La fotografia della prostituzione ad Atene racconta di bordelli clandestini, tratta internazionale alle porte dell'Europa ma anche del pugno duro delle autorità nel 2025. Le vittime più numerose donne migranti e rifugiate. Al loro fianco si mobilitano organizzazioni civili e religiose contro lo sfruttamento sessuale. Nella Giornata mondiale di preghiera contro la tratta, l'8 febbraio scorso, anche l'Arcivescovo Kontidis con la Comunità Papa Giovanni XXIII.
Atene non ha un singolo 'quartiere a luci rosse' - come accade in alcune capitali europee - ma alcune zone del centro urbano con locali e mini appartamenti per il sesso a pagamento. Ci sono turisti che, oltre all’Acropoli, conoscono bene anche queste: dalla Omonia Square e Fylis al Metaxourgio fino alle aree nei pressi di Kerameikos tra edifici e strade secondarie.
Si possono trovare facilmente donne bulgare, rumene, albanesi, moldave, ucraine ma anche russe. Sono sempre meno le donne greche. Più frequenti tra le rifugiate le donne nigeriane, sierraleonesi, camerunensi ma anche colombiane e brasiliane. In circuiti molto chiusi come centri massaggi e appartamenti per il benessere sono ingaggiate anche donne provenienti da Cina, Thailandia, Indonesia.
Bordelli gestiti dai trafficanti: la polizia li sigilla
La prostituzione in Grecia è regolamentata, nei bordelli autorizzati a condizioni di permessi ufficiali, maggiore età, residenza e controlli sanitari. La maggior parte tuttavia è in luoghi clandestini -scantinati ed appartamenti fatiscenti – o anche in bordelli a cui precedentemente eran stati messi i sigilli per illegalità. Niente a che vedere con le case chiuse autorizzate e pubblicizzate.
Ad Atene, il 2025 è stato l’anno del pugno duro contro la tratta: le forze di polizia hanno chiuso numerosi bordelli per il sospetto di tratta a scopo sessuale. A febbraio 2025 è stata smantellata una rete criminale ad Atene accusata di tratta di donne straniere: 26 persone sono state arrestate, mentre 24 donnesono state messe in protezione. Nel novembre 2025, la polizia ha scoperto quattro bordelli precedentemente sigillati e un bordello clandestino dove venivano sfruttate con minacce e con l’uso della forza giovani donne straniere. Arrestate 15 persone per violazioni delle leggi sulla immigrazione e la tratta delle donne. Nel dicembre 2025, un’altra operazione ha colpito due ‘strip show’ dove la criminalità organizzata induceva le donne ad esibizioni erotiche per i propri guadagni. Le forze dell'ordine hanno identificato 45 donnepotenziali vittime di tratta e 5 persone son state arrestate per averle indotte alla prostituzione.
Le vittime sono per lo più donne straniere molto vulnerabili, senza documenti o richiedenti asilo in attesa di risposta, costrette a prostituirsi ad Atene ma spesso destinate ad altri ‘paradisi del sesso’ nel nord Europa.
Si tratta di giovani donne reclutate con offerte di lavoro online false o assoggettate per via di un debito molto consistente da ripagare. Spesso sono giovani con storie drammatiche di povertà alle spalle e vissuti di dipendenza da droga o alcol.
Le organizzazioni greche contro la tratta delle rifugiate
Sono tante le organizzazioni che assistono le vittime perché possano ricominciare una vita dignitosa nella libertà.
Tra queste RENATE, la rete antitratta europea di religiose che si occupa di prevenzione e di supporto alle vittime anche in Grecia, attraverso Casa Damaris fondata nel 2016. Lo scorso anno proprio ad Atene, si sono radunate da tutta Europa le rappresentanti della rete, sottolineando che nella capitale greca la questione dei rifugiati è alla radice della diffusione della tratta. «Questi rifugiati non vengono accolti – si legge nel report - e vengono allontanati sia dagli imprenditori che dalla polizia». Nei campi profughi le persone più esposte restano le donne e le ragazze che cadono nella trappola della prostituzione come unica proposta per sopravvivere. A questo si aggiunge la povertà infantile. «Ci sono molti bambini che mendicano per strada e che dovrebbero andare a scuola. In tutta Atene la gente lascia acqua e cibo per i gatti - e la città è estremamente amica dei gatti - ma questo è in contrasto con la cura del rifugiato che vediamo per le strade» e che rischia ogni giorno di essere vittima di sfruttamento.
L’organizzazione più importante in Grecia è A21 che collabora strettamente con le forze di polizia e gestisce la linea nazionale contro la tratta 1109 con 3.232 contatti solo nel 2024, per lo più donne. Nata nel 2012, la hotline antitratta 1109 è l'unica linea di assistenza in Grecia dedicata esclusivamente alla tratta di esseri umani. Le nazionalità principali delle donne aiutate sono state Colombia, Venezuela, Brasile e Marocco. Non solo vittime del mercato del sesso ma anche di matrimoni forzati.
La Comunità Papa Giovanni XXIII in preghiera per le vittime
In Grecia è presente dal 2014 anche la Comunità di don Oreste Benzi con una casa per i senza tetto e la Casa Famiglia Divina Provvidenza, a sostegno di minori e adulti vulnerabili tra cui anche rifugiati. Veglia con monsignor Kontidis
Foto di Luca Morigi
In occasione della memoria di Santa Giuseppina Bakhita — figura simbolo per chi è sopravvissuto alla tratta — la Comunità Papa Giovanni XXIII, insieme all'Arcivescovo di Atene, mons.Theodoros Kontidis e a religiose, laici, missionari e volontari, ha promosso una veglia di preghiera presso la Chiesa degli italiani per ricordare chi cerca una via d’uscita dalla violenza.
«Particolarmente significativo è stato il momento del Rosario in strada, gesto simbolico di prossimità e di testimonianza pubblica per richiamare l’attenzione sulle tante persone che ancora oggi vivono nella invisibilità» hanno spiegato gli organizzatori. «La preghiera è chiamata ora a tradursi in scelte concrete di giustizia, accoglienza e promozione della dignità umana».
Le vittime della tratta non vanno consolate, ma aiutate ad essere libere. Don Benzi
Rosario in strada ad Atene
Foto di Luca Morigi
L’iniziativa è stata non solo un momento di preghiera ma anche un primo passo per collaborare con le organizzazioni locali e interrogarsi su come aiutare concretamente le donne sfruttate nei locali e negli appartamenti della prostituzione.