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31 Gennaio 2022

Quando l'olio minaccia l'ambiente

In cucina non disperdete l'olio: può essere riciclato e diventare così un nuovo prodotto.
Quando l'olio minaccia l'ambiente
Foto di Markus Winkler

È molto importante conservare e raccogliere in maniera idonea l’olio esausto, perché se disperso nell’ambiente gli effetti inquinanti possono essere davvero pericolosi. Quando parliamo di olio esausto generalmente intendiamo l’olio usato in cucina (magari quello di frittura) ma l’olio usato è anche quello di origine industriale (gli oli che vengono usati per lubrificare motori o macchinari).

In ogni caso, tramite il suo utilizzo, l’olio subisce delle trasformazioni chimico-fisiche che lo rendono non più idoneo a essere riutilizzato e pertanto va gettato e sostituito con dell’olio nuovo.

Olio esausto: cosa non si deve mai fare

  1. Versarlo nel terreno. Se l’olio da cucina viene gettato direttamente nel terreno può andare ad inquinare e contaminare le falde acquifere sottostanti. Un rischio sia per le falde che forniscono acqua potabile sia per quelle che vengono utilizzate per l’irrigazione delle colture. 
  2. Versarlo nelle condutture di casa. In molti casi, poi, l’olio esausto viene versato nelle condutture di casa, nel lavandino oppure nel gabinetto. Questo comportamento è molto rischioso, perché l’olio esausto, a contatto con l’acqua, galleggia formando una pellicola impermeabile che determina la morte, per mancanza di ossigeno, di tutto ciò che vive al di sotto di essa.
  3. Bruciarlo. L’olio esausto non deve nemmeno essere bruciato, perché può immettere nell’atmosfera sostanze inquinanti in grado di determinare intossicazioni e malattie.

La raccolta differenziata per l'olio da cucina 

Per tutti questi motivi, è essenziale raccogliere l’olio in un contenitore (alcuni comuni mettono a disposizione un contenitore apposito) e portarlo presso gli appositi bidoni della raccolta differenziata o direttamente alle isole ecologiche.
In alcuni territori, l’olio esausto può essere portato presso i supermercati (nel caso di olio alimentare) o i benzinai (nel caso di olio minerale o sintetici) che offrono un servizio di raccolta e smaltimento. Naturalmente, si tratta di un servizio gratuito. 
L’obiettivo della raccolta differenziata è sì quello di evitare che l’olio esausto inquini l’ambiente, mettendo a rischio anche la salute delle persone, ma anche perché da esso si possono rigenerare nuovi prodotti. 
L’olio esausto, infatti, viene trattato e ripulito da tutte le sostanze inquinanti in modo da essere nuovamente immesso nel mercato sotto altre forme di prodotti, ad esempio come:
  • lubrificante vegetale per macchinari;
  • biodiesel;
  • sotto forma di tensioattivi nei detergenti;
  • può anche essere trasformato in combustibile per il recupero energetico. 
Inoltre, gli oli usati alimentari possono essere riutilizzati anche per la produzione di prodotti per l’igiene della casa. In rete ci sono diverse idee in proposito, in particolare, su come riutilizzare l’olio esausto per preparare in casa un sapone fai da te per il bucato.