Scade il 15 settembre la raccolta firme per far arrivare in Parlamento la proposta di istituire un Dipartimento della Difesa civile e nonviolenta. Bastano due minuti con SPID o CIE per dare concretezza agli articoli 11 e 52 della Costituzione. Solo con una adesione di massa si può far arrivare la nuova legge in Parlamento
Mancano ormai pochissimi giorni per far sentire la voce della pace in Parlamento. Scade infatti il
15 settembre la possibilità di sottoscrivere online la proposta di legge di iniziativa popolare
"Un’altra difesa è possibile", promossa da un’ampia rete di associazioni tra cui la
Rete Italiana Pace e Disarmo, la
CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile), la
Sbilanciamoci! e la
Comunità Papa Giovanni XXIII.
Cosa prevede la proposta di legge
La proposta punta a istituire e finanziare un
Dipartimento per la Difesa civile, non armata e nonviolenta. L'obiettivo è dare piena attuazione al dovere costituzionale di «difesa della Patria» (Art. 52) non più solo attraverso lo strumento militare e la logica del riarmo, ma con strumenti pacifici, democratici e preventivi:
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Un Servizio Civile Universale fortemente potenziato;
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I Corpi Civili di Pace, preparati a intervenire nelle aree di crisi e di conflitto prima che degenerino in violenza armata;
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Interventi strutturati di Protezione Civile, soccorso umanitario e ricerca sulla risoluzione nonviolenta dei conflitti.
A sostentamento del Dipartimento, la legge prevede un Fondo Nazionale alimentato anche dalla possibilità per i cittadini di destinare il
6 per mille dell’IRPEF alla difesa nonviolenta.
La voce del mondo associativo
L'appello delle realtà promotrici è corale e pressante, specialmente di fronte allo scenario internazionale segnato dalle guerre e dalla corsa alle armi.
«La scelta della nonviolenza come metodo per risolvere i conflitti e costruire la pace non è un'utopia, ma una proposta concreta e realista», sottolinea
Matteo Fadda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. «In un momento storico in cui si parla solo di riarmo, dobbiamo dare forza e dignità istituzionale a chi la pace la costruisce ogni giorno con le mani, con la diplomazia dal basso e con la presenza nei luoghi di sofferenza».
Sulla stessa linea i rappresentanti dei movimenti pacifisti e del Servizio Civile (come la Rete Pace e Disarmo e la CNESC), che ricordano come la vera sicurezza dei cittadini non si costruisca aumentando le spese militari, ma garantendo coesione sociale, cooperazione internazionale e tutela del territorio.
A che punto siamo con le firme e come firmare
L'obiettivo da raggiungere per depositare il testo alla Camera e costringere il Parlamento a discuterne è la quota di
50.000 sottoscrizioni valide. La raccolta è iniziata cinque mesi fa, il 18 marzo 2026.
Al momento in cui scriviamo
sono state raccolte solo il 50% delle firme necessarie. Ora mancano pochi giorni alla scadenza, fissata per il 15 settembre, e si moltiplicano gli appelli affinché non si perda questa opportunità di introdurre un cambiamento strutturale nel sistema di difesa e costruzione della pace.
Firmare è facilissimo e richiede due minuti:
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Vai al sito della campagna difesacivilenonviolenta.org o direttamente al sito del Ministero della Giustizia dedicato alla Proposta di legge di iniziativa popolare
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Accedi tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE) e conferma la sottoscrizione.
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Al termine puoi anche scaricate l’attestato che conferma la tua adesione.
C'è tempo solo fino al
15 settembre e la gran parte della popolazione è ignara di questa opportunità. È importante far girare questa informazione e invitare ad aderire per costruire una alternativa concreta all’attuale deriva bellicista.