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22 Luglio 2020

Perché la gente si confessa poco?

Il perdono è un elemento di pace formidabile, eppure il sacramento della riconciliazione è sempre meno frequentato.
Foto di Peter Van Briel
Sapete perché la gente si confessa poco? Prima di tutto perché è pigra: rimanda sempre e, rimandando, tu alla fine non ti confessi più. Ma c’è anche un altro motivo: la confessione che facciamo noi è tanto affrettata e manca la parte di cura del perché si è giunti a peccare, per attestare se il soggetto è veramente pentito oppure no.
Nei primi tempi della Chiesa alcuni peccati, ad esempio l’omicidio o l’infanticidio, erano peccati gravissimi e chi aveva peccato doveva dirlo a tutta la comunità, poi la comunità intera dava la penitenza al soggetto.
Quando l’imperatore romano Teodosio ha distrutto Tessalonica e ha ammazzato settemila persone, Ambrogio di Milano si è sollevato contro di lui e quando ha visto che Teodosio voleva entrare in chiesa, gli ha detto: «Va fuori dalla chiesa, confessa il tuo peccato!». Mentre tutto il popolo entrava in chiesa alla messa, Teodosio rimaneva lì fuori, finché il papa gli ha detto che la penitenza era finita, perché era veramente pentito.
La nostra confessione, il nostro pentimento delle volte è un po’ “danzereccio”. Invece la gioia della vita è la serietà della vita!
 
Il perdono è opera della pazienza di Dio; praticamente Dio prende la persona così com’è per farla diventare come deve essere. Questo è il segreto del perdono cristiano: «Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva».
Il perdono rappresenta davvero un elemento di pace formidabile.
Tant’è vero che a Pietro che chiede a Gesù: «Quante volte devo perdonare, sette volte?», cioè un numero esagerato di volte, il Signore risponde: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette», cioè sempre.
 
La misura del perdono non esiste, è senza misura e il perdono è necessario per essere noi stessi perdonati. Gesù l’ha voluto mettere in evidenza proprio nella preghiera per eccellenza, la preghiera fondamentale del Padre nostro, in cui diciamo: Signore, perdona i miei peccati, le mie colpe, come io perdono coloro che hanno fatto soffrire me.
«Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori». E quando manca il perdono la preghiera non è possibile che venga esaudita perché, se venisse esaudita, il Signore in un certo senso ratificherebbe il tuo odio e questo Dio non può farlo.
Certo, la tua preghiera il Signore l’accoglie sempre, ma lui non ti può perdonare perché, se ti perdonasse mentre tu scegli di continuare a fare il peccato, lui ratificherebbe ciò che continui a fare.
Per questo Gesù nella preghiera che ci ha lasciato ha messo quella frase così bella ed esigente: perdona i nostri debiti come noi li perdoniamo ai nostri debitori.
Il perdono agli altri è la misura del perdono che chiedo a te, o mio Dio.
Davvero il cristianesimo è robusto, è forte!