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23 Novembre 2021
Ultima modifica: 23 Novembre 2021 ore 11:10

Una dentiera per Simon

Raccolta fondi per restituire la dignità anche "al povero che non ti viene a cercare"
Condividere la vita con persone che ti rifiutano ti mette alla prova. Ma ti fa crescere perché non spetta a te giudicarle. Tu devi solo curare con tenerezza i cuori induriti dalla solitudine.
Questa storia inizia all’alba, nell’androne di un palazzo alla periferia di Tirana. La polizia trova un uomo senza vita. È solo, circondato da sporcizia e squallore.
«Era Frederik - sospira Marcello -, lo avevo incontrato qualche giorno prima durante le visite in strada. Stava male, ma non è voluto andare in ospedale. Probabilmente era schizofrenico».
Quando va all’obitorio per chiedere del funerale, un medico dal tono indifferente gli dice che non si è presentato nessuno e che ci avrebbe pensato il Comune, non prima di sei mesi però perché “i morti non hanno fretta”.

Il dramma di morire in solitudine

«Ho preso la tutela legale del corpo - racconta Marcello -. Dopo un mese e mezzo Frederik ha avuto il suo funerale. C’eravamo solo io e due volontari di Operazione Colomba. Mi si è stretto il cuore, in Albania anche i delinquenti muoiono con la famiglia. Ho giurato a me stesso che avrei fatto tutto il possibile perché non ci fossero altri Frederik».
Marcello si mette così in ascolto dei bisogni del popolo della strada.
«Con la Capanna di Betlemme garantivamo già un luogo in cui dormire – spiega -, ho aggiunto un servizio docce e di ascolto, distribuendo un pasto al sacco ogni sabato, e un servizio lavanderia per dire chiaramente: io mi voglio occupare di te, tu non sei un animale».
Nel frattempo a Tirana aprono diverse mense per persone in difficoltà, ma solo dal lunedì al venerdì. La domenica è tutto chiuso e loro si sentono ancora più sole.

Trovare la soluzione: aprire le porte di casa e del cuore

«Ho aperto il salone di casa a chiunque volesse. In un mese sono arrivate 80 persone. Molte non avevano solo situazioni di fallimento alle spalle con alcol, droga, divorzi, ma erano affette da problemi di salute mentale più o meno gravi».
Da qui l’idea di avviare un centro di riabilitazione, che si è anche aggiudicato un importante finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
«Come diceva Don Oreste, ci sono poveri che non ti verranno mai a cercare - conclude Marcello -. Ecco perché li vado a cercare io. Non era ciò che sognavo di fare da ragazzo, ma sento che è stato Dio ad affidarmeli e io non posso certo tirarmi indietro».


 

Marcello Requirez
nasce a Palermo nel 1981. Dopo gli studi universitari e un master in psicologia, nel 2009 parte con come volontario in servizio civile in Albania. Terminata l’esperienza, per quattro anni vive la condivisione diretta con Operazione Colomba. Nel 2014 diventa membro di Comunità Papa Giovanni XXIII e si consacra. Attualmente è responsabile delle realtà dedicate ai senza fissa dimora di Tirana.


Il progetto:
Una dentiera per Simon

Simon ha 59 anni e un disturbo bipolare con tratti bordeline. Marcello l’ha incontrato per strada tre anni fa. Quando si avvicinava per dargli il pane, lui andava via. Una sera di novembre si è presentato alla sua porta insieme al fratello venuto dall’America per “sistemarlo” da qualche parte. I primi tempi sono stati difficili. Simon non prendeva le medicine e scappava. Ora invece è abbastanza stabile e ogni tanto sorride anche se si vergogna perché non ha i denti. Marcello chiede il vostro aiuto per l’acquisto di una dentiera dal costo di circa 400 euro. Grazie di cuore per quanto potrete fare!
Per maggiori informazioni e per contribuire: segreteria.condivisione@apg23.org 0541 50622