In occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, che si celebra il 30 luglio, vi proponiamo la storia di Jane, una giovane donna del Kenya, che è riuscita a uscire dalla dipendenza e dallo sfruttamento grazie ai volontari di Amini Home
Githurai 44 è uno dei quartieri più difficili e pieni di sogni della periferia di Nairobi. Un conglomerato di case informali in cui abitano circa 300.000 persone che sono arrivate qui in cerca di una vita migliore.
Jane è una di loro. Fino a qualche anno fa, la sua era un’esistenza normale. Con la laurea e un master in educazione, aveva iniziato a insegnare nelle scuole di Nakuru, la sua città d’origine, e si era sposata.
Dopo la nascita delle 3 figlie, una delle quali affetta da autismo, sono però iniziate le difficoltà in famiglia.
Economicamente stavano bene rispetto agli standard del Paese, ma lei ha iniziato ad affrontare un periodo di forte sofferenza e
si è rifugiata nell’alcol.

Un momento della quotidianità nella casa "Amini Home" in Kenya, che accoglie donne in difficoltà
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli

La casa "Amini Home" in Kenya, gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, accoglie donne in difficoltà.
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli

Un momento della quotidianità nella casa "Amini Home" in Kenya, che accoglie donne in difficoltà
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Per cercare un impiego meglio retribuito, è emigrata in Qatar, dove è rimasta per diversi anni. Al ritorno, non ha più trovato lavoro a scuola e
la sua dipendenza è peggiorata. I problemi familiari sono diventati enormi e si è separata dal marito.
Jane è così arrivata a Nairobi, dove una delle figlie frequentava l’università. Per un po’ ha vissuto con lei, sopravvivendo grazie ai risparmi che aveva messo da parte. In breve tempo la relazione tra loro è però diventata burrascosa e si è trasferita a Githurai perché la vita costa meno.

Un momento della quotidianità nella casa "Amini Home" in Kenya, che accoglie donne in difficoltà
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli

Un momento della quotidianità nella casa "Amini Home" in Kenya, che accoglie donne in difficoltà
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli

Un momento della quotidianità nella casa "Amini Home" in Kenya, che accoglie donne in difficoltà
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli
Sempre più schiacciata dall’alcol, e senza un lavoro per via della sua condizione,
è stata cacciata dal proprietario della casa che aveva preso in affitto ed è finita in uno dei club peggiori, dove lavorano ragazze giovanissime e donne anche di 50 o 60 anni.
I volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII l’hanno incontrata pochi mesi fa proprio lì, durante una delle uscite di strada.
Era seduta, e davanti a un po’ di tè e di biscotti, ha iniziato a parlare.
Era arrivata solo tre giorni prima, ma ha subito accettato la proposta di andare
all’Amini Home, una casa gestita dalla Comunità dove le donne in difficoltà trovano protezione e possono intraprendere percorsi di formazione e reinserimento socio-economico.

Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli

Un momento della quotidianità nella casa "Amini Home" in Kenya, che accoglie donne in difficoltà
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Un momento della quotidianità nella casa "Amini Home" in Kenya, che accoglie donne in difficoltà
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli
Qui ha iniziato il suo cammino di rinascita. Dopo aver insegnato inglese ad alcuni studenti del centro G9 del Progetto Rainbow per ragazzi di strada, ha frequentato
un corso di catering e a breve riceverà il certificato di chef, riconosciuto dalle autorità governative, che la aiuterà a trovare un lavoro dignitoso.
È molto fiera di questo traguardo, anche perché ha scoperto di essere portata per la cucina. Ora è consapevole delle proprie fragilità e sogna di ricostruire pezzo dopo pezzo la sua vita. Lontano dalla disperazione dell’alcol e dei club.
Nurturing the future
Jane è una delle tante donne che ogni anno vengono aiutate dall’Amini Home.
Oggi abbiamo voluto condividere la sua storia in occasione della
Giornata Mondiale contro la Tratta di Persone, perché racconta quanto sia sottile il confine tra vulnerabilità, sfruttamento ed esclusione e quanto possa fare la differenza incontrare qualcuno disposto a tendere una mano.
L’Amini Home si inserisce nell’intervento triennale “Nurturing the Future: sostegno alla governance di servizi e sistemi integrati per la prima infanzia e il supporto alla genitorialità”, promosso dal Comune di Rimini e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Il progetto è realizzato insieme alla Comunità Papa Giovanni XXIII, alla Contea di Nairobi, a EducAid, Cittadinanza ONLUS, AUSL Romagna, The Action Foundation e Community Pope John XXIII.
Un intervento rivolto a donne e bambini che punta a migliorare l’accesso a servizi sanitari efficienti per madri, caregiver e bambini da 0 a 5 anni, a rafforzare la qualità e l’inclusività dei servizi educativi per la prima infanzia e a sostenere l’autonomia socio-economica e il benessere psicosociale delle madri più vulnerabili.