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4 Agosto 2026
Ultima modifica: 4 Agosto 2026 ore 12:21

Litigare non è separarsi, o sì?

Litigare non è separarsi, o sì?
Foto di Kinomaster (generato con IA)
Il litigio nella coppia è una esperienza dolorosa e multiforme. Un po' ci si allontana, un po' ci si avvicina di più. Ma bisogna saper mollare

Non ci sono due persone più unite di due lottatori, diceva qualcuno. Splendida metafora del conflitto di coppia che – mentre porta i coniugi su opposti fronti – dall’altra parte li tiene legati proprio in quella lotta estenuante.
Durante un conflitto coniugale non risolto, entrambi si pensano (male) intensamente, anche se sono al lavoro, anche se stanno cercando di pensare ad altro.

Il conflitto di coppia

Come possiamo definire il conflitto di coppia? Si potrebbe semplificare dicendo che è quando una divergenza di opinioni o di azioni diventa emotivamente significativa. Vi sono manifestazioni fisiologiche tipiche: accelera il battito cardiaco, la velocità delle parole, la sudorazione, il corpo si irrigidisce oppure si gesticola in modo esagerato, la voce si alza; e poi a volte si arriva alle offese o peggio.
Non tutti i conflitti di coppia hanno una soluzione. O – meglio – non tutti i conflitti di coppia finiscono con un accordo rispetto al tema del contendere.

Insieme nononstante le differenze

E questo è il primo spunto: possiamo permetterci, nella nostra coppia, di fare proseguire il legame nonostante la differenza di vedute? È un punto molto importante perché necessita della capacità di quella separazione/individuazione che ogni coppia matura dovrebbe aver raggiunto.
La coppia non è una fusione di persone, ma una relazione tra due individualità differenti che si accolgono e si amano.
È proprio questo a volte lo snodo nel conflitto: la capacità o l’incapacità di tollerare una differenza di opinioni, di vedute, all’interno del sistema.
Succede spesso che uno dei due lo tolleri di più, l’altro meno. Succede spesso che uno dei due voglia tenere corto il conflitto, l’altro lo voglia proseguire, nella disperante fantasia di tenere legato a sé quel partner che – nella sua differenza – sembra sfuggire al controllo.

Quale separazione?

Quindi no alla separazione legale dei coniugi, sì alla separazione interiore, quella separazione che aiuta a riconoscere un Io e un Tu differente rispetto a sé.
Riuscire a rimanere coppia allo svelarsi delle differenze è un passaggio importante perché, proprio grazi all’altro, all’altra, così differente posso smussare la rigidità delle mie posizioni e delle mie visioni del mondo.

La fiaba. Il diavolo che scambia i messaggi

Il diavolo, cioè colui che divide, è quello che scambia i messaggi che i due coniugi si spediscono nella fiaba “La fanciulla senza mani” dei Grimm. Efficace esempio di ciò che succede nel conflitto di coppia. Uno dice una cosa, e l’altro riceve il messaggio distorto, non lo capisce o capisce l’esatto contrario. È necessario rimanere molto svegli (i messaggi venivano scambiati al messo che si addormentava) per fugare le insidie che si nascondono in un dialogo conflittuale. È necessario perseverare nei buoni modi (il re e la regina erano comunque delle buone persone) nonostante l’inasprirsi del conflitto.

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