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4 Marzo 2021

Smettere di fumare fa bene

Come liberarsi dalla nicotina
Foto di Martin Büdenbender
Le giuste motivazioni per togliere un'abitudine costosa e dannosa per la salute
Smettere di fumare è possibile, ma non semplice; e smettere di fumare fa bene ma, senza supporti specifici anche farmacologici, si soffre.
La dipendenza da nicotina è infatti definita come malattia cronica recidivante, cioè fa parte del novero delle patologie che si sviluppano e si aggravano nel tempo e che sono soggette al fenomeno delle ricadute, quando si tentano percorsi di cambiamento.

Gli effetti della nicotina

Il tempo che passa tra l’inizio del fumo e la comparsa di problemi di salute è lungo e rappresenta il presupposto perché l’azione della nicotina su recettori specifici presenti sulle cellule nervose produca le modificazioni funzionali e strutturali che sono alla base della dipendenza e che determinano il bisogno di fumare.
La nicotina è una molecola potente e, come il cavallo di Troia, si presenta inizialmente dando il meglio di sé; a seconda dei momenti rilassa, facilita la concentrazione, evoca senso di benessere proprio quando ci sentiamo scarichi, ma nello stesso tempo disturba il normale funzionamento di alcuni sistemi neuronali riuscendo a dettare le sue regole: in modo progressivo il fumatore percepisce di non poterne fare a meno. Inoltre la velocità con la quale la nicotina raggiunge i siti di azione a livello cerebrale, attraverso il fumo inalato e l’assorbimento polmonare, rappresenta un meccanismo formidabile per consolidare sempre più l’impronta della sostanza sul cervello, che è un organo plastico, malleabile e modificabile dall’esperienza soprattutto se ripetuta.

Guarire la dipendenza da fumo

Medici di base e servizi specialistici come gli ambulatori per il tabagismo, gruppi di auto-aiuto e associazioni private, definiscono l’articolazione degli strumenti di cura a cui è possibile rivolgersi per iniziare a pensare ad un cambiamento e per essere sostenuti quando si decide di smettere di fumare. Importante per mantenere la scelta nel tempo, disinnescando i meccanismi che inducono la ricaduta o per gestire e superare la ricaduta stessa.

Perché il fumo fa male

Foto di Jasmin_Sessler
 
Il fumo di sigaretta è causa di
numerosi tumori e patologie a carico del sistema respiratorio, cardiocircolatorio, digerente e genito-urinario.
L’epidemia in corso da Covid-19 rappresenta un problema in più per le persone dedite al fumo di sigaretta.
Da alcuni studi condotti in Cina, si rileva un aumento del rischio di sviluppare una polmonite grave nel fumatore tre volte superiore rispetto ai non fumatori: inoltre il percorso di cura e guarigione risulta essere gravato da complicazioni e comunque essere più complesso in relazione alla minore prestanza funzionale dei polmoni per la ridotta elasticità.
Le sostanze nocive del fumo sono essenzialmente: la nicotina, contenuta nelle foglie della pianta del tabacco, il monossido di carbonio, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), provenienti dalla combustione sia della carta sia del tabacco, sostanze ossidanti e irritanti.
Il Centro nazionale dipendenze dell’Istituto Superiore di Sanità ha prodotto un documento accessibile al pubblico, la brochure “senza fumo negli occhi”, che aiuta a fare una autovalutazione rispetto sia al livello di gravità della dipendenza da nicotina sia alla motivazione a smettere di fumare.
Nel documento sono contenuti alcuni utili consigli come ad esempio: scalare gradualmente il numero di sigarette, fissare una data ravvicinata per smettere di fumare, non frequentare persone che fumano, comunicare alle persone amiche che si è smesso di fumare per averne sostegno.