Conflitti armati, crisi climatica e tagli agli aiuti umanitari aggravano la fame nel mondo, mettendo a rischio milioni di bambini. Il rapporto di Save the Children lancia l'allarme sulla crescente emergenza nutrizionale globale e propone tre piani di intervento.
Il rapporto di
Save the Children,
pubblicato ad ottobre 2026, denuncia una grave emergenza nutrizionale su scala mondiale, definita dall’organizzazione come la possibile «
più grave emergenza alimentare del 21° secolo».
La situazione affligge in modo particolare i più piccoli: la malnutrizione è tra le principali cause della mortalità infantile, responsabile di quasi la
metà dei decessi tra i bambini sotto i cinque anni. A livello globale, si stima che un bambino su quattro viva in condizioni di grave povertà alimentare durante la prima infanzia: quasi
43 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta. Nonostante la gravità del problema, soltanto un bambino su tre riceve le cure nutrizionali necessarie, anche a causa
di finanziamenti che coprono appena il 31% del fabbisogno effettivo per rispondere alle emergenze nutrizionali.
Le cause principali sono opera dagli esseri umani: conflitti, crisi climatica e tagli agli aiuti umanitari.
Alla base della malnutrizione vi sono fattori legati alle attività e alle decisioni umane, tra cui i conflitti armati e le violenze che aumentano a livello globale. Le
guerre costringono intere famiglie a lasciare le proprie abitazioni e
compromettono l'accesso al cibo e ai servizi sanitari, con effetti devastanti soprattutto sui bambini.
Uno degli esempi più gravi e documentati è quello della
Striscia di Gaza, dove le condizioni della popolazione sono peggiorate drasticamente in seguito agli attacchi iniziati nel 2023. In quel territorio afflitto da attacchi, infrastrutture distrutte e restrizioni all'ingresso di beni essenziali, la popolazione incontra enormi difficoltà nel ricevere gli aiuti umanitari necessari alla sopravvivenza.
Oltre 1,2 milioni di persone si trovavano in condizioni di insicurezza alimentare acuta. Anche il
Sudan è colpito da una crisi gravissima, legata al violento conflitto iniziato nell'aprile 2023 tra due forze militari contrapposte. Oltre 33 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria. Secondo le stime di Save the Children, circa
825.000 bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione acuta grave. In
Yemen, dove il conflitto prosegue da oltre dieci anni, si stima
che 2,2 milioni di bambini, quasi uno su quattro, siano affetti da malnutrizione acuta.
Anche il
cambiamento climatico e il deterioramento delle condizioni ambientali contribuiscono a innescare emergenze alimentari.
Un terzo delle persone che soffrono di malnutrizione vive in aree esposte a eventi climatici estremi. Negli ultimi anni, l'aumento delle temperature e i disastri naturali hanno messo in difficoltà numerose comunità in tutto il mondo. La
Somalia ne è un esempio significativo: il Paese è colpito da periodi prolungati di siccità, dalla scarsità d'acqua e da inondazioni sempre più pericolose. In questo contesto,
quasi due milioni di bambini sotto i cinque anni sono esposti al rischio di malnutrizione.
Alla crisi alimentare si aggiunge
la progressiva riduzione dei finanziamenti destinati agli interventi umanitari. La mancanza di fondi limita la capacità delle organizzazioni di fornire assistenza alimentare e servizi sanitari alle popolazioni più vulnerabili.
Save the Children riferisce che nel 2025 i finanziamenti per l'assistenza alimentare, agricola e nutrizionale hanno registrato
una diminuzione stimata del 59% rispetto al 2022. Di conseguenza, il numero di donne e bambini che si prevedeva inizialmente di raggiungere è passato da 36 milioni a soli 16,7 milioni di beneficiari. Questa riduzione ha lasciato circa
due milioni di bambini affetti da malnutrizione acuta grave senza accesso alle cure necessarie.
Le soluzioni alla crisi alimentare esistono e si basano su interventi immediati
Nonostante la portata dell'emergenza, intervenire tempestivamente può fare la differenza. Quando gli aiuti umanitari raggiungono in tempo le persone colpite dall'insicurezza alimentare, è possibile salvare i bambini e garantire loro condizioni di crescita più sane.
Save the Children individua
tre ambiti prioritari di intervento. Il primo consiste nella distribuzione di alimenti e la fornitura di cure nutrizionali salvavita. Il secondo prevede il rafforzamento della capacità delle comunità di affrontare le crisi. Il terzo riguarda la promozione di
cambiamenti nelle politiche globali, con l'obiettivo di ridurre le disuguaglianze, affrontare le cause strutturali delle emergenze alimentari e proteggere il futuro dei bambini. Le decisioni politiche internazionali che incidono sulle condizioni dei Paesi colpiti
coinvolgono anche gli Stati europei. Per questo motivo, anche attraverso le scelte e le iniziative dei Paesi europei è possibile contribuire al contrasto delle cause che alimentano queste crisi.
In questo contesto,
Save the Children ha annunciato Nourished Futures, una nuova iniziativa globale dedicata alla nutrizione, che punta a raccogliere 300 milioni di dollari per prevenire e curare la malnutrizione e le malattie infantili nelle situazioni umanitarie più critiche. È inoltre possibile sostenere la campagna Emergenza fame di Save the Children, contribuendo a
fornire cibo terapeutico, acqua potabile e assistenza medica ai bambini che soffrono di malnutrizione.