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2 Settembre 2026
Ultima modifica: 13 Settembre 2026 ore 20:29

Un'altra difesa è possibile: raggiunto il quorum per la legge di iniziativa popolare

In 5 mesi erano state raccolte solo poco più della metà delle 50 mila firme necessarie, ma negli ultimi giorni c'è stata una mobilitazione generale e l'obiettivo è stato raggiunto
Un'altra difesa è possibile: raggiunto il quorum per la legge di iniziativa popolare
Scade il 18 settembre la raccolta firme per far arrivare in Parlamento la proposta di istituire un Dipartimento della Difesa civile e nonviolenta. Bastano due minuti con SPID o CIE per dare concretezza agli articoli 11 e 52 della Costituzione. Grazie a un forte impegno delle organizzazioni proponenti l'obiettivo è stato raggiunto ma si può ancora dare la propria adesione fino alla scadenza per dare forza alla proposta
Obiettivo raggiunto! Fino a dieci giorni fa c'era forte preoccupazione tra i sostenitori della proposta di legge per la scarsa adesione alla raccolta di firme, che però si è trasformata in una mobilitazione generale che in pochi giorni ha visto salire le adesioni con ritmo crescente ottendo un risultato che molti ritenevano ormai irraggiungibile in così poco tempo. Scade infatti il 18 settembre la possibilità di sottoscrivere online la proposta di legge di iniziativa popolare "Un’altra difesa è possibile", promossa da un’ampia rete di associazioni tra cui la Rete Italiana Pace e Disarmo, la CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile), la Sbilanciamoci! e la Comunità Papa Giovanni XXIII.
Finora si era diffusa la scadenza del 15 settembre ma gli organizzatori hanno fatto sapere di aver avuto «uno scambio con gli uffici del Parlamento» e di poter confermare con certezza che «la raccolta prosegue fino al 18 settembre compreso».

Cosa prevede la proposta di legge

La proposta punta a istituire e finanziare un Dipartimento per la Difesa civile, non armata e nonviolenta. L'obiettivo è dare piena attuazione al dovere costituzionale di «difesa della Patria» (Art. 52) non più solo attraverso lo strumento militare e la logica del riarmo, ma con strumenti pacifici, democratici e preventivi:
  • Un Servizio Civile Universale fortemente potenziato;
  • I Corpi Civili di Pace, preparati a intervenire nelle aree di crisi e di conflitto prima che degenerino in violenza armata;
  • Interventi strutturati di Protezione Civile, soccorso umanitario e ricerca sulla risoluzione nonviolenta dei conflitti.
A sostentamento del Dipartimento, la legge prevede un Fondo Nazionale alimentato anche dalla possibilità per i cittadini di destinare il 6 per mille dell’IRPEF alla difesa nonviolenta.

La voce del mondo associativo

L'appello delle realtà promotrici è stato corale e pressante, specialmente di fronte allo scenario internazionale segnato dalle guerre e dalla corsa alle armi.
«La scelta della nonviolenza come metodo per risolvere i conflitti e costruire la pace non è un'utopia, ma una proposta concreta e realista», sottolinea Matteo Fadda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. «In un momento storico in cui si parla solo di riarmo, dobbiamo dare forza e dignità istituzionale a chi la pace la costruisce ogni giorno con le mani, con la diplomazia dal basso e con la presenza nei luoghi di sofferenza».


Sulla stessa linea i rappresentanti dei movimenti pacifisti e del Servizio Civile (come la Rete Pace e Disarmo e la CNESC), che ricordano come la vera sicurezza dei cittadini non si costruisca aumentando le spese militari, ma garantendo coesione sociale, cooperazione internazionale e tutela del territorio.

A che punto siamo con le firme e come firmare

L'obiettivo da raggiungere per depositare il testo alla Camera e costringere il Parlamento a discuterne è la quota di 50.000 sottoscrizioni valide. La raccolta è iniziata il 18 marzo 2026.
All'inizio di settembre, a soli 15 giorni dalla scadenza, erano state raccolte solo la metà delle firma necessaria. Ma grazie a una mobilitazione generale, con un tam tam sostenuto da articoli, post, messaggi whatsapp, una iniziativa che sembrava ormai naufragata ha ottenuto una adesioen crescente fino al raggiungimento del quorum. Fino alla scadenza, fissata per il 18 settembre, si può comunque continuare a firmare per dare forza a questa opportunità di introdurre un cambiamento strutturale nel sistema di difesa e costruzione della pace.

Firmare è facilissimo e richiede due minuti:

  1. Vai al sito della campagna difesacivilenonviolenta.org o direttamente al sito del Ministero della Giustizia dedicato alla Proposta di legge di iniziativa popolare
  2. Accedi tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE) e conferma la sottoscrizione.
  3. Al termine puoi anche scaricate l’attestato che conferma la tua adesione.
C'è tempo fino al 18 settembre e la gran parte della popolazione è ignara di questa opportunità. È importante far girare questa informazione e invitare ad aderire per costruire una alternativa concreta all’attuale deriva bellicista.

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