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20 Maggio 2019

Un codice rosso contro la violenza sulle donne

Foto di Slava Rutkovski_Adobe Stock Photo
Un lettore ci scrive: «Ho sentito parlare di codice rosso per la tutela delle vittime di violenza, di cosa si tratta? È già in vigore?»
Il disegno di legge cosiddetto codice rosso, di iniziativa governativa, al momento in cui questo giornale va in stampa (dicembre 2018) non è ancora stato approvato dal Parlamento, non è dunque ancora legge. Il ddl titola: “Modifiche al Codice di procedura penaledisposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”. Si parla di codice rosso per intendere una sorta di bollino da apporre alle denunce di donne vittime di violenza, affinché a tali fascicoli sia data priorità di trattamento. Il testo prevede, infatti, una “corsia preferenziale” per le denunce di violenza in cui si ravvisino seri pericoli per l'incolumità della donna. 
Tra i punti del ddl vi è la modifica dell'art. 347 del Codice di procedura penale., con la previsione dell'obbligo della polizia giudiziaria di comunicare immediatamente al Pubblico Ministero le notizie di reato acquisite qualora riguardino delitti di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate, commessi in contesti familiari o di convivenza, senza alcuna discrezionalità sulla sussistenza dell'urgenza. 
Si prevede inoltre la modifica dell'art. 362 c.p.p. con l'ascolto della vittima da parte del Pubblico Ministero entro 3 giorni dall'avvio del procedimento, e l’integrazione dell’art. 370 c.p.p. obbligando la Polizia Giudiziaria a dare priorità allo svolgimento delle indaginidelegate dal Pubblico Ministero, quando si tratta di reati di maltrattamenti, violenza sessuale, lesioni aggravate, commessi in ambito familiare, senza valutazioni discrezionali sull'urgenza. Verrebbe introdotto anche l'obbligo di formazione per le forze dell'ordine, con la frequenza di corsi ad hoc, ciò al fine di fornire al personale che tratta questo tipo di procedimenti, le competenze specialistiche necessarie. 
Il ddl rappresenta untassello in più ma c’è ancora tanta strada da fare in tema di violenza, femminicidi e stalking, un fenomeno che ha dimensioni allarmanti.
 

Le tre P salvavita

Nell’ultimo decennio in tema di violenza sulle donne sono state emanati alcuni provvedimenti importanti. Così la Convenzione di Istanbul che per prima definisce la violenza di genere nei termini di una violazione dei diritti umani, che ha imposto agli Stati membri azioni rivolte alla prevenzione del fenomeno, alla protezione della vittimae allapunizione del reo(tre P per salvare la vita delle donne). Nel nostro ordinamento il reato di stalking, atti persecutori, è un stato introdotto con il Decreto Legge 11/2009. Successivamente al 2009 sono arrivate nuove misure per il contrasto della violenza a tutela delle donneed anche misure di prevenzione.Ilsistema, tuttavia, non tutela ancora abbastanza la vittima. Occorre uno sguardo sulla violenza di genere che non si fermi al solo livello dell’emergenza, sono necessari interventi strutturali ed unità d’intenti, va compiuto uno sforzo culturale e di sensibilizzazione profonda.