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27 Gennaio 2026

UE-Mercosur: firma storica, ma la Corte di Lussemburgo gela l'euforia

UE-Mercosur: firma storica, ma la Corte di Lussemburgo gela l'euforia
Che cos'è il Mercosur, perché l'accordo con l'Unione europea è storico e quali saranno i prossimi sviluppi
Negli ultimi giorni è tornato al centro del dibattito politico ed economico un accordo di portata storica: quello tra l’Unione europea e il Mercosur, il blocco sudamericano nato negli anni Novanta per promuovere l’integrazione commerciale tra Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Dopo oltre venticinque anni di negoziati, le parti hanno formalmente sottoscritto la cosiddetta Partnership Agreement e il relativo accordo commerciale, destinati a creare una delle più vaste aree di libero scambio al mondo, con implicazioni che vanno ben oltre l’ambito economico.

Cos’è il Mercosur e come si è arrivati a un’intesa

Il Mercosur (Mercado Común del Sur) nasce nel 1991 come un’organizzazione volta a favorire la cooperazione economica e il libero scambio tra i suoi membri fondatori. Nel tempo il blocco ha instaurato un mercato interno con riduzione progressiva dei dazi e ha svolto un ruolo crescente negli scambi con altri partner internazionali.
Le trattative con l’Unione europea sono iniziate formalmente alla fine degli anni Novanta, ma si sono trascinate a lungo a causa di divergenze su dazi, norme sanitarie e ambientali. Una svolta decisiva si è avuta nel dicembre 2024 con un accordo politico di massima, culminato il 17 gennaio 2026 con la firma ufficiale del trattato in Paraguay da parte della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Cosa prevede l’accordo tra UE e Mercosur

Il cuore dell’intesa è la creazione di una zona di libero scambio che coinvolge oltre 700 milioni di persone e un quinto del PIL mondiale. L’obiettivo è l'eliminazione dei dazi doganali su oltre il 90% delle merci. Per l’UE ciò significa un accesso senza precedenti ai mercati sudamericani per prodotti industriali (auto, macchinari, farmaci), mentre per il Mercosur si aprono enormi spazi per l’agroindustria (carne, pollame, zucchero). L’intesa include anche il riconoscimento di centinaia di indicazioni geografiche europee e standard comuni per la protezione degli investimenti.
Nonostante i benefici economici, l'accordo resta fonte di forti tensioni. Il settore agricolo europeo – con la Francia in prima fila, seguita da Polonia e Irlanda – teme la concorrenza di prodotti sudamericani ottenuti con standard ambientali e sanitari meno rigorosi di quelli UE.
Tuttavia, il contesto globale è cambiato: oggi l'Europa vede nel Mercosur una necessità strategica. In un mondo segnato dalle pressioni commerciali della Cina e dalle politiche protezionistiche di Donald Trump negli Stati Uniti, l’UE ha bisogno di diversificare i propri sbocchi commerciali per evitare di diventare un "vassallo" economico delle superpotenze.

Gli ultimi sviluppi: il "colpo di scena" parlamentare e il ruolo dell'Italia

Di recente, l'iter di ratifica ha subito un brusco rallentamento. Il 21 gennaio 2026, il Parlamento Europeo ha approvato (con una maggioranza risicata di soli 10 voti: 334 favorevoli contro 324) una risoluzione per sottoporre il testo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Questa mossa, spinta dalle opposizioni agricole e da partiti di diverse aree politiche, mira a verificare la compatibilità del trattato con le norme europee.
Un dato politico rilevante riguarda l'Italia: dopo mesi di opposizione, il governo Meloni ha cambiato posizione a gennaio 2026, fornendo il supporto decisivo per raggiungere la maggioranza qualificata necessaria in sede UE. Tuttavia, la delegazione italiana a Bruxelles si è mostrata divisa nel voto del 21 gennaio, con Fratelli d’Italia, PD e Forza Italia a favore del trattato, e Lega e AVS contrari.

Quali sono i prossimi passi

La decisione di interpellare la Corte di Giustizia ha l'effetto immediato di congelare l'iter di ratifica, trasformando quello che sembrava un traguardo imminente in una nuova fase di attesa. Secondo le stime degli esperti, i giudici di Lussemburgo impiegheranno un periodo compreso tra i sei e i diciotto mesi per analizzare la conformità del testo ai trattati europei. Nel caso in cui la Corte dovesse dare il via libera, l'entrata in vigore effettiva dell'accordo slitterebbe comunque verso il 2028, permettendo nel frattempo l'assestamento delle norme tecniche. Al contrario, una bocciatura costringerebbe la Commissione Europea a un complesso ritorno al tavolo delle trattative con i partner sudamericani per emendare i punti critici, allungando i tempi a data da destinarsi.
L’accordo tra Unione europea e Mercosur si conferma dunque come uno dei tentativi più ambiziosi, ma anche più tormentati, di ridisegnare le geografie del commercio globale nel XXI secolo. Se da un lato il settore manifatturiero e i governi premono per un’apertura che appare oggi strategicamente vitale per non restare schiacciati tra Pechino e Washington, dall'altro le proteste degli agricoltori che ancora risuonano a Strasburgo testimoniano una spaccatura profonda. In questo delicato equilibrio tra necessità geopolitiche e tutele sociali, il futuro della più grande area di libero scambio al mondo non si gioca più solo nelle cancellerie, ma resta sospeso nel verdetto atteso dai giudici del Lussemburgo.