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29 Marzo 2021

450 realtà mondiali contro l'accordo economico

È pubblico l'appello della campagna #StopEuMercosur
Foto di @SalvemosRioNegro
Gli scambi commerciali fra America Latina ed Europa ne sarebbero facilitati, ma l'accordo MERCOSUR-UE non disporrebbe di misure sufficienti per garantire il rispetto dell'ambiente e dei diritti umani e per tutelare le fasce più fragili delle popolazioni.
Si chiama #StopEuMercosur; è la coalizione globale di 450 organizzazioni di tutto il mondo che il 15 Marzo 2021 si è formalizzata con la pubblicazione di un appello internazionale.

Le realtà firmatarie chiedono ai leader politici di porre fine al MERCOSUR-EU: l'accordo prevede l’esportazione dagli stati del Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay di prodotti da allevamento e coltivazioni in cambio di automobili, macchinari industriali, prodotti farmaceutici e altro dall'Unione Europea. Scambi accompagnati da una graduale esenzione delle tasse che fino ad oggi si dovevano per l’importazione.

Immagine del mondo con la scritta #StopEuMercosur
#StopEuMercosur: l'hastag ed il logo della campagna contro l'accordo economico fra America del Sud ed Europa
Foto di Campagna #StopEuMercosur


Gli enti firmatari della #StopEuMercosur contestano il fatto che l'accordo così strutturato andrebbe a vantaggio dei grandi interessi privati, minando quelli di molti agricoltori e consumatori. Inoltre offenderebbe l’ambiente, in contraddizione con gli obiettivi del Green Deal e della Agenda Globale sul Clima. Per questo sottoscrivono la richiesta di una cooperazione economica anche maggiore di dimensioni, ma che avvenga nel rispetto dei diritti umani, della salute e dell’ambiente.

Carne a basso costo dal Sud America

Fra i firmatari, la Comunità Papa Giovanni XXII ha aderito alla campagna contro l'accordo come Organizzazione Internazionale, presente in circa 40 Stati dei cinque continenti.  I suoi missionari si fanno portavoce dei poveri del mondo, rispetto al peso delle scelte delle grandi Istituzioni Internazionali sulla quotidianità della gente. Di seguito i numeri di un'emergenza.

Il mercato visto dall'America Latina

In Brasile il prezzo della carne è lievitato, in conseguenza alle enormi esportazioni verso la Cina (il 44% del totale di carne esportata e pagata al miglior prezzo) e per la scarsa presenza di prodotto nel mercato interno, il prezzo è aumento fino al 30%, con la povera gente che non riesce a comprarla.

L'Amazzonia brucia sempre più a causa di incendi dolosi usati per strappare le terre alla foresta e a piccoli agricoltori e indigeni, allontanandoli, per trasformarle in pascoli e terreni da coltivare da parte dei grandi proprietari terrieri. Di fronte a una loro resistenza non violenta e pacifica diversi dei leader sono stati uccisi.

Il mercato visto dall'Unione Europea

In Europa le Associazioni di categoria dei produttori di Carne e i medi-piccoli produttori sono preoccupati. In un momento di già estrema difficoltà, l’ingresso di carne a basso prezzo del Sud-America porterebbe un ulteriore ribasso dei prezzi e generare la chiusura di diversi allevatori.

Va ricordato che il Brasile è il paese, insieme agli USA, che utilizza il maggior numero di pesticidi al mondo. Nel 2018 erano permessi 530 pesticidi, di cui 150 vietati in Eu, ma solo nel 2019 ne sono stati permessi altri 474 nuovi. La soia importata dal Brasile e l’Argentina per l’alimentazione umana e animale in Eu è al 97% di origine geneticamente modificata.

Lo stesso Parlamento Europeo nella Risoluzione dell’11 Novembre 2020 chiede alla Commissione Europea di “ritirare il progetto di decisione di esecuzione” dell’importazione della soia perché non riesce a “garantire un elevato livello di tutela della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente”.