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30 Settembre 2020

«Il servizio civile imploderà»

Un nuovo appello al Governo per stabilizzare il Servizio Civile; preoccupazione anche per l'esperienza all'estero.
Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, Forum Nazionale del Servizio Civile e Rappresentanza Nazionale degli Operatori Volontari uniti nella richiesta al Governo sulla stabilizzazione del Servizio Civile Universale: ecco il testo dell'appello
«Alla viglia della proposta del Governo di legge di stabilità 2021, riteniamo necessario richiamare la vostra attenzione sulla situazione e le prospettive del Servizio Civile Universale», si legge nella lettera di appello indirizzata lunedì al Presidente del Consiglio avv. Conte, al Ministro con delega al Servizio Civile on. Spadafora ed al Ministro dell’Economia e delle Finanze On. Gualtieri.

La lettera continua affermando che: «Senza una dotazione finanziaria che stabilizzi a 50.000 posizioni all’anno le opportunità di accesso dei giovani ai programmi di servizio civile, questa esperienza imploderà».

Non è nuovo l’allarme lanciato da numerosi enti e reti che si occupano quotidianamente di Servizio Civile e che da anni arrancano nell’attesa di fondi sempre centellinati e precari. Non è nuovo nemmeno lo sforzo degli stessi giovani, che attraverso il costante impegno della Rappresentanza Nazionale dei volontari in Servizio Civile, in questi mesi hanno fatto sentire la loro voce, in particolare attraverso la campagna CentoXCentoServizioCivile, lanciata lo scorso giugno ed alla quale hanno aderito oltre 400 importanti enti e reti di enti e migliaia di volontari e cittadini, che chiede al Governo di finanziare tutti i progetti di Servizio Civile e non solo una parte.

Per realizzare l’obiettivo di 50.000 posizioni all’anno, «Si ritiene necessario un budget annuale minimo di 300 milioni di euro –— continua la lettera — mentre la legge di stabilità 2020 aveva stanziato 99 milioni per il 2021 e 104 milioni per il 2022».

Giovani in servizio civile giocano sorridenti
Il 20 luglio 2020 17 volontari Caschi Bianchi della Comunità Papa Giovanni XXIII hanno seguito la formazione prevista per il servizio civile all'estero.


La programmazione finanziaria è stata anche all’ordine del giorno della Consulta Nazionale per il Servizio Civile Universale, riunitasi nel pomeriggio di lunedì 28 settembre. Si è parlato di Legge di Bilancio 2021, Recovery Plan e del prossimo bando volontari, non privo di incertezze legate al Covid-19 ma anche alla possibilità di svolgere servizio civile all’estero.

E riferito a quest’ultimo Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha sottolineato che: «Investire nel servizio civile all’estero, significa investire in una politica estera alternativa a quella degli eserciti e degli interessi economici per realizzare davvero una società più giusta e più equa».

«Il Servizio Civile oggi è ben lontano dal diventare universale continua Ramonda — rischiando in questo modo di tradire la riforma stessa del 2016. Chiediamo, quindi che il Governo scelga di diminuire le spese militari, che quest’anno raggiungono la cifra record di 26,3 miliardi, per investire in politiche di Pace, a partire dalla stabilizzazione di questo importante istituto repubblicano finalizzato alla difesa non armata e nonviolenta della Patria, all'educazione, alla pace tra i popoli, nonché alla promozione dei valori fondativi del nostro Paese».