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16 Ottobre 2021

La povertà è dura a morire finché c'è ipocrisia

Il 17 ottobre si celebra la Giornata Mondiale per l'eradicazione della povertà, un traguardo irraggiungibile se, come propone don Benzi attingendo al Vangelo, non diamo veramente noi stessi.
Foto di Foto di Aamir Mohd Khan da Pixabay
«Il mondo politico che detiene il potere di fare giustizia o ingiustizia, deve cambiare. È ora che i cattolici si presentino per quello che sono, non sepolti e condizionati da alleanze per vincere.»
Pietro, allo storpio che implorava l'elemosina, rispose: «Non ho né argento, né oro ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Nazareno alzati e cammina».
La Chiesa Cattolica, ha la chiave risolutrice del cammino della storia: Gesù il Nazareno, l’Emmanuel, il Dio con noi, il Salvatore.
Gesù infatti offre all'uomo la realtà divina che lo trasforma. I valori autenticamente umani vengono risvegliati e sviluppati, portati alla perfezione da questa realtà divina.

Il mondo ci chiede: «Vogliamo vedere Cristo»

Il mondo di Dio entra nel mondo dell'uomo rinnovandolo. Gesù dice: «Io faccio nuove tutte le cose». Perché? Perché «chiunque è in Cristo è una nuova creatura».
Come possiamo dare al mondo Gesù, il Nazareno? Anzitutto con la nostra vita convertita a Cristo. Il mondo ci chiede: «Vogliamo vedere Cristo», e noi siamo tenuti a rispondere con la nostra vita. In secondo luogo creando mondi vitali nuovi nei quali si manifesti una nuova società, quella del gratuito, e una nuova civiltà, quella dell'amore.

Non è il momento di incrociare le braccia!

È IL momento dei professionisti cristiani (medici, ingegneri, architetti, giudici, insegnanti, psicologici, operatori sociali ecc.) perché tutti i loro clienti siano visti come fratelli da servire: «Cercate il regno di Dio e la sua giustizia». Il rapporto tra professionisti e clienti non sarà più basato solo sulla prestazione pagata, ma sulla festa dell'incontro in cui chi opera riceve il necessario per continuare a servire.

È il momento della galassia del volontariato cristiano perché trionfi la giustizia e la rimozione delle cause che creano l'emarginazione.

È il momento della condivisione che contiene in se stessa la giustizia. Questa società colpisce chi pone un problema anziché risolvergli il problema. Questa società non dà ai poveri le soluzioni di cui essi hanno bisogno, ma quelle che fanno comodo all'establishment.

È il momento dei cattolici in tutte le pubbliche amministrazioni per favorire la giustizia togliendo la concussione, la corruzione, la ritorsione, il clientelismo imperante. I poveri non possono aspettare.

È il momento dei cattolici presenti nelle forze di polizia perché gli oppressi siano liberati dai criminali che fanno disperare i deboli.

È il momento dei cattolici negli ospedali perché facciano cessare l'orribile carneficina dei bimbi uccisi nel seno materno. Non basta essere medici obiettori di coscienza che stanno a vedere muti e inattivi lo scempio che viene fatto sui piccoli.

Il mondo politico deve cambiare!

Il mondo politico che detiene il potere di fare giustizia o ingiustizia, deve cambiare. È ora che i cattolici si presentino per quello che sono, non sepolti e condizionati da alleanze per vincere. È ora che i cattolici impegnati in politica si costringano a venire tutti allo scoperto: dicano la loro identità e vivano di conseguenza.