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4 Novembre 2019

Zambia. Bimbi sfamati grazie a don Benzi

«Mi colpiva la sua sensibilità ad ogni problema umano. Non ho mai ricevuto un no o una risposta incerta da don Oreste»
Per caso veniamo a sapere che in Zambia ci sono due centri nutrizionali dedicati a don Oreste Benzi, gestiti dalle Suore Francescane Missionarie di Assisi. Cercando di capire il perché, scopriamo un pezzetto della vita del sacerdote dalla tonaca lisa e qui ve la raccontiamo.
Ho conosciuto don Oreste nel 1980, quando venne a trovarci dopo aver sentito parlare di noi dalla dr.ssa Pesaresi di Rimini, medico missionario in Africa per tanti anni.
Io vivevo nella missione di S. Teresa a Ibenga, in Zambia, e seguivo tanti bambini che avrebbero avuto bisogno di cure mediche, non disponibili a quel tempo e in quel contesto. Venuto a conoscenza del bisogno, don Oreste decise di venire a trovarci e già durante quella sua prima visita offrì, con mia grande sorpresa, tutta la sua disponibilità a collaborare, accogliendo i bambini malati nella sua parrocchia a Rimini. Fu l’inizio di una grande collaborazione, che portò don Oreste in Zambia parecchie volte, sempre ospite nostro, presso la Da Gama Home di Luanshya, una cittadina a pochi chilometri da Ndola. Con lui condividevo la mia sofferenza per i bambini affetti da spasticità o con problemi mentali, verso i quali c’erano molti pregiudizi e non venivano accettati nemmeno nei nostri Istituti per disabili. Con la sua sensibilità di uomo di Dio, don Oreste volle subito mettersi in contatto con mons. Denis De Jong, il vescovo di Ndola, che poi acconsentì all’apertura di una casa famiglia in Zambia, per accogliere da subito bambini con disabilità molto gravi: la Holy Family Home for Children, la casa famiglia di Ndola, venne aperta nel 1985 da Tina Bartolini e altri missionari della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Ancora oggi quella casa è un punto di riferimento per molti.

Gioie e dolori condivisi con don Oreste Benzi

La collaborazione con don Oreste fu grande, e non mancò di momenti di dolore, quando i bambini cardiopatici o emofilici morivano in Italia nonostante le cure: era lui a riportare la salma in Zambia, a fare il funerale, pagando di tasca sua tutte le spese.
Però la maggior parte dei bambini tornavano in Zambia guariti. Una storia fra tutte: John, che portammo in Italia quando aveva 8 anni, era emofilico ed era l’unico sopravvissuto dei suoi 6 fratelli, morti per la stessa malattia. Ora vive in Italia, ha due lauree, esercita come avvocato ed è felicemente sposato.

Con don Oreste è nata tanta speranza

È nata tanta collaborazione disinteressata, appassionata, compassionevole. Mai ricevuto un no o una risposta incerta da don Oreste. Ma ciò che colpiva era la sua memoria nel ricordare i nomi, i volti, la storia di ogni persona. Mi colpiva il fatto di trovarlo in cappella, a qualunque ora, inginocchiato di fianco all’altare, con un quaderno in mano, dove scriveva. Mi colpiva anche la sua sensibilità ad ogni problema umano che potevo condividere con lui: aveva sempre una soluzione e si impegnava seriamente ad aiutare. E poi il suo ottimismo: un giorno tornai angosciata perché avevo saputo che due ex allieve disabili erano rimaste incinta, e lui mi disse: «Ringrazia il Signore, potevano essere tre», veramente smontava il palco della tensione.

Zambia: la scuola "Mamma Rosa" e i centri "Don Oreste" 

Centro nutrizionale Don Oreste Benzi in Zambia
 


Nel 1989 fece costruire una scuola di alfabetizzazione in memoria della sua mamma: si chiama “Scuola di alfabetizzazione Mamma Rosa” e si trova nella baraccopoli di Walale a Luanshya. 
Dopo la sua morte, abbiamo deciso di dedicargli il Centro Nutrizionale della missione di Kalemba, nella regione nord occidentale dello Zambia: il Centro “Don Oreste di Rimini”. Poi nel 2016 intitolammo a don Oreste anche il Centro nutrizionale che si trova a Chipata compound, nella città di Kitwe, a 70 km da Ndola, dove la povertà, la fame e l’abbandono sono di casa.
C’era una grande sala costruita dal gruppo “Zambia 2000”, senza arredamento, che correva il rischio di chiudere perché non arrivavano fondi a sufficienza per nutrire i bambini.
Don Elio Piccari (che visse tanti anni con don Oreste) e Giovanna Bisulli (la mamma che accolse tanti dei nostri bambini) si diedero molto da fare per sensibilizzare la parrocchia La Resurrezione e riuscire così a sostenere il centro nutrizionale, in memoria del caro don Oreste. Quindi ora in Zambia ci sono due centri nutrizionali che ospitano oltre 200 bambini e portano il suo nome, e in entrambi c’è un dipinto che lo rappresenta.
Don Oreste è conosciuto dai bimbi e la loro preghiera si innalza ogni giorno per quanti donano un pane. È bello vedere i bambini che arrivano, mentre puntano il dito indicando il grande dipinto di don Oreste, che di somigliante ha solo il berretto, ma loro gli vogliono bene così.
Il Centro nutrizionale “Don Oreste Benzi” a Chipata Compound è un grosso aiuto anche per i bambini che abbandonavano la scuola perché la fame non permetteva loro di concentrarsi, essendo orfani dell’AIDS, a volte vittime di sfruttamento. Il Centro è divenuto un punto di riferimento per tutta la popolazione di Chipata Compound, perché lì vengono coloro che hanno ogni tipo di bisogno e trovano almeno una parola di conforto, un incoraggiamento, un pezzo di pane. 

La Missione continua nel nome del nostro caro don Oreste, la cui memoria è onorata dall’impegno di don Renzo Gradara, attuale parroco della chiesa della “Resurrezione” che anima con vero zelo apostolico una comunità che ha ereditato il suo spirito.
 
 
* delle Suore Francescane Missionarie di Assisi; missionaria in Zambia dal 1965 per 26 anni. Ora vive ad Assisi.