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6 Ottobre 2020

Liberi con te, coronavirus

Dalle comunità terapeutiche, una canzone per sconfiggere il Covid-19.
Il videoclip musicale realizzato dai giovani impegnati nel cammino per il superamento delle dipendenze. L'impegno nato durante il lockdown.
Riaprono le scuole, forse gli stadi, ma riprendono ad aumentare i contagi. Noi tutti qui siamo sospesi tra la speranza di un ritorno alla normalità e i timori di sprofondare in un incubo peggiore di prima. Siamo in equilibrio tra la prudenza che consiglia di limitare gli slanci, evitare i contatti ed il bisogno di uscire di casa. Siamo stanchi di restare immobili, ingabbiati in un lockdown così permanente da diventare esistenziale.

Voglia di ricominciare

Ma anche una canzone può aiutarti a sconfiggere un virus quando a scriverla sono gli emuli di una Vita spericolata, i recuperandi in un percorso terapeutico di uscita dalle dipendenze patologiche. Chi più di questi giovani ha sentito il bisogno di uscire, di compiere passaggi di autonomia, di libertà. Chi più di loro può ritenersi capace di annusare e di riconoscere il virus che fa muro nelle relazioni, barrica nei pensieri e poi tiene l'altro a distanza, impedendoti di incontrarlo.



Il videoclip musicale

«Non era più tempo di suonare le solite sinfonie, di cantare le canzoni della tradizione», spiega Davide Bianchini, musicista ed educatore della Comunità Terapeutica della Papa Giovanni XXIII di Lavagna di Comazzo in provincia di Lodi. «Era tempo — continua — di lanciarci nella sperimentazione suggerita l’anno prima dall’amico Salvo Farruggio, musicoterapista, durante il laboratorio di songwriting, cioè di scrittura collettiva di canzoni».

«Il songwriting — spiega Bianchini — è un'esperienza professionale comune per chi compone canzoni come quelle che ascoltiamo in radio o sul nostro smartphone, ma può essere anche un finissimo strumento riabilitativo ed educativo. La cosa più interessante è che si può sperimentare il songwriting con persone che non hanno nessuna pratica musicale acquisita come quella di suonare uno strumento. Le uniche, ma preziosissime, competenze che avevano i protagonisti dell'opera erano l'ascolto e qualche esperienza di canto o ballo da dilettante».

«Il laboratorio di songwriting permette di far emergere le capacità creative del singolo e di lavorare sulle dimensioni dell'autostima, della creatività, di focalizzare l’attenzione stando nei confini di un tema e nei tempi stabiliti. Cresce la capacità di negoziare la propria idea all’interno del gruppo, reggendo momenti di frustrazione quando il gruppo non è disponibile ad assecondare le proprie proposte».

Ciò che i giovani sono riusciti a realizzare è un brano leggero, in stile raggae.

Leonardo, un giovane nella fase del rientro in società, aveva a disposizione un telefonino come camera da presa; un treppiede riesumato da un angolo in soffitta; un computer modesto al quale ha potuto tirare il collo. Con questa semplice attrezzatura si è cimentato nel montaggio, usando un'app gratuita. Ne è uscito un piacevole videoclip.

Bucano lo schermo i primi piani, volti che hanno attraversato tanta vita, per ritrovarsi liberi.
Anche con te, disgraziato virus.