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3 Marzo 2020

Santa Katharine Drexel: una suora contro il razzismo

La donna miliardaria che spese tutta la sua vita per le popolazioni indigene e dei neri d'America. La sua memoria è il 3 marzo.
«Non sono nulla, non posso nulla, ma posso tutto in colui che mi dà forza»
Figlia di un banchiere e uomo di affari molto ricco, Katharine nacque il 26 novembre 1858 a Philadelphia, in Pennsylvania. Sua madre morì poche settimane dopo che lei era nata. Il padre si risposò e proprio grazie alla matrigna, Katharine sviluppò una profonda attenzione per i poveri e gli emarginati, nella consapevolezza che la ricchezza era data loro in prestito e doveva perciò essere condivisa con gli altri. Nel 1991 emise i voti e fondò le suore del Santissimo Sacramento, dedite alla evangelizzazione e all’emancipazione sociale delle popolazioni indigene e dei neri d’America.
In 60 anni Khatarine fondò 145 missioni cattoliche, 12 scuole per indiani e 50 per afroamericani, distribuendo circa 20 milioni di dollari della sua eredità. Fondò a Nex Orleans la Xavier University, la prima e unica istituzione di studi superiori degli Stati Uniti destinata agli afro-americani.
Verso gli 80 anni, il crollo fisico la costrinse prima al riposo e poi all’immobilità, fino alla morte, nel 1955, a 97 anni. La si festeggia il 3 marzo.

Il suo incontro con Papa Leone XIII

Giovane e ricca ragazza, Katharine studia e viaggia; vede la miseria dei più emarginati della società americana: gli indiani distrutti dall’alcol e privati della terra, e i neri, appena liberati dalla schiavitù ma esclusi dai più elementari diritti umani e costituzionali. Offre tutto l’aiuto che può col denaro, ma sente che non è sufficiente.
Si reca a Roma e viene ricevuta in udienza da papa Leone XIII al quale chiede di mandare missionari per questi poveri. Con grande sorpresa, si sente dire dal Papa: «Figliola, perché non diventi tu stessa missionaria?».
Ecco la svolta: non più solo i suoi beni a favore dei poveri, ma tutta la sua vita per loro. Katharine diventa religiosa e fondatrice e non ha paura di sporcarsi le mani nel prendere pubblicamente posizione in ogni caso di evidente discriminazione e nel prendere le difese delle classi più umili, anche a costo di alienarsi le persone benestanti e benpensanti.

Grazie a lei la Corte Suprema abolisce la segregazione razziale nelle scuole

Con la sua presenza profetica, e quindi scomoda, la coraggiosa donna miliardaria si pone continuamente in lotta contro coloro che si oppongono all’educazione dei “figli degli schiavi” e dei “figli dei selvaggi”, opposizione che si traduce in azioni legali per renderle impossibile la vendita di proprietà, in una propaganda di stampa contro i suoi sforzi, in minacce e atti di violenza contro le sue proprietà e la sua vita. È anche grazie a lei se nel 1954, un anno prima della sua morte, la Corte suprema degli Stati Uniti abolisce la segregazione razziale nelle scuole.
È nell’Eucaristia che Katharine trova la sorgente del suo amore per i poveri e gli oppressi e l’ansia di combattere gli effetti del razzismo: «Nell’Eucaristia Cristo dà tutto se stesso, per essere cibo per tutti, senza distinzione di razza o di colore» .
I suoi 97 anni di vita furono spesi tutti a favore del Regno di Dio e della sua giustizia. Impariamo da lei a metterci in ascolto del grido dei poveri e a sognare la Chiesa come una grande famiglia, libera da tutti i pregiudizi razziali e sociali, radunata attorno all’Eucaristia e in cammino per le strade del mondo.