«Papà che cos'è la mediazione?»
«Mediazione è che se mamma vuole andare al mare e papà in montagna, si va al mare, ma papà può portare gli sci»
Tempo d'estate, tempo di vacanze, ma anche tempo di maggiori conflitti per le coppie. Perché?
I motivi sono molteplici, ma si raggruppano intorno ad alcune aree tematiche, alcune zone minate dalle quali durante le vacanze la coppia non riesce a tenersi lontano.
Il primo motivo è il più banale: si passa più tempo insieme. Più tempo insieme vuol dire anche avere - oltre a più tempo per volersi bene - più motivi per non essere d'accordo. Ricordiamo che la coppia è un sistema formato da due elementi differenti. Avere la stessa idea su tutto è impossibile. Da qui la fatica di dover continuamente elaborare soluzioni a questioni che durante la vita feriale nemmeno si presentano, ordinate e scandite dai ritmi lavorativi e famigliari. Dove passare il prossimo giorno di ferie, uno che vorrebbe riposarsi e l'altro attivarsi, un imprevisto nel programma... sono tutti elementi potenzialmente rischiosi.
Il secondo motivo è un po' più profondo e riguarda i sistemi di aspettative. È lecito aspettarsi che la vacanza sia un momento di relax. Ma da qui ad aspettarsi che sia la soluzione a problemi sedimentati nella coppia, a questioni irrisolte, che si viva d'amore e d'accordo per tutto il tempo della vacanza... ne passa. C'è un mito che aleggia intorno alla coppia: che, poiché ci si ama, tutto dovrebbe andare sempre per il meglio semplicemente comportandosi spontaneamente. E quando qualcosa non va, appaiono fantasmi di separazione, di disperazione. Si è disponibili ad accettare difficoltà in qualsiasi campo della vita, ma nella coppia queste difficoltà diventano una ferita insanabile. E la delusione per le aspettative irrealizzate aumentano il rancore reciproco. «È tutta colpa tua!».
Altri motivi possono riguardare la stanchezza con la quale si arriva alle vacanze, accumulata in mesi di lavoro e gestione dei figli. Ma anche la stanchezza che a volte si accumula durante la vacanza stessa, volendo fare di tutto e dimenticando che la vacanza dovrebbe essere distensiva. Oppure le temperature elevate - e questo è stato un anno eccezionale - che come si sa diminuiscono la pazienza.
Ancora un altro motivo potrebbe essere il rapporto con le famiglie di origine, quando si sceglie di fare le vacanze insieme e si fatica a negoziare gli spazi comuni o emeregono differenze educative tra genitori e nonni nella gestione dei figli.
E allora che fare?
La prima cosa da fare è abbassare le aspettative idealistiche, cioé accettare che ci possano essere degli alti e bassi, senza spaventarsi. L'autoironia può essere un'ottima alleata, saper sorridere dei propri difetti può essere un modo nuovo per affrontare la vita di coppia, che può essere trasferita anche nei mesi lavorativi.
Occorre poi curare in particolar modo la comunicazione, ricordando che la comuicazione non è solamente il "dialogo", pur necessario. Il dialogo venga utilizzato ampiamente tutte le volte che si può, manifestando adeguatamente i propri bisogni, i propri desideri, le aspettative e le paure. Ma non di solo dialogo vive la coppia. A volte un abbraccio, una carezza, un sorriso, può rassicurare sulla propria buona intenzione di prendersi cura dell'altro.
Anche quando sembra di non capirsi, due occhi sorridenti e due braccia avvolgenti possono fare miracoli. Che rimanga questa istantanea delle vostre vacanze.
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