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30 Giugno 2019

Caschi bianchi: ecco il servizio civile in Africa

«Condividere è difficile, ti mette alla prova e ti chiede molto. L'esperienza nei Caschi Bianchi non sarà mai tutta bella o tutta brutta, ma certamente sarà tutta vera».
Foto di Matteo Reolon
Testimonianze dai Caschi Bianchi in Camerun, impegnati nel servizio civile all'estero. Ecco tutta la magia dei colori africani, la condivisione con gli ultimi: un sogno che si avvera. Poi iniziano le difficoltà che diventano sempre più insostenibili. Ma qualcosa cambierà
Arrivo fra i Caschi Bianchi a Bafoussam, in Camerun: è la mia prima volta in Africa, un grande sogno che si avvera, e inizia finalmente il mio servizio civile, l'esperienza per cui ho tanto aspettato, fantasticato, rinunciato. Sono carico, entusiasta e impressionato: un nuovo mondo, così diverso, esotico e accogliente. È tutto bellissimo.

La terra rossa africana, di cui mi parlavano, c'è davvero e riflette la luce di un sole potentissimo in un effetto magico.In casa mi accolgono calorosamente con cibo, musica e curiosità. C'è un bambino, che ride e scherza durante i canti, è così tenero; penso che un suo sguardo sarà sufficiente a mettere allegria alle mie giornate. Già, perché anche lui vivrà con me. In comunità si vive tutti assieme, in condivisione.La vita comunitaria è un altro grande motivo per cui ho scelto di essere qui: condivisione diretta, ciò che ho lo divido con te, anche se vieni dalla strada o dalla prigione, possiamo vivere assieme nella pace e nell'amore. Basta guardare l'accoglienza che ho ricevuto per capire che è proprio così: tutti fratelli, coinvolti e sorridenti. Insegnatemi, voglio vivere così per sempre.

Caschi bianchi in Africa, due mondi in contrapposizione

Passa un po' di tempo, inizio ad entrare nella quotidianità, l'entusiasmo per il mio arrivo è svanito. Il mio mondo comincia a confrontarsi con quello della casa e dei suoi inquilini, emergono difficoltà e conflitti. La distanza tra i due mondi si fa chiara, ogni giorno cresce, fino a sembrarmi insostenibile. Cambio quasi di colpo prospettiva. È tutto negativo, brutto.

La terra rossa è un incubo, non riesci a togliertela di dosso, dai vestiti, in casa. Pulisci e un attimo dopo è già lì.
Quel bambino tanto tenero è invece dispettoso e fa i capricci. Mi fa innervosire quasi ogni giorno.
Mi trovo in difficoltà e vorrei un momento per me, ma quando? Dove? Ovunque mi trovo, qualcuno è lì a parlarmi, disturbarmi e spesso provocarmi. La vita comunitaria mi opprime, mi nega la privacy e mi impone di condividere con chi è tanto, troppo diverso da me.
Io, così, non ci posso vivere.

Servizio civile all'estero: nelle relazioni la luce nel quotidiano

Trascorrono altri giorni, comincio a mettere un po' d'ordine alla quotidianità, ad intravvedere il punto di vista del progetto e ad avere una vaga idea di quale possa essere il mio ruolo in tutto ciò. Inizio a starci per davvero.
La terra rossa impone pulizie continue, organizzate e collettive: devi collaborare e coordinarti quotidianamente con chi ti sta a fianco. Mi accorgo che quella diventa un'occasione di conoscenza e confronto, che si ripete ogni giorno e mi permette di entrare in contatto con l'altro, quasi come un rituale di conoscenza e fratellanza.

Iniziano a crearsi relazioni autentiche, spogliate dalle aspettative e dalle prime impressioni di cui le avevo caricate. Quel bambino è alla ricerca di attenzione e affetto, come qualsiasi altro bimbo. Capisco che, quando disturba, se mi siedo al suo fianco e gli tengo la mano, si calma.
Mi rendo conto che le difficoltà, se davvero condivise e affrontate con chi ogni giorno mi sta a fianco, creano un legame che aiuta e rafforza entrambi.

Capisco che è questo, forse, il senso della vita comunitaria e della famosa condivisione. Condividere è difficile, ti mette alla prova e ti chiede molto, ma dentro sento qualcosa che si muove e che mi fa lavorare con me stesso, per accogliere gli altri.
Non so quanto starò qui, se questa sarà la mia vita o meno, ma sento che sto imparando e crescendo tanto e, finché sarà così, continuerò. Ho la consapevolezza che in questa esperienza non sarà mai tutto bello o tutto brutto, ma certamente sarà tutto vero.

Partire come Caschi Bianchi per l'Africa

È possibile fare esperienza di volontariato all'estero, in missione, oppure di svolgere servizio civile nel corpo dei Caschi Bianchi. Ai link tutte le info!