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28 Maggio 2021

Le microplastiche nei vestiti a basso costo

Attenzione all'abbigliamento che si acquista!
Foto di Igor Ovsyannykov from Pixabay
Le microplastiche sono dappertutto: si trovano nei mari, nella frutta e nella verdura, nel miele, nell’acqua di rubinetto e addirittura nella placenta umana. Molto dipende da ciò che indossiamo!
Conosciamo gli effetti devastanti delle microplastiche e il loro impatto sugli oceani, sull'ecosistema globale e sulla salute degli esseri viventi, senza distinzione di specie, genere, età o condizione sociale. Meno noto è il dato che riporta che il 35% della quantità totale (1,4 milioni di miliardi) di microfibre che inquinano gli oceani derivano dal lavaggio di capi sintetici di bassa qualità (Fonte IUCN, The International Union for Conservation of Nature’s Red List of Threatened Species). 

Le microplastiche invadono l'Artico

Preoccupa il fatto che queste particelle, una volta ingerite dai pesci, entrino nella catena alimentare e quindi nel nostro organismo. Ancora sconosciuti gli effetti sulla salute, ma diverse pubblicazioni scientifiche ci mettono in guardia dal loro contenuto di bisfenolo A, ftalati, metalli pesanti. Il fatto che anche un ecosistema remoto e apparentemente incontaminato come l’Artico sia invaso dalle microplastiche è un segnale molto chiaro dell’emergenza ambientale che stiamo vivendo. Un recente studio pubblicato da Nature Communications aggiunge un nuovo tassello che ci chiama in causa in prima persona, come cittadini e come consumatori. Appena 5 kg di fibra di poliestere possono generare fino a 6 milioni di microplastiche. In altre parole, i frammenti dei nostri vestiti sintetici stanno inquinando il mondo.

L'abbigliamento a basso costo

Magari in questi ultimi anni ci siamo abituati a riempire una borraccia con l’acqua di rubinetto invece di sprecare bottigliette, ma più di rado riflettiamo sul fatto che a ogni ciclo di lavaggio i capi d’abbigliamento rilascino particelle talmente sottili da sfuggire ai filtri delle lavatrici, essere trasportate nei fiumi e da lì nei mari. Intervenire è possibile, oltre che doveroso: si può iniziare ad esempio influenzando la consapevolezza dell'acquirente, che con le sue scelte può contribuire a premiare i marchi più attenti all'ambiente e investire in quelli che promuovono reali percorsi di sostenibilità. Creare una cultura fondata sul rispetto dell'ambiente è il primo, fondamentale passo per cambiare le proprie abitudini. 
 

Cosa puoi fare

Il team di 4sustainability ha messo a punto un vero e proprio decalogo anti-microplastiche:
  1. È bene prediligere i tessuti misti o quelli naturali
  2. Tra le fibre sintetiche, sono da preferire quelle di ultima generazione a struttura chiusa come ad esempio il nylon 66
  3. Un capo di qualità avrà un prezzo maggiore, ma durerà molto più a lungo nel tempo
  4. Lavare a basse temperature
  5. Il lavaggio a pieno carico permette di risparmiare acqua ed energia e comporta una minore frizione tra gli indumenti, quindi meno microplastiche
  6. Impostare centrifughe a bassa velocità ed evitare i programmi lunghi
  7. Più aggressivo è il detergente, più frammenti vengono rilasciati 
  8. L’aggiunta di un ammorbidente al detersivo limita la rottura delle fibre (però attenzione che l’ammorbidente sia ecologico!)
  9. Anche l’asciugatrice libera grandi quantità di microplastiche! 
  10. In commercio esistono utili filtri che raccolgono le microplastiche rilasciate dagli indumenti