diversità nel mondo»:
«Qual è la “nostra Amazzonia”? Qual è la realtà più preziosa, da un punto di vista ambientale e culturale, che è presente nei nostri territori e che oggi appare maggiormente minacciata?
Come possiamo contribuire alla sua tutela? Occorre conoscere il patrimonio dei nostri territori, riconoscerne il valore, promuoverne la custodia».

I Vescovi si rivolgono ai coltivatori

Il Messaggio dei vescovi, consultabile qui - https://lavoro.chiesacattolica.it/14a-giornata-nazionale-per-la-custodia-del-creato/ - dà precisi suggerimenti:
«Sarà importante favorire le pratiche di coltivazione che rendono possibile la fertilità della terra senza modificarne l’equilibrio. Sarà necessario utilizzare nuove tecnologie orientate a valorizzare, per quanto possibile, il biologico».

Una conversione ecologica

«Si tratterà, ancora - si legge nel messaggio - di opporsi a tante pratiche che degradano e distruggono la biodiversità: si pensi al land grabbing, alla deforestazione, al proliferare delle monocolture, al crescente consumo di suolo o all'inquinamento che lo avvelena. Ma andranno pure contrastati, con politiche efficaci e stili di vita sostenibili, quei fenomeni che minacciano la biodiversità su scala globale, a partire dal mutamento climatico».
È necessario adottare comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, perché il tempo stringe e la crisi climatica richiede da noi una necessaria conversione ecologica.