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1 Maggio 2021

Perché in maggio preghiamo la Madonna

Chi ha inventato il Rosario e perché viene recitato soprattutto in maggio
Dalla "ghirlanda di fiori" del medioevo alle intuizioni di San Filippo Neri. Fino a Paolo VI che al mese mariano ha dedicato un'enciclica
I mesi di maggio e giugno nella tradizione devozionale cattolica sono dedicati in maniera particolare alla Madonna ed al Sacro Cuore di Gesù. La devozione popolare, così spesso criticata come superstiziosa ed infantile, dovrebbe essere invece meglio conosciuta e stimata. Prima di tutto perché, come ama ricordare Papa Francesco, il popolo di Dio ha una sensibilità particolare, un fiuto, per la vera fede.
Dice il Concilio in LG 12 che vescovo e popolo fanno un cammino insieme, in cui «la totalità dei fedeli che hanno l’unzione ricevuta dal Santo Spirito (cfr 1 Gv 2,20-27) non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua particolare proprietà mediante il soprannaturale senso della fede di tutto il popolo».
Quando ci allontaniamo da questa sensibilità del popolo di Dio, per accusarla di superstizione se cerca di dare concretezza alla fede nei tempi, nei luoghi e nelle immagini, dovremmo seriamente chiederci se non rischiamo invece di cadere nell’errore opposto: di pensare una fede astratta, lontana, disincarnata. Allo stesso modo è facile, per gli stessi motivi, accusare di infantilismo la fede del popolo, ma non è stato proprio Gesù a dire che una fede che non conservi i tratti della semplicità, dell’abbandono fiducioso e della concretezza spontanea dei bambini, non fa entrare nel regno dei cieli?

Chi ha inventato il Rosario?

Vale perciò la pena di riflettere sul valore spirituale della caratterizzazione mariana del mese di maggio, in particolare riscoprendo la bellezza semplice della preghiera del rosario. Una preghiera in cui, come dice Papa Francesco, «contempliamo il volto di Cristo con il cuore di Maria».  
Il rosario nasce probabilmente nel medioevo: siccome alla amata si offrivano ghirlande di rose, alla Madonna si cominciano a regalare ghirlande di Ave Maria.
Mentre il mese di maggio come mese mariano nasce nel 1500 ed è legato a quel gran genio della devozione popolare che fu San Filippo Neri, l’inventore dell’oratorio.
San Filippo insegnava ai suoi giovani in questo mese a circondare di fiori l’immagine della Madre, a cantare le sue lodi, ad offrire piccoli atti di mortificazione in suo onore. Mentre il mondo “cantava maggio” come mese dell’amore, invece di criticare queste feste popolari, i giovani dell’oratorio cantavano alla Regina dell’amore, Maria Santissima.
Alla Natura, regina pagana della primavera, si contrapponeva gioiosamente la regina del cielo. E come tutte le cose belle dell’anima e della fede in pochissimo tempo la devozione al mese di Maria si diffuse in tutta Italia e poi nel mondo. Tanto che ben presto un gesuita, Annibale Dionisi, nel 1725 scrisse un libro sul mese mariano invitando a vivere la devozione nei luoghi quotidiani, nell’ordinario, non necessariamente in chiesa: per santificare tutti i luoghi e tutta la vita.

L'enciclica di Paolo VI sul mese di maggio 

Fu San Paolo VI a dedicare a Maggio addirittura una Enciclica nel 1965 dicendo che «in questo mese, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia».
In questa stessa enciclica, ricordando il principio fondamentale di san Luigi Maria Grignion de Montfort: “a Gesù per Maria”, mostra quanto sia saggio vivere il mese di maggio come la preparazione spirituale migliore al mese del Sacro Cuore di Gesù, «giacché Maria è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso».
La festa del Sacro Cuore di Gesù, che essendo legata alla Pasqua può variare ogni anno tra il 29 maggio e il 2 luglio, è quasi sempre con ogni evidenza la festa più importante che cade in giugno e dà così il tono spirituale a tutto il mese.
Il Vangelo parla del cuore di Gesù due volte: quando nell’ultima cena Giovanni si china sul petto di Gesù per chiedergli in un cuore e cuore chi sarà a tradire il maestro, e quando sul Calvario il soldato trafigge quello stesso cuore, che si apre per spargere fino all’ultima goccia il suo sangue redentore sul mondo che lo ha tradito.
Il tema del cuore di Gesù, la contemplazione del suo cuore trafitto, è quindi l’annuncio che il suo amore per noi non è fermato da nessun tradimento, da nessun peccato, da nessun nostro abbandono. La devozione al cuore di Gesù dice al mondo che «nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 8,39).

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L'articolo è tratto da Pane Quotidiano maggio giugno 2021

Alla preghiera con il Rosario è dedicato il libro di don Oreste Benzi "Il sì di Maria"