19 Settembre 2019

La pace è necessaria

Il 20 settembre, al Palazzo delle Nazioni a Ginevra, la Comunità Papa Giovanni XXIII proporrà l'istituzione del Ministero della Pace
Foto di Deyan
La Missione permanente presso le Nazioni Unite della Repubblica di San Marino e la Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII organizzano il convegno  “Building peace and reconciliation through the creation of the Ministry of Peace” - side event che si terrà venerdì 20 settembre 2019 dalle 11.30 alle 13 al Palazzo delle Nazioni di Ginevra. Uno spazio internazionale in cui discutere di tutti gli step necessari alla promozione e alla costruzione della Pace nel nostro mondo conflittuale e complesso, nell’ottica di condividere le “buone pratiche” di implementazione delle infrastrutture per la Pace, ed in particolare di un Ministero della Pace.

Nella ricorrenza della Giornata Internazionale della Pace questo evento contiene una precisa ed innovativa proposta di implementazione; infatti il 21 settembre 2019 segnerà la giornata istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per rafforzare gli ideali di pace, sia all'interno di tutte le nazioni e tra tutte le nazioni e i popoli, nello spirito della "Dichiarazione e della Programma d'azione per una cultura di pace". Già alla stessa Assemblea generale delle Nazioni Unite dell’aprile 2018 nell’High Level Meeting sulla costruzione (peacebulding) e il sostegno alla pace, era stato enfaticamente affermato che «la pace è più che il cessate il fuoco è più che un accordo di pace, è più che l'assenza di guerra». 

C’è urgente bisogno di dare corpo con attuazioni concrete a queste affermazioni. Affrontare i conflitti alla radice. Occorre investire nel raggiungimento di una pace sostenibile e per fare in modo che la pace, là dove c’è, sia mantenuta e duri a lungo, e dove manca vada con ogni mezzo promossa per il bene dell'umanità. È essenziale costruire una cultura di pace, «sostenere la pace non è un compito facile» e «fare la pace è più difficile che mettere a tacere le armi». Costruire la pace è un processo da tenere in continua attività: anche quando sembra essere raggiunto, non possiamo mai dare per scontato che durerà per sempre. Solo costruendo giorno dopo giorno la pace come espressione della fratellanza universale e strettamente legata allo sviluppo e alla solidarietà e il rispetto dei diritti umani, possiamo generare società pacifiche, giuste e inclusive. 

È essenziale che gli Stati effettuino investimenti strutturali e multilivello di pace positiva con una visione di  lungo termine, che creino e mantengano il terreno fertile per la pace e la risoluzione dei conflitti a livello nazionale, e sappiano  coordinare la pianificazione e i programmi dei vari settori di intervento tra i vari Stati a livello internazionale attingendo a le varie esperienze consolidate di pace positiva. Adottando l'Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030nel 2015 e introducendo l'obiettivo di svilupposostenibile 16 "Pace, giustizia e istituzioni forti", gli   Stati in tutto il mondo hanno riconosciuto che non sarà possibile costruire un mondo pacifico e sostenibile se   non si compiono passi efficaci in questa direzione. L'obiettivo 16 invita a promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, con la creazione di istituzioni ad hoc efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli.

Guardando ai valori che queste «società pacifiche, giuste e inclusive» possiamo facilmente dedurre che anche la pace a cui fa riferimento l'Agenda 2030 è una pace di natura ampia e positiva. Alcuni Stati hanno una lunga storia di scelta della neutralità e di investimenti nella diplomazia per la risoluzione pacifica delle controversie. Inoltre, diversi paesi hanno già ha realizzato infrastrutture per la pace, come uffici governativi, comitati territoriali per la pace, consigli di pace nazionali, segretariati di pace, strutture per la riconciliazione e pochi paesi, come il Costa Rica e la Repubblica di San Marino, tra gli altri, hanno creato un Ministero della Pace.

La Comunità Papa Giovanni XXIII che co-promuove il convegno presso il Palazzo delle Nazione Unite anche in Italiapromuove, insieme ad un cartello di associazioni, dal dicembre 2017 la campagna “Ministero della Pace, una scelta di Governo, per istituire nel nostro Paese un Ministero della Pace che gestisca i conflitti sociali e che intervenga in quelli esteri con personale civile, costruendo efficaci politiche di Pace. 
Proprio nell’occasione del side event a Ginevra presenterà, con un documento, il frutto della pluriennale esperienza del suo corpo civile nonviolento: “Conflict prevention and Alternative Dispute Resolution through experience of the APG23 Nonviolent Peace Corps (Operazione Colomba)”.

In conclusione un momento importantissimo di confronto per un cambiamento epocale nella vita dei popoli, delle nazioni e degli Stati che richiede Istituzioni nuove, protagoniste ed interpreti «dall’impegno non violento di tutti quei cittadini che rifiutano di cedere al potere della forza”.Tutte le sfide globali attuali richiedono con forza una nuova visione profetica del mondo e della società; è proprio pensando al lavoro, alla necessità di una nuova economia di ecologia integrale e alle grandi sfide che attendono il nostro mondo, che la scelta del Ministero della Pace, come risposta istituzionale al bisogno di una nuova era, pare davvero non più procrastinabile.