Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, testimonia dal Burundi il carisma vivo di accoglienza: giovani e coppie al servizio di orfani e Twa discriminati, in un Paese ferito ma animato dalla fede. Dal 2012, case famiglia, aiuti sanitari e scolastici per 250 Pigmei, con nuovi interventi contro la malnutrizione.
Dal 4 al 7 maggio Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, si è recato in
Burundi per visitare le realtà di accoglienza e i progetti di sostegno portati avanti dai volontari burundesi.
Di ritorno dal Paese africano, Fadda ha raccontato la sua esperienza:
«Ho potuto conoscere i fratelli e le sorelle che vivono il carisma della nostra Comunità. I più giovani condividono la vita con grande generosità in 3 case famiglia aperte all’accoglienza di bambini orfani e fragili.
Le coppie di sposi sono invece impegnate in opere di solidarietà, vicinanza e inclusione, in particolare con il popolo Twa (che noi conosciamo come Pigmei), tra i più poveri, discriminati ed esclusi dalla società.
Ho visto un Paese molto povero, in gran parte rurale, ancora ferito dalla guerra civile fra Hutu e Tutsi.
I burundesi però sono volenterosi, hanno un forte senso religioso e una bella predisposizione al canto e alla gioia.
I Twa non possiedono nulla, eppure
ci hanno accolti con canti e balli perché siamo andati nel loro villaggio.
Nella nostra Comunità membri Hutu e Tutsi vivono e operano insieme, uniti da una chiamata che va oltre le differenze. La preghiera scandisce la giornata e l’armonia si esprime anche nel canto, presente nei momenti importanti della vita comune».

Matteo Fadda (al centro) insieme alla Comunità Papa Giovanni XXIII presente in Burundi (maggio 2026)
Foto di Pierpaolo Flesia

Momento di festa durante la visita di Matteo Fadda alla Comunità Papa Giovanni XXIII in Burundi a maggio 2026
Foto di Pierpaolo Flesia

Momento di festa durante la visita di Matteo Fadda che ha incontrato la Comunità Papa Giovanni XXIII presente in Burundi a maggio 2026
Foto di Pierpaolo Flesia

Matteo Fadda in visita alla Comunità Papa Giovanni XXIII presente in Burundi a maggio 2026. Nella foto è insieme a padre Pascal Niyonahabonye, Enrica Marcantognini e Digne Ntirandekura
Foto di Pierpaolo Flesia

Un momento di festa durante la visita di Matteo Fadda alla Comunità Papa Giovanni XXIII presente in Burundi a maggio 2026
Foto di Pierpaolo Flesia
La presenza in Burundi
La Comunità Papa Giovanni XXIII è
presente in Burundi dal 2012.
Negli anni ha avviato
3 case famiglia aperte all’accoglienza di minori in condizioni di fragilità, sia nella capitale Bujumbura sia a Bukeye, un villaggio segnato da diffuse situazioni di povertà.
I volontari seguono anche un
progetto a sostegno di circa 250 Twa che vivono nel villaggio di Gitaramuka, nel nord del Paese, in capanne di fango e rami. Sono
discriminati dalle altre etnie e dagli abitanti dei villaggi vicini. La mancanza di terra rende difficile anche la semplice sopravvivenza.
La Comunità garantisce loro
sostegno alimentare e li ha aiutati a ottenere la tessera sanitaria, indispensabile per
accedere alle cure. Ha inoltre iscritto 50 bambini a
scuola, affinché possano avere un futuro migliore.
L’obiettivo è aiutarli a
preservare la propria identità e a rivendicare i diritti fondamentali, contrastando discriminazioni e pregiudizi ancora molto diffusi.
Per il futuro, i volontari vorrebbero avviare nel villaggio di Rushubi un percorso di formazione igienico-sanitaria a sostegno di 35 mamme con bambini gravemente malnutriti. Un intervento per prevenire infezioni potenzialmente letali e garantire il diritto alla salute.