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5 Giugno 2020

Maturità 2020. Studenti oggi in piazza a Roma con lo slogan #lascuolasiamonoi

Una delegazione degli studenti di @nomaturita2k20 sarà oggi alle 16 davanti al Miur: «La ministra Azzolina ci vede ma non ci considera»
Foto di vectorfusionart
Manca pochissimo all'esame di maturità, ma questo è un anno diverso da tutti gli altri. Vale la pena fare un esame solo orale, rischioso se in presenza e problematico per molti se "a distanza"? No, secondo oltre 47 mila maturandi aderenti alla pagina Instagram @nomaturita2k20 che vorrebbero fare alla ministra Azzolina una proposta alternativa. Per attirare la sua attenzione hanno raccolto testimonianze, contattato giornalisti, organizzando dirette e dibattiti on line. Ora hanno deciso di scendere in piazza.
Oggi, venerdì 5 giugno, una delegazione di circa 200 studenti italiani "maturandi" manifesterà a Roma di fronte alla sede del Miur e nelle zone circostanti. L’8 giugno sarà la volta di piazza Duomo a Milano. 
«Le manifestazioni sono state organizzate dalla pagina Instagram @nomaturita2k20 in collaborazione con il gruppo Telegram dei maturandi e decine di rappresentanti di istituto e di consulta romani e milanesi» fanno sapere i promotori in un comunicato diffuso ieri.

Le ragioni della manifestazione degli studenti in 10 punti

La manifestazione nella capitale, precisano i promotori, «sarà statica» e «saranno mantenute le distanze e l'uso della mascherina».
Nello stesso comunicato sintetizzano le loro ragioni in dieci punti: 

«1.         Gli studenti non sono stati ascoltati. La Ministra ci vede ma non ci considera
2.         Nonostante il tentativo, il diritto all’istruzione non è stato garantito
3.         Il 33,8% delle famiglie italiane non ha pc o tablet (ISTAT 6/04/2020)
4.         Non c’è chiarezza sulle modalità d’esame
5.         Troppe responsabilità ricadono su presidi e insegnanti
6.         1a e 2a prova sono state rimpiazzate con un complesso surrogato che non le sostituisce
7.         I privatisti non potranno fare l’esame a giugno
8.         Le misure igienico-sanitarie non sono sufficienti. Dovremo autocertificarci invece di avere tamponi e misurazioni della temperatura
9.         Anche presidi, professori e Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione sono contrari a questo esame
10.       Ritardi e inadempienze da parte di chi dovrebbe tutelarci. Mancano ancora presidenti di commissione»

Chi sono gli "studenti a distanza» di @nomaturità2k20

Se l’esame di maturità vertesse sulla capacità di comunicazione, gli “studenti a distanza” di nomaturità2k20 dovrebbero essere promossi a pieni voti. Creata a metà marzo da alcuni maturandi di un liceo veneto, la pagina Instagram è diventata in poche settimane un punto di riferimento a livello nazionale, tanto da superare ormai i 47 mila follower. Ne manca però uno, a cui gli studenti hanno rivolto vari appelli, senza ricevere risposta: la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
Ministro Lucia Azzolina
Foto di ANSA/CHIGI PALACE PRESS OFFICE/FILIPPO ATTILI

È lei, infatti, che deve prendere la decisione finale su come si svolgerà l’esame di maturità, e gli studenti si lamentano di un fatto: il ministero dell’Istruzione si è confrontato con i presidi, gli insegnanti, i sindacati, ma non ha ancora parlato con gli studenti che dovranno sostenere l’esame. «Quello che cerchiamo è un confronto con la ministra Azzolina – spiegavano nella prima puntata del podcast collegato alla pagina, inaugurato il 5 maggio –. Le abbiamo scritto una email spiegando che il nostro obiettivo non è denigrare il suo operato ma realizzare un confronto sereno e pacifico tra lei e uno di noi studenti. Una videochiamata, una diretta instagram, una telefonata, purché ci sia questo confronto anche con noi visto che rappresentiamo oltre 47 mila studenti».


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da STUDENTI A DISTANZA (@nomaturita2k20) in data:

«Sono uno studente privilegiato»

L’obiettivo della pagina nomaturita2k20 è esplicitato nel nome: evitare che si svolga l’esame di maturità, tenendo conto della situazione in cui si è venuta a trovare la scuola a causa dell’emergenza Covid-19, prevedendo forme alternative di valutazione, così come hanno già scelto di fare paesi come l’Olanda e la Gran Bretagna. A sostegno di questa proposta è anche attiva una petizione on line che ha superato le 57 mila firme
Ma quello che gli studenti ci tengono ad evidenziare sono le motivazioni per cui questo esame non si dovrebbe fare. A chiarire che non si tratta di svogliatezza o ricerca di facili scorciatoie ha contribuito la “lettera di una studente privilegiato”, ripresa da vari siti specializzati come tecnicadellascuola.it.
«Da qualche settimana partecipo alla gestione di una pagina Instagram (nomaturita2k20) e Twitter (studentiad2020) insieme ad alcuni amici – scrive il giovane –. Inizialmente avevamo creato la pagina per contestare quanto era stato deciso sull’esame di maturità, senza sperare di ottenere grandi risultati. Ma poi le cose sono cambiate. Crescevano i nostri contenuti (articoli, news, esperienze) e crescevano le nostre visualizzazioni, fino a diventare migliaia.»
Lo studente precisa che lui non ha avuto particolari problemi con le lezioni on line: andava già bene a scuola, ha un computer e un buon collegamento a internet, ma non è così per tutti i circa 500 mila ragazzi che quest’anno dovrebbero sostenere l’esame di maturità. «Moltissimi hanno iniziato a scriverci raccontandoci le loro esperienze riguardo la didattica a distanza, di fatto senza che lo chiedessimo. Ho letto storie che mi hanno sollevato, colpito, turbato. Ho capito che quello che io e i miei amici stavamo facendo non era più un inutile sfizio; era un dovere: il dovere di dare voce a chi si fida di noi, a chi ci vede come un punto di riferimento, a chi ci ringrazia ogni giorno per il poco che stiamo facendo. È stato a quel punto che ho capito di essere uno studente privilegiato.»
E scorrendo la pagina Instagram si trovano situazioni davvero difficili: ragazzi che a un mese dall’inizio del lockdown non avevano ancora iniziato con regolarità le lezioni on line, relazioni familiari complesse con genitori malati o addirittura deceduti, problemi di connessione dovuti o a mancanza di dispositivi adeguati, un unico computer da dividere tra genitori e figli.

