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25 Dicembre 2021
Ultima modifica: 25 Dicembre 2021 ore 10:14

Un Natale di pace, di amore, di giustizia

Lo sguardo su questo mistero ci porta a chinarci sulle ferite e sofferenze dell'umanità, per non lasciare soffrire nessuno da solo.
Foto di Leon Oblak
Amare per primi, gratuitamente. Ma «mentre mettiamo la spalla sotto la croce del fratello, diciamo a chi fabbrica le croci di smettere di fabbricarle».
Siamo coloro che hanno creduto all’Amore.
Maria, Giuseppe, i pastori, i magi, l’universo intero si ferma ad adorare quel bambino nella mangiatoia, nato nella povertà di una stalla, perché non c’era posto per loro. Inaudito che il buon Dio ci venga incontro per amarci, perdonarci, salvarci.
Lo sguardo su questo mistero ci porta a chinarci sulle ferite e sofferenze dell’umanità, dei poveri.
 
In questo Natale non vogliamo più lasciare soffrire nessuno da solo, vivendo con sobrietà, restituendo a chi non ne ha i beni per noi non necessari, perché ognuno abbia una famiglia, una casa, il lavoro.
Vogliamo metterci il grembiule del servizio e della condivisione e lavarci i piedi stanchi gli uni degli altri.
Lavoriamo per la giustizia perché i profughi che vediamo camminare lungo i fili spinati con i loro bimbi sulle spalle siano accolti dignitosamente.
I malati di covid intubati nelle terapie intensive ci richiamano alla necessità di garantire i vaccini a tutti, a partire dai Paesi poveri.
 
Contemplativi di Dio nel mondo, vogliamo impegnarci ad amare sempre, amare per primi, amare gratuitamente, come ci invitava fare don Oreste Benzi.
La gioia è tale quando è di tutti, quando si cammina come un unico popolo in cui il passo viene segnato dai piccoli, dai deboli, dagli ultimi.
Nella grotta di Betlemme vediamo le famiglie aperte al dono della vita, all’accoglienza di chi è ammalato, di chi vive sulla strada, delle ragazze sfruttate sessualmente, di tanti poveri che hanno perso tutto e bussano alle porte delle nostre case.
 
Nel Natale il Magnificat di Maria diventa la nostra scelta: ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Mentre mettiamo la spalla sotto la croce del fratello diciamo a chi fabbrica le croci di smettere di fabbricarle e con Papa Francesco chiediamo che cessino le spese per gli armamenti e che si dia invece lavoro ai giovani.
Così veramente Gesù bambino continua a nascere in mezzo a noi.
Buon Natale.