Topic:
4 Giugno 2021
Ultima modifica: 4 Giugno 2021 ore 10:36

Le ostie degli ultimi

La casa famiglia di Pompei svela la ricetta per il Pane del Cielo.
Un segno nel segno: sono proprio le mani più fragili, quelle degli esclusi, che preparano il pane che diventerà il Corpo di Cristo.
Una sfoglia sottile, bianca e rotonda, fatta con un po’ di frumento e acqua. In quel pezzo di pane è presente Gesù, il Signore risorto. L’idea che proprio le mani dei detenuti, dei disabili, delle persone scartate dalla società, preparino il Corpo di Cristo rompe tutti gli schemi, però forse ricalca da vicino il desiderio di Gesù, sempre attento agli ultimi, ai diseredati, ai maledetti.

L’ideatore e promotore del progetto “Il senso del pane” è Arnoldo Mosca Mondadori, scrittore e poeta, padre di tre figli, che spiega così la sua intuizione: «Abbiamo iniziato questo progetto durante l’anno del Giubileo della Misericordia, proprio con le persone in carcere che avevano commesso dei delitti gravi, ma che si erano pentiti e che avevano fatto un percorso di consapevolezza. Dalle loro mani, le ostie passano nelle mani dei sacerdoti che le consacrano come Corpo di Cristo, presenza di Dio tra noi, per arrivare poi a tutti. Un mistero di trasformazione: sono sempre le mani più fragili che fanno il pane, gli ultimi».

Già a gennaio del 2016 Papa Francesco, in occasione del Giubileo dei Migranti, ha consacrato le ostie preparate nel carcere di Opera a Milano e questo ha incoraggiato l’adesione al progetto di oltre 500 tra diocesi italiane e straniere, congregazioni religiose, monasteri, che hanno ricevuto e continuano a ricevere gratuitamente le ostie.
Le ostie prodotte dai detenuti vengono spedite in tutto il mondo e il laboratorio pilota nel carcere di Milano è stato esportato come modello in altri Paesi: dallo Sri Lanka al Mozambico, dall’Etiopia a Buenos Aires, da Betlemme alla Striscia di Gaza, sempre coinvolgendo persone emarginate.

"Il senso del pane" arriva in casa famiglia

Da un anno a questa parte le ostie de “Il senso del pane” sono prodotte anche all’interno della casa famiglia Maria Madre di Misericordia di Salvatore e Raffaella Buonocore, a pochi metri dal santuario della Beata Vergine del Rosario a Pompei.
«Tutto è partito dalla lettura del libro Il farmaco dell’immortalità» racconta Salvatore. «Il titolo mi aveva incuriosito perché don Oreste ci parlava spesso dell’eucarestia. Dopo aver letto il libro ho mandato una mail alla fondazione, dicendo che come casa famiglia ci sarebbe piaciuto iniziare il progetto “Il senso del pane”. Dopo appena mezz’ora, ho ricevuto una telefonata proprio da Arnoldo Mosca Mondadori: voleva conoscerci meglio anche perché aveva incontrato don Oreste ed era rimasto molto colpito dalla sua personalità».
Raffaella e Salvatore hanno iniziato il progetto delle ostie all’inizio di febbraio 2020, proprio poco prima dell’inizio della pandemia. «Abbiamo imparato a fare le ostie grazie a dei video che ci hanno mandato i detenuti del carcere di Opera a Milano: loro sono stati i nostri maestri!» racconta Salvatore.

Ostie a pompei in casa famiglia
ostie preparate in casa famiglia
ostie in casa famiglia pompei
Sono proprio le persone accolte in casa famiglia che producono le ostie, che diventeranno per le mani del sacerdote il Corpo di Cristo.

La ricetta per le ostie

Le ostie rappresentano la misteriosa presenza di Gesù nell’eucarestia. Ma come si fanno?
Raffaella spiega che non c’è una ricetta segreta, anzi è molto semplice: «Basta usare la stessa quantità di farina e acqua, si aggiunge qualche cucchiaio di Frumina per rendere più friabile l’impasto, poi si frulla per evitare i grumi: deve risultare una crema molto liquida. A questo punto, con un mestolo, si versa un po’ di impasto al centro della piastra, che deve essere già calda.
Per la cottura basta qualche minuto e la cialda è pronta». Le piastre elettriche impiegate per la cottura sono macchinari artigianali forniti gratuitamente dalla Fondazione “Casa dello Spirito e delle Arti”, che gestisce il progetto “Il senso del pane” nel mondo. «Essendo macchine artigianali, bisogna farci la mano - spiega Raffaella - devi capire quando è stata raggiunta la giusta temperatura, se la cialda necessita di più cottura, ecc. Dalla cialda poi si ritagliano le ostie con un altro macchinario».
Le ostie sono preparate da Salvatore e Raffaella, insieme alle persone che vivono con loro in casa famiglia: Roberta, Anna e Fernanda: «Dedichiamo a questa attività 2 pomeriggi a settimana, ma se ci sono più richieste del solito o se ci sono ricorrenze speciali, come Comunioni o altri sacramenti, ci lavoriamo più pomeriggi. Prima di iniziare a fare le ostie diciamo un semplice Padre Nostro e un’Ave Maria per affidarci a Gesù e Maria».

Come avere le ostie di Pompei

Attualmente la casa famiglia rifornisce di ostie 4 parrocchie di Pompei, il Santuario, un convento di suore domenicane e a volte riceve un ordine dalla parrocchia originaria di Salvatore, a Vico Equense (NA). È anche possibile ordinare le ostie della casa famiglia scrivendo direttamente a Salvatore e Raffaella: salvatore.buonocore@alice.it. Essendo una merce così speciale, non viene richiesto un prezzo fisso, ma la parrocchia che richiede le ostie può fare un’offerta libera.

Il senso del pane arriva in Olanda e Zambia

Grazie a quella telefonata fatta più di un anno fa, si è creata una bella amicizia tra Salvatore e Arnoldo Mosca Mondadori, dalla quale è nato il desiderio di coinvolgere nel progetto “Il senso del pane” anche altre realtà della Comunità Papa Giovanni XXIII: «Ci sono altri 2 progetti in avviamento, con relativa copertura economica: uno nella casa famiglia in Olanda e uno in Zambia» dice Salvatore e dalla sua voce si intuisce tutta la sua gioia per questo sviluppo missionario.