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6 Giugno 2026
Ultima modifica: 6 Giugno 2026 ore 09:28

Ucraina: come abitare il conflitto?

A Bologna un incontro per leggere la guerra oltre l'emergenza
Ucraina: come abitare il conflitto?
Foto di Stop The War Now
A Bologna l'incontro "Ucraina: abitare il conflitto" propone uno sguardo oltre la cronaca militare, per leggere la guerra come esperienza umana, sociale e politica. L'appuntamento, inserito nel percorso "Zone d'ombra - Conflitti ignorati", vedrà gli interventi di Alberto Capannini, volontario di Operazione Colomba.
Non solo cronaca del fronte, non solo aggiornamenti militari: il conflitto in Ucraina viene affrontato anche come esperienza umana, sociale e politica da comprendere nella sua durata. È questo il senso dell’incontro “Ucraina: abitare il conflitto”, in programma giovedì 11 giugno alle 21 nella sala “Tre Tende” dell’Oratorio Sant’Antonio di Savena, in via Massarenti 59, a Bologna.
Per chi non può partecipare all'incontro, può seguirlo in diretta a questo link. 
L’appuntamento rientra nel percorso “Zone d’ombra – Conflitti ignorati”, una cornice che richiama l’attenzione su guerre e crisi spesso ridotte a notizia di sfondo, quando invece continuano a produrre conseguenze profonde e durature. Il titolo scelto per la serata suggerisce una prospettiva precisa: non limitarsi a raccontare il conflitto, ma interrogarsi su come lo si attraversa, lo si vive e lo si affronta nelle aree colpite.
A introdurre la serata sarà Caterina Brina, responsabile della zona Emilia della Comunità Papa Giovanni XXIII. Interverrà poi Alberto Capannini, volontario di Operazione Colomba, il corpo nonviolento di pace dell’associazione fondata da don Oreste Benzi. La scelta dei relatori orienta l’incontro verso una lettura fondata sull’esperienza diretta della pace concreta, della presenza civile e della prossimità alle vittime dei conflitti.
Operazione Colomba nasce nel 1992 dal desiderio di alcuni volontari e obiettori di coscienza della Comunità Papa Giovanni XXIII di vivere concretamente la nonviolenza in zone di guerra. Ha operato inizialmente in ex-Jugoslavia, in questo momento è presente in Siria, Palestina, Cile, Colombia, Grecia e Ucraina.
La serata è promossa da una rete di realtà associative e gode del patrocinio del Comune di Bologna e dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.
 
I volontari di Operazione Colomba sono presenti in Ucraina fin dall’inizio del conflitto e raccontano le loro esperienze sul sito operazionecolomba.it e attraverso un podcast.
Ecco la testimonianza di C., presa dal sito:
«Alcune domeniche fa li guardavo e pensavo che un missile o un drone avrebbe potuto cadere sulla nostra testa in un secondo. E mentre li osservavo ballare, cantare e pregare, ho pensato: quanto sono belli. Sono proprio belli. Pieni di vita dentro la guerra. Pieni di luce dove c’è morte ovunque. Quando senti la gratitudine e l’affetto di queste persone, capisci che il vero atto sovversivo non è la guerra. Sono i rapporti umani, la cura silenziosa, la vita condivisa. Tutte le domande trovano risposta: sei qui per quell’umanità che resiste, “come una fenice che rinasce dalle ceneri” (S. – Kherson).
Sì, la guerra non si dovrebbe fare mai. Né di giorno, né di notte; né per mare, né per terra. Eppure i potenti del mondo la fanno.Ma le persone, gli “ultimi”, ti insegnano che la rivoluzione è vivere. Continuare a sorridere. Continuare a creare bellezza. Continuare a esserci, nonostante tutto».
Ucraina conflitti dimenticati

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