Come sarà l’esame di maturità 2020, l'ordinanza del Miur

Che l’esame di maturità quest’anno non sarà quello classico è ormai risaputo. Il Governo con il decreto legge n. 22 dell’8 aprile 2020 (sul quale ora il Governo ha posto la fiducia) aveva stabilito che, qualora non vi fosse stato il rientro a scuola entro il 18 maggio – cosa che poi si è verificata – il Ministero dell’Istruzione avrebbe adottato misure per «l'eliminazione delle prove scritte e la sostituzione con un unico colloquio, articolandone contenuti, modalità anche telematiche e punteggio per garantire la completezza e la congruità della valutazione, e dettando specifiche previsioni per i candidati esterni».
In un comunicato del 16 maggio  il Miur aveva poi fatto sapere che erano state pubblicate tre Ordinanze relative allo svolgimento degli esami di stato, che per quanto riguarda la maturità avrà le seguenti caratteristiche: 
  • gli esami del secondo ciclo avranno inizio il 17 giugno alle ore 8.30 
  • è previsto il solo colloquio orale
  • tutti avranno la possibilità di sostenere le prove, tenuto conto del periodo dell’emergenza
  • i crediti di accesso e il voto finale si baseranno sul percorso realmente fatto dagli studenti
  • il credito del triennio finale potrà valere fino a 60 punti, anziché 40, come prima dell’emergenza. I crediti del triennio finale di studi saranno ricalibrati secondo le tabelle allegate all’Ordinanza ministeriale. L’anno in corso avrà un peso fino a 22 crediti.
  • al colloquio orale si potranno conseguire fino a 40 punti
  • il voto massimo finale possibile resta 100/100, e si potrà ottenere anche la lode, come ogni anno 
  • la prova orale si svolgerà in presenza (a meno che le condizioni epidemiologiche non lo consentano e con specifiche deroghe per casi particolari)
  • la commissione sarà composta da 6 membri interni e un Presidente esterno
  • il documento, con quanto effettivamente svolto, è stato prodotto dai Consigli di classe entro il 30 maggio: ad esso farà riferimento la commissione per la predisposizione dei materiali che saranno proposti ai candidati alla prova orale.
  • il candidato discuterà, in apertura di colloquio, un elaborato concernente le discipline di indirizzo, trattando un argomento concordato, assegnato entro il 1° giugno
  • prevista, poi, la discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno 
  • il candidato analizzerà, a seguire, un materiale assegnato dalla commissione sempre coerente con il percorso fatto 
  • saranno infine esposte le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e saranno accertate le conoscenze relative a “Cittadinanza e Costituzione” secondo quanto effettivamente svolto dalla classe.

Le ragioni per non fare l’esame di maturità

Il tema della sicurezza è stato sollevato, oltre che dall'Associazione dei Presidi, anche dagli studenti di nomaturita2k20 che si chiedono: «Qualora nel corso dell’esame risultasse un positivo tra gli insegnanti della commissione, dovrebbero essere messi in quarantena non solo tutto il personale della scuola ma anche tutti gli studenti che hanno sostenuto i colloqui fino a quel momento, e l’esame sarebbe bloccato».
Ma le argomentazioni che li spingono a chiedere alla ministra di non far svolgere l’esame sono più ampie: «Nel caso di esame in presenza si dovrebbero fare costosi investimenti per le necessarie misure di sicurezza da adottare, che invece potrebbero essere utilizzati per adeguare le scuole in vista della ripresa a settembre – ci spiega uno dei promotori della pagina nomaturita2k20 –. Se invece si opta per l’esame on line, bisogna tenere conto delle difficoltà di collegamento e dei problemi psicologici che molti studenti stanno vivendo a casa delle situazioni familiari legati alla pandemia. Ma c’è anche una forte disparità di situazioni legata al fatto che in alcune scuole la didattica ha funzionato bene fin dalle prime settimane, in altre si è partiti solo ad aprile, in altre ci sono tuttora notevoli difficoltà.»

La proposta alternativa all’esame di maturità

Perché allora, si chiedono gli studenti, continuare ad insistere sull’esame anziché completare l’apprendimento, recuperando eventuali carenze, affinché gli studenti che desiderano continuare gli studi siano più pronti per affrontare gli esami di ammissione all’università? 
Certo resterebbe il problema della valutazione finale, e su questo formulano la loro proposta: «Valutazione in base alla media degli ultimi tre anni moltiplicata per 10, più un bonus da 0 a 10 punti assegnato dal consiglio docenti in base all’impegno dimostrato dallo studente considerando anche il percorso svolto nell’alternanza scuola lavoro.»
Proposta che i promotori di nomaturita2k20 avrebbero voluto discutere con la ministra Azzolina, che però non ha mai risposto alle loro richieste.