Mentre il governo Meloni accelera sul disegno di legge delega per il "nucleare sostenibile" una nuova analisi ricorda che esistono già oggi strumenti capaci di proteggere le famiglie italiane dagli shock energetici
Mentre il governo Meloni accelera sul disegno di legge delega per il "nucleare sostenibile" — con la premier che ha annunciato l'approvazione entro l'estate e i decreti attuativi attesi entro fine 2026 — una nuova analisi del think tank danese CONCITO ricorda che esistono già oggi strumenti capaci di proteggere le famiglie italiane dagli shock energetici, senza attendere tecnologie che, secondo gli stessi esperti, non saranno disponibili prima del prossimo decennio.
L'analisi di CONCITO
L'analisi, pubblicata a maggio 2026, calcola che le famiglie italiane potrebbero risparmiare 1.780 euro all'anno sostituendo la caldaia a gas con una pompa di calore e l'auto a combustione con un veicolo elettrico — una cifra equivalente a quasi diciotto mesi di riscaldamento. Per la famiglia europea media il risparmio supera i 2.200 euro, in uno scenario pre-crisi. Con l'attuale impennata dei prezzi petroliferi legata al conflitto in Iran, il vantaggio economico dell'elettrificazione risulta fino al 59% superiore rispetto allo scenario di riferimento.
«Le famiglie in tutta l'UE possono risparmiare più di 2.200 euro all'anno sui costi energetici sostituendo le caldaie a gas e le auto a combustione con pompe di calore e veicoli elettrici», afferma Jens Mattias Clausen, direttore della divisione UE di CONCITO. «Era vero anche prima dell'attuale crisi energetica, il che sottolinea l'enorme potenziale dell'elettrificazione per proteggere le famiglie da bollette insostenibili».
I benefici non riguardano solo i bilanci domestici. Sostituire 65 milioni di caldaie a gas in tutta Europa dimezzerebbe la dipendenza complessiva del continente dalle importazioni di gas. Rimpiazzare metà delle auto a combustione ridurrebbe le importazioni di petrolio del 20%. Numeri che mettono in prospettiva il dibattito sulla sicurezza energetica che agita la politica italiana da mesi.
La dipendenza italiana dai combustibili fossili
Il governo Meloni presenta il ritorno all'atomo come risposta alla vulnerabilità energetica del Paese. Matteo Salvini, subito dopo un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, ha dichiarato: «Le crisi internazionali confermano che non possiamo più essere dipendenti. Il nucleare non è una scelta, non è un'opzione, è un obbligo, è un dovere». Il piano prevede il coinvolgimento di Ansaldo Nucleare, della torinese Newcleo e di Enel, con la ricerca di un partner internazionale per l'apporto tecnologico. Sul tavolo ci sono soprattutto i piccoli reattori modulari (SMR), che secondo recenti analisi economiche potrebbero produrre energia a un costo medio di circa 107 euro per megawattora. L'elettrificazione, però, non chiede di aspettare. I suoi ostacoli sono di natura fiscale e finanziaria, non tecnologica. Molti sistemi tributari europei continuano a favorire il gas rispetto all'elettricità, penalizzando la redditività delle pompe di calore nonostante la loro efficienza superiore. E i costi iniziali restano un freno: l'analisi CONCITO indica che un sussidio mirato di circa 4.500 euro porterebbe il periodo di ammortamento di una pompa di calore a cinque anni per la famiglia media europea. Strumenti come il leasing sociale potrebbero accelerare ulteriormente la transizione per le fasce a reddito più basso.
«I picchi dei prezzi dei combustibili fossili che vediamo oggi non sono un incidente», osserva ancora Clausen. «Sono la conseguenza prevedibile della continua dipendenza europea dal petrolio e dal gas, di cui circa il 90% è importato. Gli strumenti per proteggere le famiglie europee esistono già. Ciò che serve è la volontà politica di rimuovere gli ostacoli».
Il confronto tra le due strategie non è puramente tecnico. Il nucleare promette baseload stabile ma richiede anni di iter normativo, miliardi di investimento pubblico e scelte localizzative politicamente delicate. L'elettrificazione agisce sul presente, riducendo la bolletta e la dipendenza fossile senza attendere che un reattore di nuova generazione venga costruito — e pagato.